buchi neri e galassie
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buchi neri e galassie

è nato prima l’uovo o la gallina?
Il Giornale Onlinea cura di Vincenzo Zappalà
Sono nati prima I giganteschi buchi neri che risiedono al centro delle galassie o invece queste ultime? Le recenti immagini di un “cannibale” solitario hanno forse risposto alla domanda. Questo dimostrerebbe anche perché nelle galassie con più stelle si trovano i buchi neri più grandi.
Come il famoso detto “è nato prima l’uovo o la gallina?”, anche nell’ Universo si poteva dire: “È nato prima il buco nero o la sua galassia?”. Almeno fino ad oggi… Un recente studio che ha visto come primo autore l’astrofisico francese David Elbaz sembra aver dato una risposta univoca. Sarebbero proprio i buchi neri a innescare la formazione delle stelle e quindi a creare la casa cosmica in cui si rintanano. Oltretutto questo risultato concorderebbe con il fatto che tanto più loro sono grandi tanto più numerosi sono gli astri che compongono la galassia.
Tutto è nato dallo studio di una ventina di quasar che normalmente risplendono al centro di lontanissime galassie. Ricordiamo che i quasar (il cui nome sta per Quasi Stellar Object), sono stati pensati a lungo come galassie in formazione. Oggi si sa che essi corrispondono più esattamente a buchi neri in piena attività che emettono un’impressionante quantità di energia visibile anche a distanze enormi. Questi quasar occupano sempre il centro di una galassia. Lo stesso è stato osservato per quella ventina di candidati. O meglio, per tutti meno uno: il relativamente vicino quasar HE0450-2958. Posto a una distanza di circa 5 miliardi di Anni Luce appariva isolato, privo di qualsiasi galassia attorno a lui.
A lungo si è pensato che quest’ultima fosse oscurata da nubi di polvere, finché un gruppo di ricercatori internazionali non ha utilizzato il Very Large Telescope dell’ESO nella lunghezza d’onda del medio infrarosso, dove la nube di polvere doveva sicuramente mostrarsi. E invece non si è vista nessuna nube. Tuttavia, una galassia vicina al quasar, che sembrava non avere niente a che fare con lo straordinario oggetto, stava producendo stelle a un ritmo impressionante. Mentre non vi era traccia di stelle vicino al buco nero, la vicina di casa stava formando circa 350 Soli per anno, in sostanza cento volte di più di qualsiasi altra galassia conosciuta dell’ universo.
La galassia compagna è risultata, in effetti, sotto il “tiro” continuo e micidiale del buco nero: il quasar sta emettendo un getto di particelle altamente energetiche dirette verso di essa, accompagnato da un flusso di gas. L’immissione di materia ed energia nella galassia indica che è il buco nero stesso a scatenare la formazione di stelle: sta creando da solo la sua galassia ospite. I due oggetti sono, infatti, destinati a unirsi in futuro. Il buco nero si dirige verso la galassia in formazione, situata a una distanza di 22000 anni luce, alla modesta velocità di decine di migliaia di chilometri l’ora. Per adesso è ancora “nudo”, ma alla fine si vestirà con la sua compagna ricca di stelle. E diventerà come tutti gli altri quasar.
La nascita di una galassia seguirebbe allora il seguente processo temporale: un enorme ammasso di gas collasserebbe in un mostruoso buco nero. L’ energia e la materia scagliata da quest’ultimo sulle nuvole di gas e polvere a esso vicine innescherebbero la trasformazione in stelle. Alla fine il buco nero s’inserirebbe al centro della sua stessa creatura. Fantastico veramente!!
Concludo con un piccolo problemino per tutti. Come si diceva prima il nostro quasar sta avvicinandosi alla sua futura casa a una velocità di qualche decina di migliaia di chilometri l’ora. Poniamo ad esempio che siano 20000 km/h. La galassia si trova a 22000 Anni Luce. Domanda: quanto tempo ci vorrà perché il nostro isolato “cannibale” raggiunga il suo posto di comando?
Chi risponderà per primo vincerà un viaggio (di sola andata….) al vicino quasar. Cosa volete di più come regalo di Natale?!
Altro Giornale
in realtà Quasar significa o è l'acronimo di: Quasi Stellar Radio Source
Ultima modifica di Alaudae il Mar 31 Mag - 11:56:56, modificato 1 volta

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Re: buchi neri e galassie
Un potente raggio che parte da un quasar, un oggetto simile a una stella ma molto piu' luminoso, 'rifornisce' di stelle una galassia. E' cosi' che si formano alcune galassie, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics e condotto da un gruppo europeo, formato da francesi dell'Agenzia spaziale francese, belgi e tedeschi del Max Planck Institute per l'astronomia di Heidelberg (Germania), guidato da David Elbaz, della commissione per l'Energia Atomica francese (Cea) a Saclay (Francia).
La scoperta e' stata fatta osservando il comportamento di un quasar scoperto nel 2005 che si trova a 5 miliardi di anni luce dalla Terra e circondato da una singolare nuvola di polvere: uno strano alone che, secondo i ricercatori, avrebbe dovuto nascondere la galassia che era il serbatoio di energia del quasar. Gli studiosi europei hanno scoperto, pero', che in realta' la galassia non c'era.
Non solo. Osservando piu' attentamente, gli astronomi hanno 'avvistato' una galassia vicino alla potente fonte luminosa del quasar, a circa 22mila anni luce, che sarebbe caratterizzata dalla estrema rapidita' di formazione delle stelle che la compongono. Hanno osservato in particolare un potente raggio che dal quasar parte in direzione della galassia ed hanno pensato cosi' che sia il quasar a 'fornire' stelle alla galassia.
"La scoperta propone una nuova ipotesi sulla formazione delle galassie - ha dichiarato Elbaz - anche se il meccanismo scoperto non e' tra quelli dominanti per la formazione delle galassie nell'universo".
fonte ANSA
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La scoperta e' stata fatta osservando il comportamento di un quasar scoperto nel 2005 che si trova a 5 miliardi di anni luce dalla Terra e circondato da una singolare nuvola di polvere: uno strano alone che, secondo i ricercatori, avrebbe dovuto nascondere la galassia che era il serbatoio di energia del quasar. Gli studiosi europei hanno scoperto, pero', che in realta' la galassia non c'era.
Non solo. Osservando piu' attentamente, gli astronomi hanno 'avvistato' una galassia vicino alla potente fonte luminosa del quasar, a circa 22mila anni luce, che sarebbe caratterizzata dalla estrema rapidita' di formazione delle stelle che la compongono. Hanno osservato in particolare un potente raggio che dal quasar parte in direzione della galassia ed hanno pensato cosi' che sia il quasar a 'fornire' stelle alla galassia.
"La scoperta propone una nuova ipotesi sulla formazione delle galassie - ha dichiarato Elbaz - anche se il meccanismo scoperto non e' tra quelli dominanti per la formazione delle galassie nell'universo".
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Re: buchi neri e galassie
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Buchi neri da collisione particelle
(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Per la prima volta un modello al computer dimostra che le collisioni tra particelle possono generare minuscoli buchi neri. Un fenomeno che si sospettava da tempo e che non ha stupito i fisici del Cern di Ginevra. Il modello, in via di pubblicazione su Physical Review Letters, e' stato ottenuto con centinaia di computer da ricercatori delle universita' della British Columbia e Princeton. 'Un virtuosismo che non apre a nulla di nuovo' per il direttore scientifico del Cern.
Fonte
Ah ragazzi..
non è una novità?
e chi erano quei pazzi che dicevano di bloccare l'esperimento del cern perchè
poteva creare buchi neri e molti scienziati hanno detto che era impossibile?
scusatemi c'è una smentita in questo articolo ?
Fonte
Ah ragazzi..
non è una novità?
e chi erano quei pazzi che dicevano di bloccare l'esperimento del cern perchè
poteva creare buchi neri e molti scienziati hanno detto che era impossibile?
scusatemi c'è una smentita in questo articolo ?
I buchi neri non sono neri

Milano - Un gruppo di ricercatori capeggiati da Daniele Faccio, del Dipartimento di Fisica e Matematica dell'Università dell'Insubria di Como, in collaborazione con Francesco Belgiorno dell'Università degli Studi di Milano, hanno provato come i buchi neri in realtà non siano neri. Questa teoria era stata già avanzata da Stephen Hawking nel 1974, ma in mancanza di prove aveva suscitato numerose polemiche.
Il buco nero si forma quando una stella, dotata di una massa superiore ad una quantità stabilita, muore. La sua materia collassa e si concentra in uno spazio ristetto, acquisendo una potentissima forza di gravità, capace di trattenere qualsiasi cosa. Dunque nulla può sfuggire da esso, nemmeno i fotoni che compongono la luce; ed è per questo motivo che i telescopi non riescono a vederlo.
Il processo della formazione dei buchi neri è stato ricostruito in laboratorio, illuminando con un laser un blocco di vetro avente caratteristiche particolari.
«I fotoni della luce interagendo con il materiale molto denso riproducono lo stesso effetto che si verifica nella zona circostante il buco nero battezzata "orizzonte degli eventi". Qui accade, e lo abbiamo misurato, che una particella, il fotone a frequenza negativa, venga assorbita e quella che lo accompagna a frequenza positiva emerga. A separarli è proprio l'orizzonte e una volta divisi non possono più ricongiungersi» ha chiarito Daniele Faccio.
Le spiegazioni che stanno alla base di questo fenomeno fisico derivano dalla teoria quantistica alla relatività generale di Einstein e ovviamente dalle teorie sui buchi neri.
Questi risultati hanno il merito di ampliare la conoscenza umana su uno dei fenomeni più misteriosi ed affascinanti dell'universo, ma inoltre aprono delle grandiose prospettive future nel campo delle telecomunicazioni quantistiche.
1/10/2010
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=58553&titolo=I%20buchi%20neri%20non%20sono%20neri&imm=0
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http://www.youtube.com/watch?v=2lv5cMtx82M&feature=player_embedded

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BUCHI NERI - Dal film alla realtà

Esistono davvero! Da anni la fisica insegue la loro esistenza. Il grande fisico Paul Davies ha lanciato un’idea per costruire al “macchina del tempo”.
Pero’ c’erano dei “problemi”….il piu’ grande era trovare da “dove” si entra per accedere in queste “gallerie”; incredibile ma vero, si e’ scoperta l’entrata!
per l'articolo completo: http://altrogiornale.org/news.php?extend.6738
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Re: buchi neri e galassie
cioè ora è stata scoperta l'entrata in un buco nero che consente il viaggio nel tempo?

Vudkos- Staff misteri

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Re: buchi neri e galassie
Vudkos ha scritto:cioè ora è stata scoperta l'entrata in un buco nero che consente il viaggio nel tempo?
di Massimo Corbucci
Esistono davvero! Da anni la fisica insegue la loro esistenza. Il grande fisico Paul Davies ha lanciato un’idea per costruire al “macchina del tempo”.
Pero’ c’erano dei “problemi”….il piu’ grande era trovare da “dove” si entra per accedere in queste “gallerie”; incredibile ma vero, si e’ scoperta l’entrata!
Dal film alla realtà
II romanzo “Contact” di Carl Sagan, reso celebre dall'omonimo film - che mostra un fantascientifico viaggio - offre un ottimo spunto di riflessione. La realizzazione della "macchina del tempo" di Paul Davies è il sogno più fantastico degli umani.
Entrare in una macchina, accendere i "motori" e agire sui comandi di bordo, per ritrovarsi istantaneamente su un lontanissimo sistema solare o su un'altra galassia, per ora è stato solo un affascinante argomento di fantascienza e niente più.
Quali sarebbero le implicazioni di ordine antropologico, sociale e politico, se una cosa del genere fosse possibile? Semplicemente inimmaginabili. Non posso sapere se il progetto di Davies è ancora nel limbo delle cose immaginarie e lontane dalla effettiva realizzazione, per motivi politici o concretamente tecnici. Mi pare però di capire che il fatto che manchi totalmente la nozione del dove si entra, per accedere nei cunicoli spazio-temporali, rappresenti un bel problema di fattibilità immediata.
Nel presente articolo il lettore potrà prendere atto di come questo aspetto, ora, sia completamente risolto.
L’astrofisico americano Carl Sagan ha immaginato una storia, dove viene costruito uno speciale veicolo sferico, nel quale poi entra una donna "tempo-nauta", interpretata nella versione cinematografica, da Jodie Foster.
Lo scenario tecnico è quello da rampa di lancio spaziale e tutti quelli che partecipano al lancio nelle sale di comando non hanno la minima idea di come "partirà" l'astronave. Però tutti ritengono ovvio che verrà eiettata verso il ciclo a velocità pazzesca, sebbene il concetto di cunicolo spazio-temporale da qualcuno venga nominato.
Il veicolo sferico è appeso ad un traliccio dove ruotano inclinati su piani diversi un insieme di strutture a cerchio.
Sempre nel film al centro della struttura si forma una luce accecante e in quel momento di massimo folgore l'astronave, tenuta sospesa sopra, si stacca e vi precipita dentro.
A questo punto quello che vede accadere Jodie Poster e quello che vedono gli osservatori esterni è totalmente diverso.
La donna scienziato fa un viaggio "scorrendo" velocissima dentro qualcosa che le appare come una sorta di tunnel strettissimo, viaggio non esente da scossoni e da tremende sollecitazioni al limite estremo della sopportabilità umana, poi si ritrova dolcemente come te le trasportata sulla superficie di un pianeta, dove le cose si "vedono" in tal modo, che sembra di trovarsi in un luogo dove la luce è fortemente "incurvata" e sottoposta a strani fenomeni di rifrazione. Infine la tempo-nauta si ritrova con la faccia sul pavimento del veicolo.
Gli osservatori esterni hanno solo visto la grossa palla metallica staccarsi e cadere in mare. Pertanto ritengono che il lancio nello spazio sia fallito e sono alquanto perplessi nel sentire ciò che racconta di aver visto la donna, che come esperienza si colloca in decine di ore di vissuto.
Il film finisce, non certo lasciando lo spettatore nel dubbio che tale viaggio non sia stato reale, ma facendo sentire fortemente l'inadeguatezza di ciò che è stato mostrato nel tentativo di far comprendere come si possa andare tanto lontani nelle profondità dello spazio, senza percorrere lo spazio che vi è interposto.
II Vuoto Quanto-meccanico
Comprendere come un corpo fisico possa improvvisamente "implodere" e scomparire, per "riemergere" da qualche altra parte, allo stato attuale delle nozioni scientifiche note, non è affatto intuitivo.
La nozione nuova è rappresentata dal concetto di vuoto quanto-meccanico e siccome, come disse Erwin Scrhódinger, “chiunque non riesca a raccontare a tutti quello che ha scoperto o fatto ha compiuto un'opera inutile", mi sto sforzando dopo il 2000, di rendere molto chiaro e semplice, anche per un bambino, che cosa intendo con il termine vuoto quanto-meccanico.
Ora che debbo far capire come il film Contact riveduto e corretto, non è più pura fantascienza ma racconta il futuro della fisica, ho un'altra buona occasione per farlo. Come fa il "veicolo" sferico a cadere "semplicemente" in un bagliore di luce, percorrendo pochi metri e a ritrovarsi ad anni-luce di distanza?
Ricorro al mio "cavallo di battaglia", che è l'auf-bau atomico fatto come un vero Palazzo medievale.
Immaginate un cavaliere del 1200 rincorso da un'orda di scalmanati predatori in una notte di tregenda. Proprio mentre gli stanno per afferrare il bavero della cotta, riesce a guadagnare l'entrata del Palazzo del suo signorotto protettore e in men che non si dica è dall'altra parte della città, a molti chilometri, senza che nessuno lo abbia visto passare negli "scantinati" (nel nucleo) qui viene il bello: gli scantinati non sono tanti quanti gli appartamenti, vale a dire 112, bensì 103.
In altre parole 9 scantinati sono quelli "requisiti" dal Creatore per "scavare" un tunnel, che comunica con TUTTA la rete di tunnel cosmica. È accedendo a quel tunnel, che si può arrivare in qualunque posto lontano o vicino dell'universo.
Come ha Fatto?
È risaputo che nei Palazzi di un certo lignaggio si spendeva grosse cifre per far fare i cosiddetti sotterranei, che mettevano in comunicazione con altri Palazzi o con altri luoghi, dove c'era interesse ad arrivare, senza essere visti dagli osservatori esterni.
Ponendo che l’auf-bau atomico si ispiri ad un vero Palazzo, l'atomo Corbucci ha la scala A con 50 appartamenti e la scala B con 62 appartamenti (per un totale di 112, come spesso reiterato in più occasioni!).
Quattro appartamenti sono abitali dal "progettista" del palazzo, nella compagine di 116 (vedi la figura dove tutti gli elettroni di un atomo, sono messi nel giusto ordine, dal nome: ordine di riempimento dei livelli atomici*).
Quando si scende negli "scantinati" (nel nucleo) viene il bello: gli scantinati non sono tanti quanti gli appartamenti, vale a dire 112, bensì 103. In altre parole 9 scantinati sono quelli "requisiti" dal Creatore per "scavare" un tunnel, che comunica con tutta la rete di tunnel cosmica. È accedendo a quel tunnel, che si può arrivare in qualunque posto lontano o vicino dell'universo.
La gravità già "viaggia" lì, per portare "lontani" i suoi effetti tra "masse" (n. 9 della rivista Scienza e Conoscenza). Se all'interno può viaggiare la gravità, allora può entrarci anche un veicolo, come quello del Film Contact.
Ecco spiegato molto chiaramente il funzionamento di un wormhole ( buco nero).
Quantomeno è chiaro da dove si entra. Per arrivare a capire anche come si entra, è necessario ancora un piccolo sforzo. Non vi pare?
Wormhole o buco nero?
Il Giornale OnlineWerner Heisemberg disse: «La descrizione in un linguaggio semplice, costituisce un criterio per il grado di comprensibilità che è stato raggiunto».
Questo e il metro di misura che ho usato per descrivere a me stesso che cosa sia un buco nero. Vedrete che un wormhole e un buco nero sono la stessa cosa. Il vantaggio che ho avuto rispetto a Stephen Hawking, al quale chiedo venia per l'intrusione in un campo a lui riservato, è che ho trovato all'interno del nucleo atomico, l'area nera tra i 46 barioni a spin 1/2 e i 57 a spin 3/2 e mi sono reso conto che è il "pozzo senza fondo" mattonato di rishoni vavohu e tohu, che sono all'origine del cosmo.
Pertanto sono potuto arrivare ad una visione dell'atomo "senza veli", l'atomo è un "baratro" rivestito di elettroni e di protoni!
E basta niente perché rimanga solo il baratro! Basta che per gravità si avvii il processo di neutronizzazione.
Vale a dire, gli elettroni si spiaccichino sul nucleo, rendendo il protone "neutro".
La fase successiva di "non ritorno" l'ho chiamata "quarkizzazione" (se il termine passa, sarò il primo ad averlo usato, per fortuna le stelle di quark sono state trovate sul serio! Quelle di neutroni erano note a tutti).
I quark che si avvicinano tanto tra loro, fino a spiaccicarsi l'uno contro l'altro, come avevano già fatto elettrone e protone, sapete perché determinano la fine della materia e il "trionfo" del baratro?
Semplice: la forza di "colore", che tiene i quark, e caratterizzata dal fatto che "tira" come un polente autotreno, se i quark tendono ad allontanarsi, mentre si azzererebbe, via-via che si avvicinano.
Il campo di colore a zero, significa che rimane il niente. Attenzione però a questa parola!
Mi sono già imbattuto nella pericolosità epistemologica di questo termine che ha mietuto vittime, ignare di etimologia. Il termine "niente" deriva da nec ens = che non è ente. Ente = Dio.
Perciò, quello che rimane della materia quando sì è neutronizzata e quarkizzata, non è affatto nulla, ma un quid che non e' Dio, piuttosto il luogo dove risiede!
La sorpresa di un luogo così, per i fisici, è che attrae al suo interno la materia, come il gorgo di un lavandino attrae l'acqua. Di concettualmente nuovo c'è da capire che da li la materia viene risucchiata, ma anche partorita!
A parte questa funzione duale, fondamentale è trarne la nozione che il risucchio della materia è un viaggio a sola andata verso un altro universo, parallelo al nostro, ma senza la minima speranza di rapporti col nostro, una volta avvenuto il "tuffo" nel gorgo vorticoso.
Questo punto ha rappresentalo per anni una controversia tra Hawking e Thorne; Peccato che ci siano voluti anni per sancire la vera natura affatto nera, dei buchi neri!
Ora che questo punto è chiarito, potrebbero essere maturi i tempi per l'inizio dell'era dei viaggi nei wormholes.
Vi parlerò della scoperta eccezionale, che li renderà possibili!
Il suono di un Buco Nero - vedi Chimica del Futuro
Siamo già nel 2004, ma nel 2002 è stata fatta una scoperta straordinaria: l'osservatorio a raggi X Chandra ha sentito il suono di un buco nero. Vi confesso che non avevo la minima idea di come entrare dentro quel nero sub-nucleare, che ho scoperto nel nucleo atomico, di cui avevo tuttavia compreso la funzione. Né avrei potuto mai scrivere questo articolo, se la scoperta non fosse stata fatta. Che cosa è stato scoperto di tanto importante da Andrew Habian all'Istituto di Astronomia di Cambridge?
Dall'osservatorio orbitante della NASA, che ha il nome Chandra e "vede" nella "finestra" dei raggi x, è stato puntato l'obiettivo su un ammasso di galassie del Perseo, distante da noi 250 milioni di anni luce. Al centro si trova la galassia ngc 1275 e nel suo nucleo si annida un buco nero. (ndr Altrogiornale: )
Il Giornale OnlineSi è scoperto che tutto il gas intergalattico (idrogeno!) che permea l'ammasso è increspato! (vedi increspature nella foto).
La foto e un documento scientifico semplicemente incantevole: onde sonore (!) sono state rilevate dal telescopio Chandra della NASA.. Prodotte dal Buco Nero iper-massiccio situato al centro della galassia del Perseo ngc 1275 , appaiono "visivamente" come increspature nel gas caldissimo che riempie l'ammasso. Un'immagine cosi rimarrà nella storia della fisica e nell' inconscio collettivo. La Bibbia aveva ragione: all'inizio davvero fu il suono!
Definizione della parola suono
Per farla breve, sapete a cosa sono dovute le increspature, che si estendono per centinaia di migliaia di anni luce? Sono dovute ad un suono, di potenza pazzesca, che proviene proprio dal buco nero. frequenza del suono? R) La nota musicale do, con "armoniche" in 57 ottave.
Ricorderete che nel primo capitolo della Bibbia, la Genesi, si legge: «All'inizio era il cielo (Vavohu) e la terra (Tohu) e il suono». Voi non ci crederete, ma dopo l'acquisizione di quella nozione, ora so come entrare in un buco nero o in un wormhole.
È d'obbligo ricordare che Nathan Penrose insieme ad Albert Einstein, furono, in assoluto, i primi scienziati ad elaborare un'ipotesi teorica sui canali spazio-tempo (1935).
Vediamo che cosa erano e che cosa sono tuttora e concettualmente questi canali: praticamente sono "scorciatoie" che conducono da un punto A ad un punto B; in modo "nascosto'" all'evidenza della continuità spazio-temporale (la fig 1 rappresenta il paradigma concettuale).
Abbiamo un piano nello spazio dove s'immagina che sprofondi lo spazio nei 2 punti rispettivamente A e B e che una "gola di verme" metta in comunicazione le 2 imboccature sprofondate in A e in B.
La lunghezza di tale cunicolo invero è maggiore della distanza diretta visibile esternamente ad occhio nudo tra A e B, pertanto definirlo una "scorciatoia'' non viene naturale.
La fig. 2 è maggiormente espressiva del paradigma "scorciatoia" , che vogliamo illustrare: i due punti A e B vengono a trovarsi sovrapposti, per effetto della curvatura spaziale, determinata dalla gravità.
Pertanto si capisce che per andare da A a B percorrendo la distanza interposta bisogna fare tutto il giro, mentre arrivare da A a B introducendosi nella "gola di verme", che si trova rispettivamente nei punti dove "sprofonda" A e sprofonda B, è fare un tragitto abbreviato, molto privilegiato, da potersi definire giustamente scorciatoia.
Nel 1935 Einstein e Penrose pensarono proprio a quell'immagine (vedi anche fig. 3) e molti fisici si dettero da fare per inventare il tunnel di connessione. Scavare un tunnel sotto una montagna è un'impresa mollo ardua, ma con buona volontà è con trivelle mostruosamente potenti, è cosa fattibile.
Fig. 3: Tavola barionica e funzionamento del wormhole
Per la prima volta al mondo è illustralo il funzionamento del wormhole: l'azione è quella di un cunicolo, che collega due punti lontani dello spazio per la "scorciatoia'' tra questi stessi punti, dove si trova l'imboccatura di entrata e quella di uscita.
Prima del modello atomico Corbucci, sembrava che ci volesse un dilatatore di Casimir per creare un buco, utile ad accedere all'imboccatura dell'entrata; L’evidenza che la simmetria del nucleo è rotta tra 46 barioni a spin 1/2 e 57 a spin 3/2 da un nero, fa comprendere che lutti gli atomi del creato hanno già nel loro nucleo la "porta" comunicante, una vera rivoluzione "copernicana", che rende possibili i viaggi a distanze enormi a tempo zero, come nel celebre film Contact, interpretato da Jodie Foster.
Come si debba "scavare" un tunnel spazio-temporale nessuno ancora lo ha capito.
Dove va applicata la trivella?
Nel 1958 al fisico Casimir sembrò di aver trovalo la soluzione.
Scoprì un effetto, che porta il suo nome, consistente nel fatto che 2 piastre di un condensatore poste l'una contro l'altra e messe sotto altissima tensione, finiscono per respingersi, come se si creasse una forza dal "vuoto".
Star "Gate" sarà una realtà entro il 2010
Ovviamente se la comunità scientifica non si lascerà scappare questa occasione! (Ovvero di mettere insieme i fisici, che separatamente non possono arrivare a tanto, senza badare a blasoni, titoli accademici e convenevoli vari, ma badando alla "sostanza").
Che siano crollate le due "torri" di Galileo e di Newton, ormai non può essere più nascosto.
La fisica moderna attende di incorporare nuovi modelli: uno è l'atomo con auf-bau leptonico a 112 e auf-bau barionico a 103. L'altro è il modello standard senza più la forza di gravità, i gravitoni e i neutrini tauonici e manco a dirlo, senza il bosone di Higgs.
L'unificazione delle forze (quella che diminuisce con la distanza e quella che aumenta con la distanza) è belle fatta! Comincerà una visione del mondo non più atea, foriera di pace tra i popoli e di ricerca del benessere spirituale, non più del benessere (!?) economico.
Il modo di "cacciarsi-den-tro" quel nero sub-nucleare, una volta capito che l'atomo è un baratro, "rivestito", si trova. Basta togliere via il "vestito" (un fortissimo suono nelle ottave del do servirà a "spogliare" gli atomi, con una semplicità sorprendente). Tuttavia è importante capire cosa accadrà una volta "dentro" il nero; ci si ritroverà in ogni luogo contemporaneamente.
Emergere su Marte, anziché su un astro di una galassia lontanissima o semplicemente in una piazza di Parigi, dipenderà da un effetto che si chiama volontà, occorrerà imparare questo "concetto", prendendo spunto dallo stesso fenomeno per cui noi siamo qui e non altrove, che si chiama volontà di Dio.
Quando sarà chiaro a tutti come è possibile l'esistenza, grazie alla volontà di Dio, quel giorno si potrà andare davvero ... oltre la fisica.
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http://www.youtube.com/watch?v=2kmpxn5jhVg
http://www.youtube.com/watch?v=NStyRt19flA
Re: buchi neri e galassie
a pena letto due righe...stranamente mi e venuto un grosso dubbio!! si chiama LHC e sta a Ginevra.....

Marek- Staff misteri

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Re: buchi neri e galassie
Marek ha scritto:a pena letto due righe...stranamente mi e venuto un grosso dubbio!! si chiama LHC e sta a Ginevra.....![]()
dubbio legittimo! troppo silenzio da quelle parti..!
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Re: buchi neri e galassie
Se no non riesco a spigarmi perché e cosa ci fanno con LHC ,se già hanno visto il big bang o almeno una parte....e spendono tutti quei soldi di manutenzioni ,personale...per cosa? Mi sa solo di una copertura per altri scopi a noi top secret...

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Re: buchi neri e galassie
Marek ha scritto:Se no non riesco a spigarmi perché e cosa ci fanno con LHC ,se già hanno visto il big bang o almeno una parte....e spendono tutti quei soldi di manutenzioni ,personale...per cosa? Mi sa solo di una copertura per altri scopi a noi top secret...![]()
vero! per noi c'è "tutto il calcio minuto per minuto" e ci dobbiamo accontentare..anche Mistero Italia1 mi sembra abbia avuto una flessione, colpa di cecchi paone?
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Buchi neri: forse nascondono pianeti alieni

I buchi neri potrebbero ospitare vita aliena al loro interno? Secondo una moderna teoria, questa affermazione non parrebbe affatto stravagante. Infatti, gli alieni potrebbero essere ospitati su alcuni pianeti illuminati da masse di fotoni orbitanti in alcune tipi di buchi neri.
Questi buchi neri sarebbero caratterizzati da una carica e da una rotazione. Inoltre, sembrerebbero provvisti di una regione che oltrepassa il limite dell’orizzonte. Un posto, dunque, dove lo spazio ed il tempo sarebbero caratterizzati da connotazioni simili a quelle nostre. Questa zona è nota come ‘orizzonte Cauchy’.
In pratica, se un buco nero dotato di carica è abbastanza forte da indebolire le forze presenti oltre il confine dell’orizzonte, gli oggetti all’interno orbitanti non potrebbero né oltrepassarlo né muoversi verso l’interno.
Vyacheslav I. Dokuchaev, un fisico russo, concorda con questa teoria ed aggiunge l’ipotesi secondo la quale questi mondi possano derivare luce e calore da fotoni orbitanti. “L’eterna estensione del buco nero, nascosta da due orizzonti rispetto all’intero universo esterno, sembrerebbe davvero un posto vivibile”, afferma Dokuchaev.
Ovviamente i pareri si dividono, sebbene siano in molti ad affermare che noi già viviamo all’interno di un buco nero. Sarebbe una delle cose che scopriremmo di avere in comune con una qualche lontana civiltà che riesce a convivere con l’intensa energia scaturita dalle forze interne dei buchi neri.
Scritto da Federica Vitale Giovedì 21 Aprile 2011 13:26
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Quando si muovono i buchi neri

Non si limitano a ruotare su se stessi ma possono anche viaggiare come proiettili dentro la propria galassia. Sarebbe questo movimento a dare origine alle emissioni di energia più potenti dell'Universo.
di Luca Nobili
I buchi neri non si limitano a ruotare su se stessi ma possono anche viaggiare come proiettili dentro la propria galassia, dando origine alle emissioni di energia più potenti dell’Universo. La conclusione, teorica, viene dagli astrofisici della Brigham Young University ed è stata pubblicata sul Proceedings of the National Academy of Sciences
Lo studio è nato cercando di determinare l’origine dei getti di energia emessi dai cosiddetti quasar, galassie distanti e molto luminose. Alla base dei getti, così come dell’energia che le rende così brillanti, vi sono i buchi neri giganti che si trovano al loro centro. Ruotando su se stessi, i buchi neri deformano l’andamento del campo magnetico circostante e producono zone ad alta tensione elettromagnetica. Dall’interazione tra queste zone e il gas circostante nascono i getti ad alta energia.
Secondo il nuovo studio, per ottenere getti potenti come quelli effettivamente individuati, le deformazioni del campo magnetico prodotte dalla sola rotazione dei buchi neri non bastano, ma occorre che si muovano anche in avanti, facendosi strada nel gas della galassia ospite. Verrebbe così spiegata l’eccezionale intensità di getti come quelli della galassia Centaurus A e di altri quasar brillanti, getti la cui lunghezza supera il milione di anni luce.
La fonte di energia tanto cercata non sarebbe quindi dovuta solo alle interazioni prodotte dal buco nero gigante al centro, ma anche da altri buchi neri in movimento, che attraversano la galassia come un proiettile ad alta velocità.
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Catturati i lampi dei buchi neri La loro luminosita' e' stata misurata per la prima volta 27 settembre, 19:48
(ANSA) - ROMA, 27 SET - I potenti getti di materia espulsi dai buchi neri fluttuano rapidamente. Lo rivelano alcune immagini realizzate da Wise, l'osservatorio spaziale della Nasa attivo nell'infrarosso che ne ha misurato la luminosita' per la prima volta. Dalle osservazioni sono emerse enormi e irregolari fluttuazioni nell'attività di questi getti, mostrando una sorta di 'danza' nell'infrarosso ed una grande variazione nelle dimensioni del getto alla base, con incrementi fino a dieci volte.


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