Atlantide?
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Re: Atlantide?
Vudkos ha scritto:Comunque dalla piantina di allora si vedono delle isolette a ovest che ora non ci sono più.
Cioè, sulla mappa vecchia si vedono più terre emerse che quelle che vediamo noi sul satellite, quindi vuol dire che c'è stato un alzamento del mare o sprofondamento del terreno.
scusa ma a quale piantina di allora ti riferisci? quella postata da te mostra solo i confini orientali a ridosso dell'Africa e nessuna traccia di isolette!?
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Re: Atlantide?
La cartina l'ho presa su wikipedia che diceva che era stata disegnata nel 1800 circa e rivelava la posizione di Atlantide, ma non capisco dove sia.
Comunque quelle isole sulla sinistra vicino la scritta: "pays des atlantes"
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Re: Atlantide?
sopra ad ore 1 c'è la Spagna, poi Gibilterra e sotto l'Africa, a sinistra il confine orientale di Atlantide e parte del suo territorio e in mezzo il lac tritonyde, il confine occidentale è assente; quindi niente isole (io per lo meno la vedo così).
comunque nota che la scritta riporta "carta congetturale di Atlantide" quindi niente di scientifico.
la scritta "Pays des Atlantes" (paese degli atlantidei) starebbe a dimostrare quanto da me appena detto, cioè che non si parla di isole ma di un continente.
Ultima modifica di Alaudae il Gio 15 Lug - 23:48:40, modificato 1 volta
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Re: Atlantide?
se noti c'è scritto ocean atlantique.
Vabbe, domani modificherò l'immagine e ti spieghero come la vedo io
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Re: Atlantide?
Vudkos ha scritto:se noti c'è scritto ocean atlantique.
Vabbe, domani modificherò l'immagine e ti spieghero come la vedo io![]()
comunque Spagna e Africa sono bardate di rosso. a sinistra, oltre il "Lac Tritonyde" si trova il confine orientale di Atlantide. secondo me è stato omesso il confine nord-sud-occidentale.
c'è il "Pays des Atlantes", il "Pays des Amazones" e subito dietro, come dici tu, Atlantique: non c'è niente da fare, manca un confine occidentale, è come se rappresentassero l'Italia con la sola costa Adriatica, non ti pare?
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Re: Atlantide?
Dov’è finita Atlantide? Uno tsunami la portò in Spagna
, STATI UNITI – Una squadra internazionale di scienziati guidata dall’archeologo americano Richard Freund, dell’Università di Hartford, Connecticut, potrebbe aver finalmente scoperto l’ubicazione di Atlantide, la leggendaria metropoli spazzata via e sepolta da uno tsunami migliaia di anni fa, nella Spagna meridionale.
”E’ difficile capire come uno tsunami possa aver trascinato un’intera città dalle coste all’interno per 90 km, eppure secondo i nostri studi questo è quello che è successo”, ha dichiarato Freund alla Reuters. Per scoprire il mistero, gli scienziati hanno usato una foto satellitare di quella che sembrava una città sommersa poco a nord di Cadice, all’estremità meridionale della Spagna. Colà, sepolta nelle paludi del parco Donana sono certi di aver individuato Atlantide.
Quello che dà fiducia a Freund sulla sua scoperta è il ritrovamento nella Spagna centrale di una serie di ”città commemorative” costruite sull’immagine di Atlantide, edificate dai suoi sopravvissuti dopo la sua distruzione ad opera dello tsunami. ”Gli abitanti di Atlantide sopravvissuti sono fuggiti nell’entroterra e lì costruirono nuove città”, ha detto Freund.
Sebbene sia difficile affermare con certezza che il sito in Spagna sia in effetti Atlantide, Freund sostiene che la scoperta delle ”città commemorative” fornisce una conferma archeologica mai avutasi prima. La sua squadra continuerà le ricerche per ottenere ulteriori prove.
Il filosofo greco Platone scrisse di Atlantide 2.400 anni fa, descrivendola come ”un’isola situata di fronte agli stretti che voi chiamate le Colonne d’Ercole”, come lo Stretto di Gibilterra era chiamato nell’antichità.
Nella regione ci sono stati tsunami per secoli, dice Freund, e uno dei più devastanti, con onde alte 10 metri, colpì Lisbona nel novembre del 1755. I Dialoghi di Platone sono l’unica fonte di informazione storica su Atlantide che, scrive il filosofo,”fu inghiottita dal mare nel giro di un giorno e di una notte”.
, STATI UNITI – Una squadra internazionale di scienziati guidata dall’archeologo americano Richard Freund, dell’Università di Hartford, Connecticut, potrebbe aver finalmente scoperto l’ubicazione di Atlantide, la leggendaria metropoli spazzata via e sepolta da uno tsunami migliaia di anni fa, nella Spagna meridionale.
”E’ difficile capire come uno tsunami possa aver trascinato un’intera città dalle coste all’interno per 90 km, eppure secondo i nostri studi questo è quello che è successo”, ha dichiarato Freund alla Reuters. Per scoprire il mistero, gli scienziati hanno usato una foto satellitare di quella che sembrava una città sommersa poco a nord di Cadice, all’estremità meridionale della Spagna. Colà, sepolta nelle paludi del parco Donana sono certi di aver individuato Atlantide.
Quello che dà fiducia a Freund sulla sua scoperta è il ritrovamento nella Spagna centrale di una serie di ”città commemorative” costruite sull’immagine di Atlantide, edificate dai suoi sopravvissuti dopo la sua distruzione ad opera dello tsunami. ”Gli abitanti di Atlantide sopravvissuti sono fuggiti nell’entroterra e lì costruirono nuove città”, ha detto Freund.
Sebbene sia difficile affermare con certezza che il sito in Spagna sia in effetti Atlantide, Freund sostiene che la scoperta delle ”città commemorative” fornisce una conferma archeologica mai avutasi prima. La sua squadra continuerà le ricerche per ottenere ulteriori prove.
Il filosofo greco Platone scrisse di Atlantide 2.400 anni fa, descrivendola come ”un’isola situata di fronte agli stretti che voi chiamate le Colonne d’Ercole”, come lo Stretto di Gibilterra era chiamato nell’antichità.
Nella regione ci sono stati tsunami per secoli, dice Freund, e uno dei più devastanti, con onde alte 10 metri, colpì Lisbona nel novembre del 1755. I Dialoghi di Platone sono l’unica fonte di informazione storica su Atlantide che, scrive il filosofo,”fu inghiottita dal mare nel giro di un giorno e di una notte”.
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http://www.youtube.com/watch?v=2kmpxn5jhVg
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Re: Atlantide?
La citta' perduta di Atlantide potrebbe essere a nord di Cadice, sepolta sotto una palude.
Ad esserne sicuro e' un gruppo di scienziati guidati da Richard Freund dell'universita' di Hartford, in Connecticut, secondo cui a spazzare via la citta' sarebbe stato uno tsunami.
I ricercatori, che hanno illustrato le loro scoperte in un documentario appena mandato in onda dal National Geographic, sono partiti da alcune foto aeree scattate alle paludi all'interno del parco nazionale Dona Ana, a circa 100 chilometri dal mare, da cui si poteva ipotizzare che sotto il fango ci fosse la struttura di una citta' circolare, come quella descritta da Platone.
Alcune spedizioni hanno confermato che nella zona c'erano attivita' umane 4400 anni fa, e che la struttura non poteva essere dovuta a cause naturali: "Gli tsunami sono stati descritti nella regione per secoli - spiega il coordinatore dello studio Richard Freund - e uno di questi potrebbe aver seppellito Atlantide, le prove che abbiamo trovato sono molto credibili".
A confermare le teorie di Freund sono stati anche i ritrovamenti nella Spagna centrale di piccole citta' molto simili alla descrizione di Atlantide: "La mia ipotesi e' che coloro che si sono salvati dallo tsunami si sono rifugiati nell'interno - aggiunge l'esperto - fondando nuove citta' 'in memoria' di quella perduta".
fonte ANSA

http://mysterium.blogosfere.it/
Ad esserne sicuro e' un gruppo di scienziati guidati da Richard Freund dell'universita' di Hartford, in Connecticut, secondo cui a spazzare via la citta' sarebbe stato uno tsunami.
I ricercatori, che hanno illustrato le loro scoperte in un documentario appena mandato in onda dal National Geographic, sono partiti da alcune foto aeree scattate alle paludi all'interno del parco nazionale Dona Ana, a circa 100 chilometri dal mare, da cui si poteva ipotizzare che sotto il fango ci fosse la struttura di una citta' circolare, come quella descritta da Platone.
Alcune spedizioni hanno confermato che nella zona c'erano attivita' umane 4400 anni fa, e che la struttura non poteva essere dovuta a cause naturali: "Gli tsunami sono stati descritti nella regione per secoli - spiega il coordinatore dello studio Richard Freund - e uno di questi potrebbe aver seppellito Atlantide, le prove che abbiamo trovato sono molto credibili".
A confermare le teorie di Freund sono stati anche i ritrovamenti nella Spagna centrale di piccole citta' molto simili alla descrizione di Atlantide: "La mia ipotesi e' che coloro che si sono salvati dallo tsunami si sono rifugiati nell'interno - aggiunge l'esperto - fondando nuove citta' 'in memoria' di quella perduta".
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Atlantide e dintorni
In questo articolo prenderemo in considerazione alcune teorie riguardanti il mistero di Atlantide che secondo alcuni sarebbe un continente inabissatosi migliaia di anni fa nell’Oceano Atlantico in seguito ad un cataclisma di proporzioni apocalittiche oppure secondo altri in seguito ad una serie di cataclismi che avrebbero provocato il graduale inabissarsi del continente perduto.
Per essere più precisi in tale articolo ci occuperemo di alcune teorie che riguardano due aspetti del mistero di Atlantide ovvero la collocazione geografica di Atlantide e delle sue colonie, fondate prima o dopo la distruzione e l’inabissamento del perduto continente e il possibile rapporto esistente tra il mistero di Atlantide ed il mistero del Triangolo delle Bermude. Prima di affrontare tali problematiche vogliamo mettere in evidenza che come abbiamo sostenuto in due nostri libri intitolati “Una lettura sociologica della realtà contemporanea” ed “I miti della società contemporanea” nella società del nostro tempo è riscontrabile un sempre crescente interesse per tutto ciò che fa parte della dimensione del mistero. Alcuni sociologi hanno definito tale fenomeno riguardante la dimensione del mistero con la suggestiva espressione “reincanto del mondo”. Nell’ambito di tale crescente interesse per l’universo del mistero occupa un posto di rilievo il mistero di Atlantide che sin dai tempi antichi ha fatto sempre molto discutere ma che a partire dalla seconda metà del XX secolo ha attirato sempre più l’interesse sia degli studiosi sia dell’opinione pubblica (secondo gli storici delle religioni tale forte e perdurante interesse per il mistero di Atlantide sarebbe in gran parte dovuto a quella che nel linguaggio della storia delle religioni prende il nome di “nostalgia delle origini”).
Dopo tale breve digressione torneremo ad occuparci dell’argomento del nostro articolo ovvero le teorie riguardanti la collocazione geografica di Atlantide ed il rapporto che potrebbe esistere tra il mistero di Atlantide ed il mistero del triangolo delle Bermude.
Per quanto riguarda le principali teorie riguardanti la collocazione geografica di Atlantide e delle sue colonie riteniamo opportuno citare innanzitutto le teorie elaborate da Ignatius Donnelly, uno studioso che ha senza dubbio giocato un ruolo molto importante nel tentativo senz’altro molto difficile di dare una risposta al problema di stabilire la collocazione geografica del sommerso continente di Atlantide ammesso che tale continente sia realmente esistito e non sia frutto solamente di una leggenda. Donnelly scrisse nel 1882 un libro sul mistero di Atlantide che ebbe un così grande successo che ancora negli ultimi anni del XX secolo è stato più volte ripubblicato.
Tale libro ha avuto un’influenza molto determinante sugli studi riguardanti Atlantide anche se dobbiamo dire che se da un lato sono innegabili i pregi di alcune teorie di Donnelly dall’altro lato bisogna ammettere per onestà intellettuale che in tale libro sono anche presenti alcune entusiastiche esagerazioni che ne limitano l’attendibilità sebbene i sostenitori di Donnelly ancora oggi moltissimi tendano a dare poca importanza a tali esagerazioni.
Secondo la teoria di Donnelly Atlantide fu la prima civiltà mondiale nonché la potenza colonizzatrice e civilizzatrice dell’intero litorale atlantico, del bacino del Mediterraneo, dell’America del sud e centrale, del Baltico e anche dell’India e di alcune regioni dell’Asia centrale. Inoltre secondo Donnelly Atlantide fu altresì la patria dell’alfabeto. Donnelly sostiene anche che i miti e le leggende dell’antichità non sono altro che versioni confuse ed annebbiate di fatti storicamente avvenuti nel perduto continente di Atlantide.
Nel tentativo di dare un peso scientifico alle sue teorie su Atlantide Donnelly studiò con grande attenzione il racconto di Platone riguardante Atlantide e cominciò poi a compiere ricerche su tutti i terremoti e tutti gli inabissamenti di proporzioni catastrofiche ed apocalittiche avvenuti in tutti i tempi storici. In particolare per provare che un cataclisma come quello che avrebbe provocato la sommersione del continente di Atlantide era scientificamente possibile Donnelly studiò tutti i terremoti ed i conseguenti maremoti che avevano causato la scomparsa di isole o di fasce costiere a Giava, a Sumatra, in Sicilia e anche al largo dell’Oceano Indiano dove si era inabissata una terra molto estesa.
A dire di Donnelly tuttavia l’Oceano Atlantico era la zona più instabile e mutevole tra tutte le aree del globo terrestre. Nel XVIII secolo vi furono in Islanda vari terremoti che fecero emergere un’isola la quale poi se ne tornò immediatamente in fondo al mare. Tale isola venne subito rivendicata dal re di Danimarca il quale tuttavia non ebbe il tempo di tentare di impadronirsi di tale isola in quanto essa si inabissò subito nelle acque dell’Oceano Atlantico. Inoltre Donnelly nel descrivere il disastroso terremoto che distrusse nel XVIII secolo Lisbona, causando la morte di sessantamila persone mise in evidenza che l’epicentro di tale terremoto si trovava con tutta probabilità nei fondali dell’Oceano Atlantico. Donnelly arrivò addirittura a sostenere che tale terremoto che distrusse Lisbona era il successore di quell’apocalittico terremoto che migliaia di anni prima aveva causato la distruzione e l’inabissamento del continente di Atlantide.
Donnelly mise anche in evidenza che durante tale terremoto moltissime persone si rifugiarono su un molo costruito da poco tempo, fatto interamente di marmo, che improvvisamente sprofondò nel mare con tutta la folla che vi stava sopra. Inoltre un gran numero di barche e di navi ancorate nel porto di Lisbona cariche di persone vennero inghiottite dal mare come in un gorgo e non ricomparvero mai più in superficie cadaveri, relitti o elementi di quel molo di marmo che attualmente è ricoperto da seicento piedi di acqua.
L’area in cui avvenne questo terremoto di apocalittiche dimensioni era molto estesa. Il famoso geografo Von Humboldt sostenne che tale terremoto interessò una porzione della superficie terrestre estesa quattro volte l’Europa.
Donnelly sostenne anche che nel periodo storico in cui esisteva Atlantide esistevano delle isole che formavano una specie di ponte di terraferma che collegava Atlantide con l’Europa da un lato e con l’America del centro dall’altro.
Un’altra teoria molto suggestiva formulata da Donnelly è quella che sostiene la diffusione della cultura del perduto continente di Atlantide sui due versanti dell’Oceano Atlantico ovvero sul versante europeo e su quello americano.
Un’altra teoria di Donnelly che ha avuto molta fortuna ed è stata accolta con molto entusiasmo è quella che sostiene che tutti i miti della religione greca sono versioni sbiadite e confuse di fatti storici avvenuti nel continente di Atlantide. Secondo Donnelly i fatti storici avvenuti ad Atlantide sono alla base della mitologia greca cosicché tutti i racconti mitologici che hanno come protagonisti gli dei e le dee della religione olimpica greca sono ricordi molto confusi delle imprese e degli avvenimenti storici che avvennero nel continente di Atlantide. Per dirla in altro modo utilizzando il linguaggio della storia delle religioni il carattere fortemente antropomorfico delle divinità olimpiche (tali divinità nascono, mangiano, bevono, hanno rapporti sessuali sia tra di loro sia con gli esseri umani, generano figli, si fanno coinvolgere nelle guerre che avvengono tra gli esseri umani, hanno i peggiori difetti ed i migliori pregi degli esseri umani) è dovuto solamente al fatto che tali divinità non erano altro che i re, le regine, i principi, i condottieri del perduto continente di Atlantide.
In definitiva quindi Donnelly sostiene che molte figure storiche del continente di Atlantide si siano trasformate negli dei e nelle dee della religione greca dando origine a tutta una serie di miti che costituiscono una parte di grande importanza della religione olimpica greca.
Prenderemo ora in considerazione alcune teorie che riguardano la collocazione geografica delle colonie atlantidee oppure di quelle città dove si sarebbero rifugiati gli abitanti di Atlantide dopo la distruzione del loro continente.
La prima di tali presunte colonie costruite dagli abitanti di Atlantide prima o dopo la distruzione e l’inabissamento del loro continente è considerata da alcuni autori Tartesso. Tali studiosi credono che questa città oggi sommersa fosse collocata sulle coste Atlantiche della Spagna nei pressi della foce del Guadalquivir. Essi sostengono altresì che tale città era un centro culturale fortemente progredito particolarmente ricco di minerali.
Alcuni archeologi tedeschi quali Herman e Henning nel 1905 iniziarono la ricerca di Tartesso da loro considerata la “Venezia dell’ovest”. Nonostante tali ricerche degli archeologi tedeschi Tartesso non è mai stata ritrovata sebbene si siano trovate tracce di grandi edifici negli scavi effettuati dagli archeologi tedeschi. Attualmente esistono due ipotesi formulate per spiegare la sparizione di Tartesso: la più accreditata sostiene che le rovine di Tartesso si troverebbero sott’acqua mentre la seconda ipotesi sostiene che le rovine di tale città si trovano sulla terraferma coperte dal fango.
Altri autori tra cui l’archeologo francese Godron sostengono che alcune colonie di Atlantide si troverebbero nel Sahara coperte dalla sabbia. Godron sostiene altresì che i berberi dei monti dell’Atlante i quali hanno spesso la pelle bianca, gli occhi azzurri e i capelli biondi sarebbero i discendenti degli abitanti di Atlantide sfuggiti alla distruzione del loro continente.
Uno studioso tedesco Borchard formulò un’interessante teoria nel 1926: tale teoria sosteneva che i berberi erano i discendenti dei superstiti di Atlantide. Borchard cercò di dare un supporto scientifico alla sua teoria cercando di collegare i nomi delle tribù berbere moderne con quelli dei dieci figli di Poseidone, cioè dei clan atlantidei. Egli trovò delle coincidenze abbastanza notevoli: innanzitutto una tribù berbera si chiamava Uneur, il che si adattava perfettamente al nome Evenore che era secondo Platone il primo abitante di Atlantide; inoltre le tribù berbere dello Sciott el ameinha in Tunisia venivano chiamate “Attala” nome che presenta la stessa radice del nome Atlantide.
Altri autori sostengono che alcune colonie di Atlantide fondate prima o dopo l’inabissamento del perduto continente si trovavano nell’isola di Thera che esplose e si inabissò nel Mediterraneo circa nel 1500 A. C.. Diversi autori considerano l’isola di Thera ed anche altre isole sprofondate nel mare Egeo insieme a Thera una colonia del perduto continente di Atlantide. Particolarmente interessanti sono le teorie su Thera formulate dall’archeologo e oceanografo americano James Mayor. Secondo tale autore il misterioso crollo dell’impero minoico di Creta e la distruzione della sua splendida capitale Cnosso furono dovuti ad una apocalittica eruzione vulcanica che fece sprofondare nel mare Egeo l’isola di Thera nel 1500 A. C., lasciando un profondo abisso marino nel luogo dove prima si trovava l’isola. Le conseguenti ondate di maremoto causate da questa eruzione e dall’inabissarsi dell’isola di Thera nel mare Egeo causarono la sommersione di molte città situate sulle coste e causarono tra l’altro anche la fine dell’impero minoico di Creta e la distruzione della sua capitale Cnosso, nonché la probabile sommersione di isolette situate vicino a Thera. Scavi effettuati nel XX secolo sembrano confermare tale teoria. Probabilmente futuri scavi in terra e in mare che saranno effettuati sia a Thera sia a Creta procureranno altri dati ed informazioni su questa terribile catastrofe naturale (una parte dell’isola di Thera è stata ritrovata in quanto è situata poco al di sotto del livello del mare).
Infine James Mayor sostiene che poiché il traffico mercantile egiziano si interruppe al momento del misterioso declino di Cnosso e dell’impero minoico cretese, è molto probabile che siano stati gli egiziani a dare origine ai racconti che riguardavano la scomparsa e l’affondamento dell’isola di Thera nonché di qualche altra isola situata nelle vicinanze di Thera. Mayor ritiene anche che i racconti di un’invasione dell’Egitto proveniente dal mare ad opera di popolazioni provenienti da nord siano stati originati da effettivi attacchi subiti dall’Egitto da popoli che a causa dell’eruzione e del conseguente terremoto e maremoto che avevano distrutto Thera ed altre isole dell’Egeo e che avevano anche messo fine all’impero cretese minoico cercavano di conquistare altre terre dal momento che i luoghi da loro abitati o erano stati sommersi dal mare o erano stati a tal punto devastati da terremoti e maremoti da non essere più abitabili per moltissimo tempo.
Prenderemo ora in considerazione alcune delle teorie che riguardano il secondo elemento del mistero di Atlantide che abbiamo intenzione di affrontare in tale articolo ovvero la possibile esistenza di un legame tra il mistero del triangolo delle Bermude e il mistero di Atlantide. A tale riguardo esporremo le tre principali teorie che sono state formulate nel tentativo di stabilire una connessione, uno stretto legame tra le numerose sparizioni di aerei e di navi che si sono verificate nel Triangolo delle Bermude e il sommerso continente di Atlantide.
La prima di tali teorie è stata formulata da David Zink e parte dal presupposto che le numerose sparizioni di aerei e di navi avvenute nel Triangolo delle Bermude siano state causate da un’arma ancora attiva situata nelle rovine sommerse di Atlantide. David Zink chiama quest’arma costruita dagli abitanti di Atlantide “fuoco di cristallo”: tale studioso sostiene che quest’arma ancora funzionante dopo molti millenni si attiverebbe in determinate condizioni che non è facile allo stato attuale determinare e causerebbe la sparizione di navi e aerei nel Triangolo delle Bermude.
Come abbiamo sostenuto nel nostro articolo intitolato “Il mistero del Triangolo delle Bermude” tale teoria di Zink presenta un evidentissimo punto debole in quanto non riesce a spiegare come mai in alcuni casi sono spariti solamente gli equipaggi di determinate navi e non le imbarcazioni in questione. Infatti se come sostiene Zink le navi e gli aerei spariti sono stati distrutti o addirittura disintegrati dai micidiali raggi generati da questa arma micidiale situata tra le rovine sommerse di Atlantide non si sarebbe mai dovuto verificare nessun caso di quelli che abbiamo citato caratterizzati dalla scomparsa degli equipaggi di alcune navi senza che queste siano state minimamente danneggiate dagli ipotetici micidiali raggi che secondo Zink partirebbero da quest’arma degli antichi atlantidei da lui denominata “fuoco di cristallo”. Quindi se proprio si vuole sostenere che esiste un legame tra le sparizioni di navi ed aerei che si verificano da moltissimo tempo nel Triangolo delle Bermude ed il continente sommerso di Atlantide non ci sembra che la teoria elaborata da David Zink sia particolarmente convincente.
Prenderemo ora in considerazione la seconda teoria elaborata da alcuni studiosi allo scopo di stabilire un legame tra il mistero di Atlantide e quello del Triangolo delle Bermude. Secondo tali studiosi la causa delle numerose sparizioni di aerei e di navi che si sono verificate nel triangolo delle Bermude sono state causate dalle perturbazioni elettromagnetiche e dalle anomalie gravitazionali che sono presenti in tale zona geografica. A detta di tali studiosi le suddette perturbazioni ed anomalie sarebbero state causate proprio dall’apocalittico cataclisma che determinò migliaia di anni fa la distruzione e l’inabissarsi del continente di Atlantide. A dire il vero le perturbazioni elettromagnetiche e le anomalie gravitazionali che sono state riscontrate nel Triangolo delle Bermude non sono state individuate in nessun altro punto geografico del globo terrestre fatta eccezione per un braccio di mare piuttosto esteso situato nell’Oceano Pacifico in vicinanza del continente asiatico. Se teniamo presente che si parla in alcune fonti dell’esistenza di un altro continente sommerso sprofondato negli abissi dell’Oceano Pacifico in seguito ad un altro apocalittico cataclisma (ci riferiamo all’ipotetico continente perduto di Mu conosciuto anche col nome di Lemuria) appare senza dubbio strano che le uniche due zone del globo nel quale sono state rilevate tali alterazioni elettromagnetiche e tali anomalie gravitazionali siano situate una nell’Oceano Atlantico e l’altra nell’Oceano Pacifico ovvero nelle due aree geografiche dove si sarebbero inabissati i due ipotetici continenti perduti di Atlantide e di Mu. Naturalmente si potrebbe trattare semplicemente di una coincidenza che non ha nessun legame con i due presunti continenti sommersi ma in ogni caso gli scienziati non sono ancora riusciti a spiegare perché tali anomalie gravitazionali e perturbazioni elettromagnetiche esistono solamente in questi due punti del globo terrestre.
Prenderemo ora in considerazione la terza ipotesi formulata per sostenere l’esistenza di un legame tra il mistero del Triangolo delle Bermude ed il mistero di Atlantide. Secondo tale ipotesi il continente di Atlantide non si sarebbe inabissato in un intervallo ristretto di tempo in seguito ad un unico ed apocalittico cataclisma ma al contrario si sarebbe inabissato in un lungo intervallo di tempo ed in maniera graduale in seguito ad una serie di eventi catastrofici. Secondo una parte dei sostenitori di tale ipotesi tali eventi catastrofici sarebbero stati dovuti solamente a cause naturali mentre secondo altri la causa scatenante di tali eventi catastrofici che avrebbero portato alla graduale sommersione del continente di Atlantide sarebbe stata una guerra scoppiata tra gli atlantidei che, avendo a disposizione armi addirittura superiori dal punto di vista tecnologico a quelle esistenti nel mondo contemporaneo avrebbero causato essi stessi la distruzione e la sommersione del loro continente.
Secondo i sostenitori di tale ipotesi gli atlantidei proprio perché in possesso di sofisticatissime conoscenze scientifiche si sarebbero resi conto che il loro continente era destinato ad essere completamente sommerso dalle acque dell’Oceano Atlantico cosicché nel tentativo di salvare almeno una piccola parte degli abitanti di Atlantide avrebbero costruito una città sottomarina nella quale si sarebbero trasferiti un certo numero di atlantidei prima della sommersione totale del continente sia che essa sia stata dovuta a cause esclusivamente naturali sia che al contrario sia stata dovuta ad una guerra scoppiata nel continente perduto. Secondo tale ipotesi tale città sommersa abitata dai discendenti degli atlantidei esisterebbe ancora e si troverebbe proprio nei fondali del Triangolo delle Bermude. Di conseguenza le sparizioni numerosissime di aerei e navi ed anche le sparizioni dei soli equipaggi sarebbero stati causati dai discendenti degli abitanti di Atlantide che avrebbero rapito tali esseri umani per motivi non ancora chiariti.
Come abbiamo sostenuto nel nostro libro intitolato “I credenti degli UFO” questa ipotesi, anche se ha il pregio di spiegare anche le sparizioni dei soli equipaggi di alcune navi ritrovate perfettamente integre nelle acque del Triangolo delle Bermude, ci sembra un’ipotesi molto fantascientifica e molto improbabile anche perché presenta almeno due grandi punti deboli che ora prenderemo in considerazione. In primo luogo non spiega il motivo che spingerebbe i discendenti degli abitanti del sommerso continente di Atlantide residenti nella città sommersa a rapire periodicamente un numero considerevole di esseri umani. In secondo luogo se esistesse negli abissi del Triangolo delle Bermude una città sommersa di notevoli dimensioni (appare evidente infatti che una città di tal tipo dovrebbe essere molto estesa sia perché gli abitanti del perduto ipotetico continente avrebbero avuto molto tempo per costruirla sia perché doveva servire a salvare il maggior numero di Atlantidei possibile e le principali conquiste della scienza e tecnologia atlantidee). Appare molto improbabile per non dire quasi impossibile che una città sommersa di tali dimensioni non sia stata mai rilevata da nessuno.
In conclusione a nostro avviso solamente la seconda delle tre ipotesi formulate per sostenere l’esistenza di un legame tra il mistero di Atlantide e il mistero del Triangolo delle Bermude può essere considerata degna di esser presa in considerazione o quanto meno può essere considerata un’ipotesi che almeno non va contro il buon senso e non cade nell’assurdo. A nostro avviso invece le altre due ipotesi sono del tutto insostenibili in quanto cadono proprio nell’assurdo. http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Misteri-irrisolti/ALCUNE-TEORIE-SUL-MISTERO-DI-ATLANTIDE/
Giovanni Pellegrino
Per essere più precisi in tale articolo ci occuperemo di alcune teorie che riguardano due aspetti del mistero di Atlantide ovvero la collocazione geografica di Atlantide e delle sue colonie, fondate prima o dopo la distruzione e l’inabissamento del perduto continente e il possibile rapporto esistente tra il mistero di Atlantide ed il mistero del Triangolo delle Bermude. Prima di affrontare tali problematiche vogliamo mettere in evidenza che come abbiamo sostenuto in due nostri libri intitolati “Una lettura sociologica della realtà contemporanea” ed “I miti della società contemporanea” nella società del nostro tempo è riscontrabile un sempre crescente interesse per tutto ciò che fa parte della dimensione del mistero. Alcuni sociologi hanno definito tale fenomeno riguardante la dimensione del mistero con la suggestiva espressione “reincanto del mondo”. Nell’ambito di tale crescente interesse per l’universo del mistero occupa un posto di rilievo il mistero di Atlantide che sin dai tempi antichi ha fatto sempre molto discutere ma che a partire dalla seconda metà del XX secolo ha attirato sempre più l’interesse sia degli studiosi sia dell’opinione pubblica (secondo gli storici delle religioni tale forte e perdurante interesse per il mistero di Atlantide sarebbe in gran parte dovuto a quella che nel linguaggio della storia delle religioni prende il nome di “nostalgia delle origini”).
Dopo tale breve digressione torneremo ad occuparci dell’argomento del nostro articolo ovvero le teorie riguardanti la collocazione geografica di Atlantide ed il rapporto che potrebbe esistere tra il mistero di Atlantide ed il mistero del triangolo delle Bermude.
Per quanto riguarda le principali teorie riguardanti la collocazione geografica di Atlantide e delle sue colonie riteniamo opportuno citare innanzitutto le teorie elaborate da Ignatius Donnelly, uno studioso che ha senza dubbio giocato un ruolo molto importante nel tentativo senz’altro molto difficile di dare una risposta al problema di stabilire la collocazione geografica del sommerso continente di Atlantide ammesso che tale continente sia realmente esistito e non sia frutto solamente di una leggenda. Donnelly scrisse nel 1882 un libro sul mistero di Atlantide che ebbe un così grande successo che ancora negli ultimi anni del XX secolo è stato più volte ripubblicato.
Tale libro ha avuto un’influenza molto determinante sugli studi riguardanti Atlantide anche se dobbiamo dire che se da un lato sono innegabili i pregi di alcune teorie di Donnelly dall’altro lato bisogna ammettere per onestà intellettuale che in tale libro sono anche presenti alcune entusiastiche esagerazioni che ne limitano l’attendibilità sebbene i sostenitori di Donnelly ancora oggi moltissimi tendano a dare poca importanza a tali esagerazioni.
Secondo la teoria di Donnelly Atlantide fu la prima civiltà mondiale nonché la potenza colonizzatrice e civilizzatrice dell’intero litorale atlantico, del bacino del Mediterraneo, dell’America del sud e centrale, del Baltico e anche dell’India e di alcune regioni dell’Asia centrale. Inoltre secondo Donnelly Atlantide fu altresì la patria dell’alfabeto. Donnelly sostiene anche che i miti e le leggende dell’antichità non sono altro che versioni confuse ed annebbiate di fatti storicamente avvenuti nel perduto continente di Atlantide.
Nel tentativo di dare un peso scientifico alle sue teorie su Atlantide Donnelly studiò con grande attenzione il racconto di Platone riguardante Atlantide e cominciò poi a compiere ricerche su tutti i terremoti e tutti gli inabissamenti di proporzioni catastrofiche ed apocalittiche avvenuti in tutti i tempi storici. In particolare per provare che un cataclisma come quello che avrebbe provocato la sommersione del continente di Atlantide era scientificamente possibile Donnelly studiò tutti i terremoti ed i conseguenti maremoti che avevano causato la scomparsa di isole o di fasce costiere a Giava, a Sumatra, in Sicilia e anche al largo dell’Oceano Indiano dove si era inabissata una terra molto estesa.
A dire di Donnelly tuttavia l’Oceano Atlantico era la zona più instabile e mutevole tra tutte le aree del globo terrestre. Nel XVIII secolo vi furono in Islanda vari terremoti che fecero emergere un’isola la quale poi se ne tornò immediatamente in fondo al mare. Tale isola venne subito rivendicata dal re di Danimarca il quale tuttavia non ebbe il tempo di tentare di impadronirsi di tale isola in quanto essa si inabissò subito nelle acque dell’Oceano Atlantico. Inoltre Donnelly nel descrivere il disastroso terremoto che distrusse nel XVIII secolo Lisbona, causando la morte di sessantamila persone mise in evidenza che l’epicentro di tale terremoto si trovava con tutta probabilità nei fondali dell’Oceano Atlantico. Donnelly arrivò addirittura a sostenere che tale terremoto che distrusse Lisbona era il successore di quell’apocalittico terremoto che migliaia di anni prima aveva causato la distruzione e l’inabissamento del continente di Atlantide.
Donnelly mise anche in evidenza che durante tale terremoto moltissime persone si rifugiarono su un molo costruito da poco tempo, fatto interamente di marmo, che improvvisamente sprofondò nel mare con tutta la folla che vi stava sopra. Inoltre un gran numero di barche e di navi ancorate nel porto di Lisbona cariche di persone vennero inghiottite dal mare come in un gorgo e non ricomparvero mai più in superficie cadaveri, relitti o elementi di quel molo di marmo che attualmente è ricoperto da seicento piedi di acqua.
L’area in cui avvenne questo terremoto di apocalittiche dimensioni era molto estesa. Il famoso geografo Von Humboldt sostenne che tale terremoto interessò una porzione della superficie terrestre estesa quattro volte l’Europa.
Donnelly sostenne anche che nel periodo storico in cui esisteva Atlantide esistevano delle isole che formavano una specie di ponte di terraferma che collegava Atlantide con l’Europa da un lato e con l’America del centro dall’altro.
Un’altra teoria molto suggestiva formulata da Donnelly è quella che sostiene la diffusione della cultura del perduto continente di Atlantide sui due versanti dell’Oceano Atlantico ovvero sul versante europeo e su quello americano.
Un’altra teoria di Donnelly che ha avuto molta fortuna ed è stata accolta con molto entusiasmo è quella che sostiene che tutti i miti della religione greca sono versioni sbiadite e confuse di fatti storici avvenuti nel continente di Atlantide. Secondo Donnelly i fatti storici avvenuti ad Atlantide sono alla base della mitologia greca cosicché tutti i racconti mitologici che hanno come protagonisti gli dei e le dee della religione olimpica greca sono ricordi molto confusi delle imprese e degli avvenimenti storici che avvennero nel continente di Atlantide. Per dirla in altro modo utilizzando il linguaggio della storia delle religioni il carattere fortemente antropomorfico delle divinità olimpiche (tali divinità nascono, mangiano, bevono, hanno rapporti sessuali sia tra di loro sia con gli esseri umani, generano figli, si fanno coinvolgere nelle guerre che avvengono tra gli esseri umani, hanno i peggiori difetti ed i migliori pregi degli esseri umani) è dovuto solamente al fatto che tali divinità non erano altro che i re, le regine, i principi, i condottieri del perduto continente di Atlantide.
In definitiva quindi Donnelly sostiene che molte figure storiche del continente di Atlantide si siano trasformate negli dei e nelle dee della religione greca dando origine a tutta una serie di miti che costituiscono una parte di grande importanza della religione olimpica greca.
Prenderemo ora in considerazione alcune teorie che riguardano la collocazione geografica delle colonie atlantidee oppure di quelle città dove si sarebbero rifugiati gli abitanti di Atlantide dopo la distruzione del loro continente.
La prima di tali presunte colonie costruite dagli abitanti di Atlantide prima o dopo la distruzione e l’inabissamento del loro continente è considerata da alcuni autori Tartesso. Tali studiosi credono che questa città oggi sommersa fosse collocata sulle coste Atlantiche della Spagna nei pressi della foce del Guadalquivir. Essi sostengono altresì che tale città era un centro culturale fortemente progredito particolarmente ricco di minerali.
Alcuni archeologi tedeschi quali Herman e Henning nel 1905 iniziarono la ricerca di Tartesso da loro considerata la “Venezia dell’ovest”. Nonostante tali ricerche degli archeologi tedeschi Tartesso non è mai stata ritrovata sebbene si siano trovate tracce di grandi edifici negli scavi effettuati dagli archeologi tedeschi. Attualmente esistono due ipotesi formulate per spiegare la sparizione di Tartesso: la più accreditata sostiene che le rovine di Tartesso si troverebbero sott’acqua mentre la seconda ipotesi sostiene che le rovine di tale città si trovano sulla terraferma coperte dal fango.
Altri autori tra cui l’archeologo francese Godron sostengono che alcune colonie di Atlantide si troverebbero nel Sahara coperte dalla sabbia. Godron sostiene altresì che i berberi dei monti dell’Atlante i quali hanno spesso la pelle bianca, gli occhi azzurri e i capelli biondi sarebbero i discendenti degli abitanti di Atlantide sfuggiti alla distruzione del loro continente.
Uno studioso tedesco Borchard formulò un’interessante teoria nel 1926: tale teoria sosteneva che i berberi erano i discendenti dei superstiti di Atlantide. Borchard cercò di dare un supporto scientifico alla sua teoria cercando di collegare i nomi delle tribù berbere moderne con quelli dei dieci figli di Poseidone, cioè dei clan atlantidei. Egli trovò delle coincidenze abbastanza notevoli: innanzitutto una tribù berbera si chiamava Uneur, il che si adattava perfettamente al nome Evenore che era secondo Platone il primo abitante di Atlantide; inoltre le tribù berbere dello Sciott el ameinha in Tunisia venivano chiamate “Attala” nome che presenta la stessa radice del nome Atlantide.
Altri autori sostengono che alcune colonie di Atlantide fondate prima o dopo l’inabissamento del perduto continente si trovavano nell’isola di Thera che esplose e si inabissò nel Mediterraneo circa nel 1500 A. C.. Diversi autori considerano l’isola di Thera ed anche altre isole sprofondate nel mare Egeo insieme a Thera una colonia del perduto continente di Atlantide. Particolarmente interessanti sono le teorie su Thera formulate dall’archeologo e oceanografo americano James Mayor. Secondo tale autore il misterioso crollo dell’impero minoico di Creta e la distruzione della sua splendida capitale Cnosso furono dovuti ad una apocalittica eruzione vulcanica che fece sprofondare nel mare Egeo l’isola di Thera nel 1500 A. C., lasciando un profondo abisso marino nel luogo dove prima si trovava l’isola. Le conseguenti ondate di maremoto causate da questa eruzione e dall’inabissarsi dell’isola di Thera nel mare Egeo causarono la sommersione di molte città situate sulle coste e causarono tra l’altro anche la fine dell’impero minoico di Creta e la distruzione della sua capitale Cnosso, nonché la probabile sommersione di isolette situate vicino a Thera. Scavi effettuati nel XX secolo sembrano confermare tale teoria. Probabilmente futuri scavi in terra e in mare che saranno effettuati sia a Thera sia a Creta procureranno altri dati ed informazioni su questa terribile catastrofe naturale (una parte dell’isola di Thera è stata ritrovata in quanto è situata poco al di sotto del livello del mare).
Infine James Mayor sostiene che poiché il traffico mercantile egiziano si interruppe al momento del misterioso declino di Cnosso e dell’impero minoico cretese, è molto probabile che siano stati gli egiziani a dare origine ai racconti che riguardavano la scomparsa e l’affondamento dell’isola di Thera nonché di qualche altra isola situata nelle vicinanze di Thera. Mayor ritiene anche che i racconti di un’invasione dell’Egitto proveniente dal mare ad opera di popolazioni provenienti da nord siano stati originati da effettivi attacchi subiti dall’Egitto da popoli che a causa dell’eruzione e del conseguente terremoto e maremoto che avevano distrutto Thera ed altre isole dell’Egeo e che avevano anche messo fine all’impero cretese minoico cercavano di conquistare altre terre dal momento che i luoghi da loro abitati o erano stati sommersi dal mare o erano stati a tal punto devastati da terremoti e maremoti da non essere più abitabili per moltissimo tempo.
Prenderemo ora in considerazione alcune delle teorie che riguardano il secondo elemento del mistero di Atlantide che abbiamo intenzione di affrontare in tale articolo ovvero la possibile esistenza di un legame tra il mistero del triangolo delle Bermude e il mistero di Atlantide. A tale riguardo esporremo le tre principali teorie che sono state formulate nel tentativo di stabilire una connessione, uno stretto legame tra le numerose sparizioni di aerei e di navi che si sono verificate nel Triangolo delle Bermude e il sommerso continente di Atlantide.
La prima di tali teorie è stata formulata da David Zink e parte dal presupposto che le numerose sparizioni di aerei e di navi avvenute nel Triangolo delle Bermude siano state causate da un’arma ancora attiva situata nelle rovine sommerse di Atlantide. David Zink chiama quest’arma costruita dagli abitanti di Atlantide “fuoco di cristallo”: tale studioso sostiene che quest’arma ancora funzionante dopo molti millenni si attiverebbe in determinate condizioni che non è facile allo stato attuale determinare e causerebbe la sparizione di navi e aerei nel Triangolo delle Bermude.
Come abbiamo sostenuto nel nostro articolo intitolato “Il mistero del Triangolo delle Bermude” tale teoria di Zink presenta un evidentissimo punto debole in quanto non riesce a spiegare come mai in alcuni casi sono spariti solamente gli equipaggi di determinate navi e non le imbarcazioni in questione. Infatti se come sostiene Zink le navi e gli aerei spariti sono stati distrutti o addirittura disintegrati dai micidiali raggi generati da questa arma micidiale situata tra le rovine sommerse di Atlantide non si sarebbe mai dovuto verificare nessun caso di quelli che abbiamo citato caratterizzati dalla scomparsa degli equipaggi di alcune navi senza che queste siano state minimamente danneggiate dagli ipotetici micidiali raggi che secondo Zink partirebbero da quest’arma degli antichi atlantidei da lui denominata “fuoco di cristallo”. Quindi se proprio si vuole sostenere che esiste un legame tra le sparizioni di navi ed aerei che si verificano da moltissimo tempo nel Triangolo delle Bermude ed il continente sommerso di Atlantide non ci sembra che la teoria elaborata da David Zink sia particolarmente convincente.
Prenderemo ora in considerazione la seconda teoria elaborata da alcuni studiosi allo scopo di stabilire un legame tra il mistero di Atlantide e quello del Triangolo delle Bermude. Secondo tali studiosi la causa delle numerose sparizioni di aerei e di navi che si sono verificate nel triangolo delle Bermude sono state causate dalle perturbazioni elettromagnetiche e dalle anomalie gravitazionali che sono presenti in tale zona geografica. A detta di tali studiosi le suddette perturbazioni ed anomalie sarebbero state causate proprio dall’apocalittico cataclisma che determinò migliaia di anni fa la distruzione e l’inabissarsi del continente di Atlantide. A dire il vero le perturbazioni elettromagnetiche e le anomalie gravitazionali che sono state riscontrate nel Triangolo delle Bermude non sono state individuate in nessun altro punto geografico del globo terrestre fatta eccezione per un braccio di mare piuttosto esteso situato nell’Oceano Pacifico in vicinanza del continente asiatico. Se teniamo presente che si parla in alcune fonti dell’esistenza di un altro continente sommerso sprofondato negli abissi dell’Oceano Pacifico in seguito ad un altro apocalittico cataclisma (ci riferiamo all’ipotetico continente perduto di Mu conosciuto anche col nome di Lemuria) appare senza dubbio strano che le uniche due zone del globo nel quale sono state rilevate tali alterazioni elettromagnetiche e tali anomalie gravitazionali siano situate una nell’Oceano Atlantico e l’altra nell’Oceano Pacifico ovvero nelle due aree geografiche dove si sarebbero inabissati i due ipotetici continenti perduti di Atlantide e di Mu. Naturalmente si potrebbe trattare semplicemente di una coincidenza che non ha nessun legame con i due presunti continenti sommersi ma in ogni caso gli scienziati non sono ancora riusciti a spiegare perché tali anomalie gravitazionali e perturbazioni elettromagnetiche esistono solamente in questi due punti del globo terrestre.
Prenderemo ora in considerazione la terza ipotesi formulata per sostenere l’esistenza di un legame tra il mistero del Triangolo delle Bermude ed il mistero di Atlantide. Secondo tale ipotesi il continente di Atlantide non si sarebbe inabissato in un intervallo ristretto di tempo in seguito ad un unico ed apocalittico cataclisma ma al contrario si sarebbe inabissato in un lungo intervallo di tempo ed in maniera graduale in seguito ad una serie di eventi catastrofici. Secondo una parte dei sostenitori di tale ipotesi tali eventi catastrofici sarebbero stati dovuti solamente a cause naturali mentre secondo altri la causa scatenante di tali eventi catastrofici che avrebbero portato alla graduale sommersione del continente di Atlantide sarebbe stata una guerra scoppiata tra gli atlantidei che, avendo a disposizione armi addirittura superiori dal punto di vista tecnologico a quelle esistenti nel mondo contemporaneo avrebbero causato essi stessi la distruzione e la sommersione del loro continente.
Secondo i sostenitori di tale ipotesi gli atlantidei proprio perché in possesso di sofisticatissime conoscenze scientifiche si sarebbero resi conto che il loro continente era destinato ad essere completamente sommerso dalle acque dell’Oceano Atlantico cosicché nel tentativo di salvare almeno una piccola parte degli abitanti di Atlantide avrebbero costruito una città sottomarina nella quale si sarebbero trasferiti un certo numero di atlantidei prima della sommersione totale del continente sia che essa sia stata dovuta a cause esclusivamente naturali sia che al contrario sia stata dovuta ad una guerra scoppiata nel continente perduto. Secondo tale ipotesi tale città sommersa abitata dai discendenti degli atlantidei esisterebbe ancora e si troverebbe proprio nei fondali del Triangolo delle Bermude. Di conseguenza le sparizioni numerosissime di aerei e navi ed anche le sparizioni dei soli equipaggi sarebbero stati causati dai discendenti degli abitanti di Atlantide che avrebbero rapito tali esseri umani per motivi non ancora chiariti.
Come abbiamo sostenuto nel nostro libro intitolato “I credenti degli UFO” questa ipotesi, anche se ha il pregio di spiegare anche le sparizioni dei soli equipaggi di alcune navi ritrovate perfettamente integre nelle acque del Triangolo delle Bermude, ci sembra un’ipotesi molto fantascientifica e molto improbabile anche perché presenta almeno due grandi punti deboli che ora prenderemo in considerazione. In primo luogo non spiega il motivo che spingerebbe i discendenti degli abitanti del sommerso continente di Atlantide residenti nella città sommersa a rapire periodicamente un numero considerevole di esseri umani. In secondo luogo se esistesse negli abissi del Triangolo delle Bermude una città sommersa di notevoli dimensioni (appare evidente infatti che una città di tal tipo dovrebbe essere molto estesa sia perché gli abitanti del perduto ipotetico continente avrebbero avuto molto tempo per costruirla sia perché doveva servire a salvare il maggior numero di Atlantidei possibile e le principali conquiste della scienza e tecnologia atlantidee). Appare molto improbabile per non dire quasi impossibile che una città sommersa di tali dimensioni non sia stata mai rilevata da nessuno.
In conclusione a nostro avviso solamente la seconda delle tre ipotesi formulate per sostenere l’esistenza di un legame tra il mistero di Atlantide e il mistero del Triangolo delle Bermude può essere considerata degna di esser presa in considerazione o quanto meno può essere considerata un’ipotesi che almeno non va contro il buon senso e non cade nell’assurdo. A nostro avviso invece le altre due ipotesi sono del tutto insostenibili in quanto cadono proprio nell’assurdo. http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Misteri-irrisolti/ALCUNE-TEORIE-SUL-MISTERO-DI-ATLANTIDE/
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Re: Atlantide?
"Appare molto improbabile per non dire quasi impossibile che una città sommersa di tali dimensioni non sia stata mai rilevata da nessuno"
mi sembra pittosto ingenuo questo passo dell'articolo, hanno parlato finora di tecnologie avanzatissime e ora vorrebbero vedere un'allegra metropoli sottomarina con traffico, incroci, ingorghi stradali, semafori e via dicendo?
mi sembra pittosto ingenuo questo passo dell'articolo, hanno parlato finora di tecnologie avanzatissime e ora vorrebbero vedere un'allegra metropoli sottomarina con traffico, incroci, ingorghi stradali, semafori e via dicendo?
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Riscoperto il paesaggio perduto di Atlantide?
Sepolto in profondità, sotto un sedimento del Nord Atlantico, si trova un antico paesaggio perduto, con solchi tagliati da fiumi e cime che una volta appartenevano alle montagne. Geologi hanno recentemente scoperto questo paesaggio, vecchio di circa 56 milioni d'anni utilizzando i dati raccolti per le compagnie petrolifere.

"Sembra proprio una mappa di una parte di paesaggio emerso, " ha detto Nicky Bianco, il ricercatore senior. "È come un paesaggio antico fossile conservato 2 chilometri sotto il fondale marino".
Finora, i dati hanno rivelato un paesaggio di circa 3.861 miglia quadrate (10.000 km quadrati) a ovest delle isole Orcadi, Shetland, che si estendeva, di quasi 1 km, sopra il livello del mare. Bianco e colleghi sospettano che fa parte di una regione più ampia che si è fusa con quella che oggi è la Scozia e può essersi estesa verso la Norvegia in un mondo caldo, pre-umano.
La storia sotto il fondale marino
La scoperta è emersa dai dati raccolti da una società d’indagini sismiche, utilizzando una tecnica avanzata di ecoscandaglio. Aria ad alta pressione è liberata da un cilindro di metallo e produce onde sonore che viaggiano al fondo dell'oceano e sotto di esso, attraverso strati di sedimenti.
Ogni volta che queste onde sonore incontrano un cambiamento nel materiale che attraversano, per esempio, dal fango indurito di arenaria, un eco rimbalza indietro. Microfoni, trascinati dietro la nave, registrano questi echi, e le informazioni in essi contenuti possono essere utilizzati per costruire immagini tridimensionali della roccia sedimentaria di sotto, ha spiegato Bianco, un geologo presso l'Università di Cambridge, in Gran Bretagna.
Il team, guidato da Ross Hartley, uno studente laureato presso l'Università di Cambridge, ha trovato uno strato rugoso di 1,2 miglia (2 km) sotto il fondo marino - prova del paesaggio sepolto, che ricorda la mitica Atlantide perduta.
I ricercatori hanno rintracciato otto grandi fiumi, e carotaggi tratti dalla roccia sotto il fondo dell'oceano, hanno rivelato polline e carbone, prove di vita e abitazioni terrestri. Ma al di sopra e sotto a questi depositi, hanno trovato prove di un ambiente marino, tra cui piccoli fossili che indicano che la terra era salita sopra la superfice marina e poi si è inabissata.
La questione scientifica scottante, secondo Bianco, è ciò che ha reso possibile questo alzarsi e poi placarsi degli strati interessati durante un periodo di 2,5 milioni di anni?
"Dal punto di vista geologico, è un periodo di tempo molto breve ", ha detto Bianco.
La gigantesca increspatura calda
Bianco e colleghi hanno una teoria che punta a una risalita di materiale attraverso il mantello terrestre sotto l'oceano Atlantico settentrionale chiamato pennacchio islandese. Il pennacchio è centrato in Islanda.)
Il pennacchio funziona come un tubo che trasporta il magma caldo dal profondo della terra verso la superficie, dove si diffonde come un fungo gigantesco. A volte il materiale è insolitamente caldo, e si estende in un'increspatura calda gigantesca.
I ricercatori credono che un'increspatura calda gigantesca abbia spinto il paesaggio perso sopra l'Atlantico del Nord e poi, passata l'ondulazione, la terra cadde indietro sotto l'oceano.
Questa teoria è supportata da altre nuove ricerche, mostrando che la composizione chimica delle rocce nelle creste a forma di V sul fondo dell'oceano intorno all'Islanda contiene un record dei picchi di magma caldo come questo. Anche se questo studio, condotto da Heather Poore, ha guardato indietro solo circa 30 milioni di anni, Bianco ha detto che è speranzoso, nel corso della ricerca, di individuare un crinale più anziano che ha registrato questa particolare increspatura calda.
Poichè processi simili si sono verificati altrove sul pianeta, ci sono probabilmente molti altri paesaggi persi come questo. Poiché questo studio è stato completato, i ricercatori hanno trovato due più recenti, ma meno spettacolari paesaggi, sommersi sopra i precedenti.
Entrambi gli studi appaiono oggi (10 luglio) nella rivista Nature Geoscience.
spunto tratto da: antikitera.net
vedi: News originale
vedi anche: Il fascino di una teoria su ATLANTIDE
Link

"Sembra proprio una mappa di una parte di paesaggio emerso, " ha detto Nicky Bianco, il ricercatore senior. "È come un paesaggio antico fossile conservato 2 chilometri sotto il fondale marino".
Finora, i dati hanno rivelato un paesaggio di circa 3.861 miglia quadrate (10.000 km quadrati) a ovest delle isole Orcadi, Shetland, che si estendeva, di quasi 1 km, sopra il livello del mare. Bianco e colleghi sospettano che fa parte di una regione più ampia che si è fusa con quella che oggi è la Scozia e può essersi estesa verso la Norvegia in un mondo caldo, pre-umano.
La storia sotto il fondale marino
La scoperta è emersa dai dati raccolti da una società d’indagini sismiche, utilizzando una tecnica avanzata di ecoscandaglio. Aria ad alta pressione è liberata da un cilindro di metallo e produce onde sonore che viaggiano al fondo dell'oceano e sotto di esso, attraverso strati di sedimenti.
Ogni volta che queste onde sonore incontrano un cambiamento nel materiale che attraversano, per esempio, dal fango indurito di arenaria, un eco rimbalza indietro. Microfoni, trascinati dietro la nave, registrano questi echi, e le informazioni in essi contenuti possono essere utilizzati per costruire immagini tridimensionali della roccia sedimentaria di sotto, ha spiegato Bianco, un geologo presso l'Università di Cambridge, in Gran Bretagna.
Il team, guidato da Ross Hartley, uno studente laureato presso l'Università di Cambridge, ha trovato uno strato rugoso di 1,2 miglia (2 km) sotto il fondo marino - prova del paesaggio sepolto, che ricorda la mitica Atlantide perduta.
I ricercatori hanno rintracciato otto grandi fiumi, e carotaggi tratti dalla roccia sotto il fondo dell'oceano, hanno rivelato polline e carbone, prove di vita e abitazioni terrestri. Ma al di sopra e sotto a questi depositi, hanno trovato prove di un ambiente marino, tra cui piccoli fossili che indicano che la terra era salita sopra la superfice marina e poi si è inabissata.
La questione scientifica scottante, secondo Bianco, è ciò che ha reso possibile questo alzarsi e poi placarsi degli strati interessati durante un periodo di 2,5 milioni di anni?
"Dal punto di vista geologico, è un periodo di tempo molto breve ", ha detto Bianco.
La gigantesca increspatura calda
Bianco e colleghi hanno una teoria che punta a una risalita di materiale attraverso il mantello terrestre sotto l'oceano Atlantico settentrionale chiamato pennacchio islandese. Il pennacchio è centrato in Islanda.)
Il pennacchio funziona come un tubo che trasporta il magma caldo dal profondo della terra verso la superficie, dove si diffonde come un fungo gigantesco. A volte il materiale è insolitamente caldo, e si estende in un'increspatura calda gigantesca.
I ricercatori credono che un'increspatura calda gigantesca abbia spinto il paesaggio perso sopra l'Atlantico del Nord e poi, passata l'ondulazione, la terra cadde indietro sotto l'oceano.
Questa teoria è supportata da altre nuove ricerche, mostrando che la composizione chimica delle rocce nelle creste a forma di V sul fondo dell'oceano intorno all'Islanda contiene un record dei picchi di magma caldo come questo. Anche se questo studio, condotto da Heather Poore, ha guardato indietro solo circa 30 milioni di anni, Bianco ha detto che è speranzoso, nel corso della ricerca, di individuare un crinale più anziano che ha registrato questa particolare increspatura calda.
Poichè processi simili si sono verificati altrove sul pianeta, ci sono probabilmente molti altri paesaggi persi come questo. Poiché questo studio è stato completato, i ricercatori hanno trovato due più recenti, ma meno spettacolari paesaggi, sommersi sopra i precedenti.
Entrambi gli studi appaiono oggi (10 luglio) nella rivista Nature Geoscience.
spunto tratto da: antikitera.net
vedi: News originale
vedi anche: Il fascino di una teoria su ATLANTIDE
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il libro di Oera Linda e la città di Atlantide
Nel 1876 compare a Londra un libro sconvolgente dal titolo:"Libro di Oera Linda”, sottotitolato “Da un manoscritto del XIII secolo”. La cosa è scottante, è che se ciò che è scritto nelle pagine del libro è vero, la storia del mondo antico va completamente riveduta e corretta.

Si racconta che nel III millennio a.C., nel tempo in cui vennero innalzate le grandi piramidi e Stonehenge, nel nord dell'Europa esisteva una grande isola continente, abitata da una razza altamente civilizzata. Nel 2193 a.C. l'isola era scomparsa, svanita come l'altrettanto leggendaria Atlantide, completamente disintegrata da immense catastrofi. Molti superstiti erano riusciti a trasferire la loro civiltà altrove. Egitto e Creta compresi.E infatti nel “Libro di Oera Linda” leggiamo che Minosse, il favoloso re di Creta, costruttore del labirinto, era un frisone e che era stata questa sua civiltà a originare in seguito quella ancora più splendente di Atene. Tutto questo era sembrato così straordinario e sconvolgente che in prima battuta gli studiosi tedeschi e olandesi sorrisero fra loro, pensando a una colossale presa in giro.
Anche se il trucco era stato inscenato bene e probabilmente si trattava non di un falso moderno, ma antico, vecchio di un secolo o due, cosa che l'avrebbe al massimo spostato nel tempo attorno al 1730. Fino a qui siamo nella leggenda, ma il libro prosegue raccontando quella che sostiene essere una storia realmente accaduta. Nel 2193 a.C. una catastrofe immane e sconosciuta aveva colpito Atland, che era stata inghiottita dalle acque dell'oceano.
La logica suggerisce che allo stesso modo avrebbero dovuto scomparire anche le isole britanniche, dal momento che erano vicinissime al misterioso continente; ma se Atland era un territorio sotto il livello del mare come gran parte dell'attuale Olanda, si comprende facilmente il perché della spaventosa , catastrofica alluvione.
Ancora una volta troviamo Atlantide come punto focale, difficile dire se fosse un continente ormai sommerso o altro non riconducibile ad una spiegazione logica. In attesa di nuovi aggiornamenti è nostro dovere renderlo noto.
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ma che avrà tanto da ridere quella fanciulla? non è un argomento divertente

Si racconta che nel III millennio a.C., nel tempo in cui vennero innalzate le grandi piramidi e Stonehenge, nel nord dell'Europa esisteva una grande isola continente, abitata da una razza altamente civilizzata. Nel 2193 a.C. l'isola era scomparsa, svanita come l'altrettanto leggendaria Atlantide, completamente disintegrata da immense catastrofi. Molti superstiti erano riusciti a trasferire la loro civiltà altrove. Egitto e Creta compresi.E infatti nel “Libro di Oera Linda” leggiamo che Minosse, il favoloso re di Creta, costruttore del labirinto, era un frisone e che era stata questa sua civiltà a originare in seguito quella ancora più splendente di Atene. Tutto questo era sembrato così straordinario e sconvolgente che in prima battuta gli studiosi tedeschi e olandesi sorrisero fra loro, pensando a una colossale presa in giro.
Anche se il trucco era stato inscenato bene e probabilmente si trattava non di un falso moderno, ma antico, vecchio di un secolo o due, cosa che l'avrebbe al massimo spostato nel tempo attorno al 1730. Fino a qui siamo nella leggenda, ma il libro prosegue raccontando quella che sostiene essere una storia realmente accaduta. Nel 2193 a.C. una catastrofe immane e sconosciuta aveva colpito Atland, che era stata inghiottita dalle acque dell'oceano.
La logica suggerisce che allo stesso modo avrebbero dovuto scomparire anche le isole britanniche, dal momento che erano vicinissime al misterioso continente; ma se Atland era un territorio sotto il livello del mare come gran parte dell'attuale Olanda, si comprende facilmente il perché della spaventosa , catastrofica alluvione.
Ancora una volta troviamo Atlantide come punto focale, difficile dire se fosse un continente ormai sommerso o altro non riconducibile ad una spiegazione logica. In attesa di nuovi aggiornamenti è nostro dovere renderlo noto.
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Alaudae- Moderatore Globale

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