riscaldamento del pianeta
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Re: riscaldamento del pianeta
Nessuno. Infatti era puramente ironico.
Nibiruzzo- Partecipante Novizio

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Re: riscaldamento del pianeta
Nibiruzzo ha scritto:Nessuno. Infatti era puramente ironico.![]()
....me pareva
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http://www.youtube.com/watch?v=2lv5cMtx82M&feature=player_embedded

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attraverso la sua inverosimilità.
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Ma quale Piccola Era Glaciale...??? ...La Terra è sull'orlo di un collasso climatico...
Anche se in queste ultime settimane l'Europa è gli USA sono in ginocchio a causa di freddo e neve, la tendenza al riscaldamento globale della temperatura superficiale globale media è aumentata di 0,5 ° C e 1,0 ° C rispetto alla fine del XIX secolo.
Mentre molti ricercatori, dopo lo scandalo Climate Gate, continuano a sostenere in modo efferato che il riscaldamento totale sia terminato, imputando le cause delle variazioni climatiche alla bassa attività solare o aill'influenza dei raggi cosmici, non dobbiamo dimenticare che gli anni più caldi mai registrati dalle moderne rivelazioni sono stati proprio quelli che ci anno appena abbandonato e in particolare gli ultimi 15 anni del XX secolo.
Nel 2000, una relazione scientifica propose che i raggi cosmici che arrivano sulla Terra influiscano significativamente sul livello di copertura nuvolosa terrestre. A sua volta il flusso di particelle cosmiche che giungono sulla Terra varierebbe con il variare dell’attività solare. Quando l'attività solare aumenta, aumenterebbe anche il vento solare, un flusso di particelle cariche che si propaga nello spazio insieme al suo forte campo magnetico. Ma tale campo magnetico posto tra il Sole e la Terra deflette i raggi cosmici, velocissime particelle cariche provenienti dal Sole e dallo spazio intergalattico. I raggi cosmici, altamente energetici, ionizzerebbero l’atmosfera, favorendo in tal modo la formazione di nubi nella bassa atmosfera. A loro volta, le nubi basse raffredderebbero la Terra. Quindi ad un’attività solare più intensa corrisponde rebbe un'inferiore copertura nuvolosa e di conseguenza maggiore energia che giunge fino alla superficie terrestre (contribuendo così al riscaldamento climatico). Tale teoria è attualmente al vaglio attraverso il progetto CLOUD presso i laboratori di fisica delle particelle del CERN di Ginevra.
Altri studi del 2009 prodotti da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, basati su oltre un secolo di osservazioni meteorologiche, hanno proposto un profondo legame tra attività solare e fluttuazioni del clima terrestre, spiegando in dettaglio la complessa interazione tra la radiazione solare, l’atmosfera e l’oceano. Gli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, sostengono che un piccolo aumento di attività solare influenzi in maniera determinante l'area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare una maggiore attività solare produrrebbe un riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi UV-A), un aumento della forza dei venti alisei, un aumento dell'evaporazione nella zona equatoriale e dell'annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio propone una associazione fra il periodico picco dell'attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno su due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño, eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l'attività solare risulterebbe influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli.
Nonostante questi nuovi studi che devono ancora trovare conferme, a causa di alcune dichiarazioni prive di fondamento scientifico, si è andato diffondedo, soprattutto in internet in concomitanza dell'evento mediatico 2012, la leggenda metropolitana che siamo prossimi ad un nuova Piccola Era Glaciale. Erroneamente in passato, questo stesso blog, ha riportato alcuni articoli che sostenevano tale teoria, senza tuttavia mai essere pienamente convinto della veridicità dell'ipotesi.
A sostenere l'ipotesi fantasiosa di una Nuova Era Glaciale ha contribuito in maniera pesante lo scandalo "Climate Gate". Il 20 novembre 2009 molti siti in internet, tra cui nostro blog, pubblicarono scambi di mail e modelli climatici provenienti dai server del Centro per la Ricerca Climatica (CRU) dell'Università dell'East Anglia, trafugati da un attacco hacker informatico. Questo centro di ricerca è uno dei più influenti tra quelli che studiano i cambiamenti climatici naturali e antropici e molti dei corrispondenti succitati fanno parte del Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico).
In particolare fece rimanere tutti noi allibili che il CRU, guidato da Phil Jones, si accordò con l'editor di una nota rivista, per bloccare per circa un anno la pubblicazione di un articolo che denunciava l'inadeguatezza degli attuali modelli climatici nello spiegare la discrepanza tra la temperatura registrata al suolo e quella registrata nella bassa troposfera. Il ritardo era funzionale a permettere la contemporanea pubblicazione di un corposo controarticolo della CRU cui era stata offerta dall'editor una corsia preferenziale.
Inoltre il CRU avrebbe ostacolato la circolazione dei dati su cui costruivano i propri modelli. Pur esistendo un dispositivo normativo che li obbligava a fornirli a chi ne avesse fatto richiesta (FOIA), i ricercatori inglesi li hanno forniti solo a scienziati allineati, negandoli in modo sistematico ai loro avversari, i critici verso il riscaldamento antropico. In ultimo il codice del software rinvenuto appariva al di sotto degli standard e presentava interventi e note in cui erano presenti evidenti manipolazioni ed aggiustamenti dei dati.La successiva inchiesta del governo inglese sull'affidabilità delle ricerche effettuate dagli scienziati della CRU hanno assolto gli scienziati coinvolti dall'accusa di aver alterato i dati o di aver esagerato la minaccia del cambiamento climatico. Diversi scienziati e gli stessi dirigenti dell'IPCC sono stati accusati di conflitti di interesse in quanto collegati a movimenti o aziende che potrebbero beneficiare di incentivi economici o ricadute di immagine positive grazie all'imposizione di restrizioni alle emissioni di CO2.
Di certo la questione Global Warming presenta dei lati oscuri.
l'articolo continua con numerose immagini e video Qui
Mentre molti ricercatori, dopo lo scandalo Climate Gate, continuano a sostenere in modo efferato che il riscaldamento totale sia terminato, imputando le cause delle variazioni climatiche alla bassa attività solare o aill'influenza dei raggi cosmici, non dobbiamo dimenticare che gli anni più caldi mai registrati dalle moderne rivelazioni sono stati proprio quelli che ci anno appena abbandonato e in particolare gli ultimi 15 anni del XX secolo.
Nel 2000, una relazione scientifica propose che i raggi cosmici che arrivano sulla Terra influiscano significativamente sul livello di copertura nuvolosa terrestre. A sua volta il flusso di particelle cosmiche che giungono sulla Terra varierebbe con il variare dell’attività solare. Quando l'attività solare aumenta, aumenterebbe anche il vento solare, un flusso di particelle cariche che si propaga nello spazio insieme al suo forte campo magnetico. Ma tale campo magnetico posto tra il Sole e la Terra deflette i raggi cosmici, velocissime particelle cariche provenienti dal Sole e dallo spazio intergalattico. I raggi cosmici, altamente energetici, ionizzerebbero l’atmosfera, favorendo in tal modo la formazione di nubi nella bassa atmosfera. A loro volta, le nubi basse raffredderebbero la Terra. Quindi ad un’attività solare più intensa corrisponde rebbe un'inferiore copertura nuvolosa e di conseguenza maggiore energia che giunge fino alla superficie terrestre (contribuendo così al riscaldamento climatico). Tale teoria è attualmente al vaglio attraverso il progetto CLOUD presso i laboratori di fisica delle particelle del CERN di Ginevra.
Altri studi del 2009 prodotti da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, basati su oltre un secolo di osservazioni meteorologiche, hanno proposto un profondo legame tra attività solare e fluttuazioni del clima terrestre, spiegando in dettaglio la complessa interazione tra la radiazione solare, l’atmosfera e l’oceano. Gli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, sostengono che un piccolo aumento di attività solare influenzi in maniera determinante l'area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare una maggiore attività solare produrrebbe un riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi UV-A), un aumento della forza dei venti alisei, un aumento dell'evaporazione nella zona equatoriale e dell'annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio propone una associazione fra il periodico picco dell'attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno su due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño, eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l'attività solare risulterebbe influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli.
Nonostante questi nuovi studi che devono ancora trovare conferme, a causa di alcune dichiarazioni prive di fondamento scientifico, si è andato diffondedo, soprattutto in internet in concomitanza dell'evento mediatico 2012, la leggenda metropolitana che siamo prossimi ad un nuova Piccola Era Glaciale. Erroneamente in passato, questo stesso blog, ha riportato alcuni articoli che sostenevano tale teoria, senza tuttavia mai essere pienamente convinto della veridicità dell'ipotesi.
A sostenere l'ipotesi fantasiosa di una Nuova Era Glaciale ha contribuito in maniera pesante lo scandalo "Climate Gate". Il 20 novembre 2009 molti siti in internet, tra cui nostro blog, pubblicarono scambi di mail e modelli climatici provenienti dai server del Centro per la Ricerca Climatica (CRU) dell'Università dell'East Anglia, trafugati da un attacco hacker informatico. Questo centro di ricerca è uno dei più influenti tra quelli che studiano i cambiamenti climatici naturali e antropici e molti dei corrispondenti succitati fanno parte del Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico).
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Picco buco ozono su Antartide Si e' allargato di 16 milioni di chilometri quadrati
(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Il buco dell'ozono sull'Antartide ha raggiunto il picco annuale, allargandosi di 16 milioni di chilometri quadrati. Lo dimostrano i dati inviati dai satelliti e diffusi da Nasa e National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Nella primavera antartica (agosto e settembre) il Sole comincia a brillare dopo diversi mesi di buio sul Polo Sud e la luce riattiva le reazioni nelle nuvole di ghiaccio che coinvolgono le sostanze chimiche artificiali che cominciano a 'mangiare' l'ozono.


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Da Nibiruzzo il Lun 5 Set - 12:52:52