Apollo 20: la storia rimane aperta
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Houston...we have a problem
fonte: bora.la
Gli Stati Uniti sarebbero arrivati sulla luna grazie al programma spaziale jugoslavo, ceduto agli americani da Tito nel marzo del 1961. Nel maggio dello stesso anno, Kennedy diede l’annuncio della missione sul satellite terrestre.
Ad affermarlo è il documentario “Houston, we have a problem”, di Žiga Virc, già famoso per le polemiche del precedente film “Trst je naš”.
Tutto sarebbe partito dai diari dell’astronauta Herman Poto?nik, che servirono da base del segreto programma spaziale jugoslavo, nato nel 1948. Scoperto nel 1960 dalla CIA, il programma avanzato fu venduto agli Stati Uniti l’anno successivo.
Il documentario racconta di come Tito costruì questo programma nella base sotteranea segreta chiamata “Object 505″.
Questo il trailer:
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Gli Stati Uniti sarebbero arrivati sulla luna grazie al programma spaziale jugoslavo, ceduto agli americani da Tito nel marzo del 1961. Nel maggio dello stesso anno, Kennedy diede l’annuncio della missione sul satellite terrestre.
Ad affermarlo è il documentario “Houston, we have a problem”, di Žiga Virc, già famoso per le polemiche del precedente film “Trst je naš”.
Tutto sarebbe partito dai diari dell’astronauta Herman Poto?nik, che servirono da base del segreto programma spaziale jugoslavo, nato nel 1948. Scoperto nel 1960 dalla CIA, il programma avanzato fu venduto agli Stati Uniti l’anno successivo.
Il documentario racconta di come Tito costruì questo programma nella base sotteranea segreta chiamata “Object 505″.
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Re: Apollo 20: la storia rimane aperta
La realtà alcune volte può superare la fantasia...

Arconte Segugio- Partecipante Mistico

sarà così... PERCHE' QUESTO E' IL MIO VOLERE!
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Parte l'attacco della Russia alla conquista della Luna.
dopo il fallimento dell'ultima missione su Marte, Roscosmos, l'agenzia spaziale russa annuncia che è tutto pronto per l'assalto alla conquista della Luna con astronauti.

Dopo il fallimento della missione su Marte, la Russia punta diritta alla Luna. Secondo quanto riferito dal direttore dell'Agenzia spaziale federale Roscosmos, Anatoly Popovkin, Mosca ha intenzione di inviare sul satellite terrestre "due navicelle automatiche entro il 2020".
"L'esplorazione della Luna e' pianificata", ha detto in un'intervista Popovkin, il quale ha poi fatto sapere che Roscosmos sta sviluppando anche un sistema avanzato di trasporto con equipaggio a bordo "in grado di raggiungere la Luna".
fonte AGI
Mosca sta cercando di rilanciare la sua immagine in campo aerospaziale, danneggiata da un serie di flop tra cui l'ultimo ha visto la sua sonda Phobos-Grunt, diretta sul Pianeta Rosso, ricadere sulla Terra domenica scorsa a causa di un guasto ancora da spiegare.
Popokvin, che inizialmente aveva alluso a un complotto occidentale contro le missioni spaziali russe, ha spiegato che le principali cause del fallimento sono stati errori di fabbricazione e nei test di prova.
A ogni modo, Roscosmos non esclude che tra i motivi che hanno impedito alla sonda di arrivare a destinazione ci siano anche le emissioni di radar americani. A riguardo sta indagando una commissione di esperti.
fonte agi
link
"emissioni di radar americani": HAARP può arrivare nello Spazio??

Dopo il fallimento della missione su Marte, la Russia punta diritta alla Luna. Secondo quanto riferito dal direttore dell'Agenzia spaziale federale Roscosmos, Anatoly Popovkin, Mosca ha intenzione di inviare sul satellite terrestre "due navicelle automatiche entro il 2020".
"L'esplorazione della Luna e' pianificata", ha detto in un'intervista Popovkin, il quale ha poi fatto sapere che Roscosmos sta sviluppando anche un sistema avanzato di trasporto con equipaggio a bordo "in grado di raggiungere la Luna".
fonte AGI
Mosca sta cercando di rilanciare la sua immagine in campo aerospaziale, danneggiata da un serie di flop tra cui l'ultimo ha visto la sua sonda Phobos-Grunt, diretta sul Pianeta Rosso, ricadere sulla Terra domenica scorsa a causa di un guasto ancora da spiegare.
Popokvin, che inizialmente aveva alluso a un complotto occidentale contro le missioni spaziali russe, ha spiegato che le principali cause del fallimento sono stati errori di fabbricazione e nei test di prova.
A ogni modo, Roscosmos non esclude che tra i motivi che hanno impedito alla sonda di arrivare a destinazione ci siano anche le emissioni di radar americani. A riguardo sta indagando una commissione di esperti.
fonte agi
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Re: Apollo 20: la storia rimane aperta
Roscosmos sta sviluppando anche un sistema avanzato di trasporto con equipaggio a bordo "in grado di raggiungere la Luna". ma.... se siamo già andati sulla Luna

Vudkos- Staff misteri

Il mondo è diverso da come lo vediamo, molto è ancora nascosto.
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Re: Apollo 20: la storia rimane aperta
Vudkos ha scritto:Roscosmos sta sviluppando anche un sistema avanzato di trasporto con equipaggio a bordo "in grado di raggiungere la Luna". ma.... se siamo già andati sulla Luna
mah?!
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La Russia vuole farsi casa sulla Luna

Gli ex sovietici intendono collaborare con Esa e Nasa per una base spaziale sul satellite terrestre.
di Dario Ferri
La colonizzazione della Luna è un progetto accantonato fin da subito dopo i viaggi del programma Apollo, che ha evidenziato l’assenza sul satellite della Terra degli elementi chimici leggeri capaci di sostenere la vita. Il programma a lungo termine della Nasa prevede però un nuovo viaggio verso la Luna da compiere entro il 2018.
LA RUSSIA E LA STAZIONE LUNARE - La Russia si spinge oltre, credendo che i tempi siano maturi per stabilire sul satellite una base spaziale o creare una stazione orbitante. Per raggiungere l’obiettivo gli ex sovietivi sono disposti a collaborare e dar vita ad una multiproprietà con le agenzie spaziali americana ed europea. A parlarne esplicitamente è stato Vladimir Popovkin, direttore generale della agenzia spaziale federale russa, la Roscomos. Popovkin ha lanciato l’ipotesi di riesplorare la Luna facendo riferimento alle recenti scoperte di acqua nelle zone vicine alle calotte polari.
ACQUA SUL SATELLITE - Poco più di due anni fa la Nasa ha annunciato la presenza sulla superfice lunare di una «significativa quantità» di acqua ghiacciata. La scoperta avveniva in seguito al lancio da parte della sonda LCROSS di un missile-proiettile contro il cratere Cabeus al polo Sud lunare. La presenza di acqua allo stato ghiacciato veniva palesata dall’analisi spettrografica della nuvola di detriti provocata dall’impatto del missile.
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la NASA è tornata sulla Luna di nascosto?
Quando si parla di missioni lunari, complottisti e ufologi si dividono in due grandi categorie: quelli che ritengono che l’uomo non è mai stato sulla Luna, e quelli che credono in missioni segrete dove gli astronauti sono entrati in contatto con civiltà aliene che utilizzava il nostro satellite come base operativa.

ALIENI - I primi, i sostenitori della finzione cinematografica, affermano che la storiella degli incontri con gli alieni è stata diffusa allo scopo di avallare la veridicità delle missioni. I secondi, i sostenitori del contatto, affermano che la storiella della finzione cinematografica è stata diffusa allo scopo di nascondere l’incontro con la civiltà extra-terrestre. Dato che la diatriba riguarda le missioni Apollo che hanno raggiunto la Luna, quindi dall’Apollo 11 all’Apollo 17, con eccezione della missione 13 che rientrò a causa di problemi tecnici (con il completamento della missione 17 il programma fu chiuso), qualcuno ha pensato bene di superare l’intera questione e proporre una nuova grande rivelazione, che riguarda direttamente la missione Apollo 20.
Una missione che ufficialmente non è mai esistita, per cui la sua storia si può modellare a piacimento. A parlarne è un certo William Rutledge, sedicente astronauta membro dell’equipaggio della misteriosa missione, composto dalla scienziata Leona Snyder e dal cosmonauta sovietico Alexei Leonov. I primi due nomi non risultano negli elenchi (ufficiali, s’intende) degli astronauti americani mentre Leonov è un noto cosmonauta russo. Rutledge spiega nel corso delle missioni Apollo fu fotografato, sul lato nascosto della Luna, il relitto di una grossa astronave aliena.
La scoperta portò all’interruzione del programma Apollo, sostituito da una missione congiunta segretissima, russo-americana, finalizzata a recuperare l’astronave. La missione partì nell’agosto 1976, il razzo americano fu lanciato dalla base militare di Vandenberg. All’interno dell’astronave aliena, precipitata sulla Luna circa un miliardo e mezzo di anni addietro, la spedizione recuperò il corpo di un’aliena in stato di ibernazione e vari equipaggiamenti.
Non potendo recuperare l’astronave (lunga vari chilometri) fu deciso di distruggerla con alcune cariche nucleari. Il sedicente Rutledge ha condito la sua storia con una gran quantità di immagini e di video. C’è perfino il patch della missione, che mostra due moduli del sistema Apollo che sollevano (con un paio di funi) un’astronave a forma di pesce, e ci sono le immagini dell’astronave ritratta in foto ufficiali della NASA e quelle dell’aliena recuperata.
EPPURE - Tutto molto avvincente, quanto inattendibile, ma la storiella continua a circolare su Internet con immagini e filmati sparsi un po’ ovunque ed è ormai entrata fra i miti e leggende che circondano le missioni Apollo. Innanzitutto è impossibile pensare di mettere a punto una missione del genere in segreto: la sua organizzazione richiederebbe la partecipazione di migliaia di persone a ogni livello, dalle officine che avrebbero costruito il missile e la navicella, al personale impegnato nel calcolo e nella pianificazione, per finire a quello predisposto ai centri di controllo e comunicazione. Per non parlare di ciò che sarebbe necessario allestire per il ricovero dei resti rinvenuti e per l’utilizzo delle non meglio specificate cariche nucleari impiegate per la distruzione dell’astronave aliena.
L’idea di recuperare un’astronave così grande utilizzando gli elementi delle missioni Apollo, poi, è tecnicamente irrealizzabile. Le navicelle Apollo potevano trasportare solo tre astronauti, e solo due di essi potevano essere allunati. I margini di peso e di volume disponibili erano così bassi che dalla Luna sono stati portati sulla Terra solo una manciata di polvere e sassi. Anche il trasporto di testate nucleari e di un corpo “ibernato” sarebbe stato impossibile. Le immagini del lancio del presunto vettore di Apollo 20, diffuse per corroborare la storiella di Rutledge, riprendevano in realtà il lancio di un missile Saturn V, il modello usato nelle missioni Apollo, ed erano opportunamente artefatte e sgranate per impedire l’identificazione della missione.
Infatti ogni razzo Saturn V era verniciato con combinazioni di grafiche geometriche differenti per ciascuna missione. Nonostante tutte queste prove che smontavano la veridicità della storia di Apollo 20, le presunte rivelazioni di Rutledge sono state prese per buone da qualche giornalista e il racconto è finito anche in televisione. In Italia è stato oggetto di un servizio di Mistero, il programma condotto da Enrico Ruggeri su Italia Uno. L’ultimo e definitivo macigno sull’intera vicenda è arrivato dal Centro Ufologico Nazionale, comunità di appassionati ufologi che solitamente tende a essere possibilista su questi argomenti.
Da un’analisi attenta dei video rilasciati dal sedicente Rutledge, quelli del CUN hanno scoperto che la famosa astronave aliena era solo un modellino sospeso con un bel mollone. Caso chiuso, quindi. Fortuna che c’era il mollone, aggiungiamo noi: se gli autori della contraffazione fossero stati più attenti e lo pseudo astronauta Rutledge fosse stato più accorto nel raccontare una storia che fosse almeno tecnicamente compatibile con gli equipaggiamenti disponibili negli anni settanta, probabilmente la leggenda dell’Apollo 20 sarebbe continuata ancora a lungo.
Crediti: Giornalettismo
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ALIENI - I primi, i sostenitori della finzione cinematografica, affermano che la storiella degli incontri con gli alieni è stata diffusa allo scopo di avallare la veridicità delle missioni. I secondi, i sostenitori del contatto, affermano che la storiella della finzione cinematografica è stata diffusa allo scopo di nascondere l’incontro con la civiltà extra-terrestre. Dato che la diatriba riguarda le missioni Apollo che hanno raggiunto la Luna, quindi dall’Apollo 11 all’Apollo 17, con eccezione della missione 13 che rientrò a causa di problemi tecnici (con il completamento della missione 17 il programma fu chiuso), qualcuno ha pensato bene di superare l’intera questione e proporre una nuova grande rivelazione, che riguarda direttamente la missione Apollo 20.
Una missione che ufficialmente non è mai esistita, per cui la sua storia si può modellare a piacimento. A parlarne è un certo William Rutledge, sedicente astronauta membro dell’equipaggio della misteriosa missione, composto dalla scienziata Leona Snyder e dal cosmonauta sovietico Alexei Leonov. I primi due nomi non risultano negli elenchi (ufficiali, s’intende) degli astronauti americani mentre Leonov è un noto cosmonauta russo. Rutledge spiega nel corso delle missioni Apollo fu fotografato, sul lato nascosto della Luna, il relitto di una grossa astronave aliena.
La scoperta portò all’interruzione del programma Apollo, sostituito da una missione congiunta segretissima, russo-americana, finalizzata a recuperare l’astronave. La missione partì nell’agosto 1976, il razzo americano fu lanciato dalla base militare di Vandenberg. All’interno dell’astronave aliena, precipitata sulla Luna circa un miliardo e mezzo di anni addietro, la spedizione recuperò il corpo di un’aliena in stato di ibernazione e vari equipaggiamenti.
Non potendo recuperare l’astronave (lunga vari chilometri) fu deciso di distruggerla con alcune cariche nucleari. Il sedicente Rutledge ha condito la sua storia con una gran quantità di immagini e di video. C’è perfino il patch della missione, che mostra due moduli del sistema Apollo che sollevano (con un paio di funi) un’astronave a forma di pesce, e ci sono le immagini dell’astronave ritratta in foto ufficiali della NASA e quelle dell’aliena recuperata.
EPPURE - Tutto molto avvincente, quanto inattendibile, ma la storiella continua a circolare su Internet con immagini e filmati sparsi un po’ ovunque ed è ormai entrata fra i miti e leggende che circondano le missioni Apollo. Innanzitutto è impossibile pensare di mettere a punto una missione del genere in segreto: la sua organizzazione richiederebbe la partecipazione di migliaia di persone a ogni livello, dalle officine che avrebbero costruito il missile e la navicella, al personale impegnato nel calcolo e nella pianificazione, per finire a quello predisposto ai centri di controllo e comunicazione. Per non parlare di ciò che sarebbe necessario allestire per il ricovero dei resti rinvenuti e per l’utilizzo delle non meglio specificate cariche nucleari impiegate per la distruzione dell’astronave aliena.
L’idea di recuperare un’astronave così grande utilizzando gli elementi delle missioni Apollo, poi, è tecnicamente irrealizzabile. Le navicelle Apollo potevano trasportare solo tre astronauti, e solo due di essi potevano essere allunati. I margini di peso e di volume disponibili erano così bassi che dalla Luna sono stati portati sulla Terra solo una manciata di polvere e sassi. Anche il trasporto di testate nucleari e di un corpo “ibernato” sarebbe stato impossibile. Le immagini del lancio del presunto vettore di Apollo 20, diffuse per corroborare la storiella di Rutledge, riprendevano in realtà il lancio di un missile Saturn V, il modello usato nelle missioni Apollo, ed erano opportunamente artefatte e sgranate per impedire l’identificazione della missione.
Infatti ogni razzo Saturn V era verniciato con combinazioni di grafiche geometriche differenti per ciascuna missione. Nonostante tutte queste prove che smontavano la veridicità della storia di Apollo 20, le presunte rivelazioni di Rutledge sono state prese per buone da qualche giornalista e il racconto è finito anche in televisione. In Italia è stato oggetto di un servizio di Mistero, il programma condotto da Enrico Ruggeri su Italia Uno. L’ultimo e definitivo macigno sull’intera vicenda è arrivato dal Centro Ufologico Nazionale, comunità di appassionati ufologi che solitamente tende a essere possibilista su questi argomenti.
Da un’analisi attenta dei video rilasciati dal sedicente Rutledge, quelli del CUN hanno scoperto che la famosa astronave aliena era solo un modellino sospeso con un bel mollone. Caso chiuso, quindi. Fortuna che c’era il mollone, aggiungiamo noi: se gli autori della contraffazione fossero stati più attenti e lo pseudo astronauta Rutledge fosse stato più accorto nel raccontare una storia che fosse almeno tecnicamente compatibile con gli equipaggiamenti disponibili negli anni settanta, probabilmente la leggenda dell’Apollo 20 sarebbe continuata ancora a lungo.
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