Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
se vanno in iran e siria potrebbe succedere un bel casotto mondiale.
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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
Non so che sta succedendo ma da ultimi 3-4 giorni sto vedendo di continuo militari su militari ,,,tanti camion qua e la che si spostano sulle strade...ma veramente tanti...saranno esercitazioni

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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
Marek ha scritto:Non so che sta succedendo ma da ultimi 3-4 giorni sto vedendo di continuo militari su militari ,,,tanti camion qua e la che si spostano sulle strade...ma veramente tanti...saranno esercitazioni
chiamiamole così............ma intanto i media infami ci distraggono con la nave ed il suo capitano
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sottomarino nucleare USA si dirige verso il Golfo Persico

Dopo l'annuncio chea marzo una terza portaerei USA, la USS Enterprise, si sarebbe diretta a pattugliare le acque vicino allo stretto di Hormuz, è stato anche rivelato che il sottomarino nucleare USA, l'USS Annapolis e il cacciatorpediniere USS Momsen molto probabilmente sono in rotta verso il Golfo Persico , all'interno del piano di attacco all'Iran
“Due navi della marina americana, il sottomarino nucleare USS Annapolis e il cacciatorpediniere USS Momsen sono passati attraverso il canale di Suez verso il Mar Rosso. Sebbene la loro destinazione sia "segreta" , stanno ora avvicinandosi pericolosamente al Golfo Persico,” dice la RT, citando la Interfax News Agency.
Probabile che la destinazione delle due navi sia l'area di operazioni della 5a Flotta USA e a questo punto saranno raggiunte il prossimo mese dalla USS Enterprise, il terzo torpediniere che stazionerà nella regione insieme alla USS Vinson e USS Abraham Lincoln. Gli USA hanno anche una forza di 15.000 uomini impiegata in Kuwait che comprende un battaglione marino di spedizione ed un gruppo per atterraggio anfibio. Navi da guerra britanniche e francesi stanno fungendo da scorte al cacciatorpediniere USA.
Quel che tutto cio' significa è che gli USA avranno una potente presenza navale appena fuori dalle acque iraniane, cosa che coincide con la preoccupazione retorica di un attacco in crescendo.
(...) Attualmente gli USA stanno conducendo le piu' grandi esercitazioni navali dell'ultimo decennio. Il Bold Alligator si unisce alle esercitaizoni della marina che hanno luogo al largo delle costa della Virginia e North Carolina,chiaramente inscenate per simulare un conflitto navale con le forze iraniane, nonostante le dichiarazioni ufficiali dicano tutt'altro.
(...) Le ripetute minacce iraniane di chiudere lo Stretto di Hormuz, un punto chiave per il traffico petrolifero, hanno portato molti a speculare sul fatto che la"miccia" per un assalto militare mirato a distruggere gli impianti di arricchimento nucleare dell'Iran, potrebbe scoppiare nelle acque del Golfo Persico.
Tehran è organizzata per condurre verso fine mese più esercitazioni navali nello Stretto. Gli esperti hanno stimato che circa 1000 mine saranno necessarie per bloccare il passaggio largo 55km e che le Guardie Rivoluzionarie dell'Iran hanno già immagazzinato 2000 mine proprio per quello scopo.
fonte: http://www.prisonplanet.com/us-nuclear-sub-heads-towards-persian-gulf.html
traduzione e sintesi Cristina Bassi, www.saluteolistica.blogspot.com
Ron Paul "La gente è spaventata! Hanno perso la fiducia nel Governo! Non ne possono piu' e sono stanchi delle guerre!"
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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
"La gente è spaventata! Hanno perso la fiducia nel Governo! Non ne possono piu' e sono stanchi delle guerre!"
Concordo, la mia volontà può portare anche a far questo:


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Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia si preparano alla guerra nel Golfo Persico
Una concentrazione delle forze militari nel Golfo crea una situazione esplosiva nella regione. Un colpo accidentale sarebbe sufficiente per innescare il fuoco su entrambi i lati.
Tutti i paesi dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva condividono la preoccupazione della Russia. La Cina è anche un altro grande attore internazionale che si oppone ad una campagna militare contro l'Iran. Sfortunatamente, né le proteste della Cina, né gli avvertimenti della Russia hanno avuto alcun effetto sugli alleati mentre accelerano i preparativi per un nuovo conflitto in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia hanno cominciato a dispiegare le truppe nel Golfo in una mossa che, secondo gli esperti, lascia intravedere i preparativi per una guerra con l'Iran. I primi attacchi potrebbero essere effettuati all'inizio dell'estate, dicono i media.
Secondo alcuni rapporti, le truppe stanno arrivando sull'isola Masirah in Oman, che si trova a sud dello stretto di Hormuz, dove è installata una base aerea americana. Due gruppi d'attacco americani sono attualmente di stanza nel Golfo.
Alcuni rapporti dicono che il gruppo sarà rafforzato con un'altra portaerei, il distruttore Momsen, e il sottomarino nucleare Annapolis. Gli Stati Uniti inoltre stanno rafforzando la loro presenza in Israele e Kuwait. Le truppe britanniche e le truppe degli Emirati Arabi Uniti sono arrivate ??in Arabia Saudita. L'obiettivo principale è l'Iran, il cui programma nucleare è stato per lungo tempo un tema di particolare interesse in Occidente. Sono pervenuti alla stampa rapporti secondo cui centinaia di bombe a penetrazione, in grado di distruggere bunker sotterranei pesantemente fortificati, sono state consegnate presso una base americana sull'isola britannica di Diego Garcia nell'Oceano Indiano.
Lo Stretto di Hormuz, un'importante via d'acqua per il trasporto del petrolio del Golfo alle regioni di tutto il mondo, serve come un altro pretesto per iniziare uno scontro aperto. Teheran ha minacciato di bloccarlo, e gli alleati si stanno preparando a colpire, se manterrà la sua parola.
Tuttavia, nessuno dei paesi coinvolti è pronto per la guerra, dice Vladimir Sazhin dell'Istituto di Studi Orientali.
"Tutti i paesi coinvolti in questo conflitto si trovano ad affrontare problemi interni. Una gara elettorale ha preso il via negli Stati Uniti. Le elezioni parlamentari in Iran sono state fissate per il 2 marzo e le elezioni presidenziali sono previste per l'estate del 2013. Le elezioni presidenziali in Francia sono proprio dietro l'angolo, e l'Europa nel suo complesso è troppo preoccupata per i suoi problemi economici per gestire un'altra guerra ".
Tuttavia, una concentrazione di forze militari nel Golfo crea una situazione esplosiva nella regione. Un colpo accidentale sarebbe sufficiente per innescare il fuoco su entrambi i lati. Se ciò accade, dice Vladimir Sazhin, gli alleati avranno un chiaro vantaggio.
"Qualora le operazioni militari dovessero iniziare, gli Stati Uniti invieranno potenti gruppi navali sostenuti da un gran numero di aerei, e bombardieri strategici voleranno dalla base di Diego Garcia nell'Oceano Indiano. Gli Stati Uniti saranno affiancati da Gran Bretagna, Francia e dalle monarchie arabe del Golfo produttrici di petrolio. L'Iran non ha alleati nella regione. La Siria non è nella forma migliore per sostenerlo. Tehran può contare solo su Hezbollah in Libano e, possibilmente, su Hamas a Gaza."
La cosa più spiacevole di tutto questo è che il dispiegamento di truppe nel Golfo e le tensioni alimentate possono interrompere i colloqui tra l'Iran e le organizzazioni internazionali. Molti paesi, prima di tutto la Russia, credono che né l'uso della forza né l'imposizione di sanzioni aiuteranno a risolvere il conflitto. L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, deve dirlo.
"Le sanzioni sono da tempo diventate inefficaci, per cui la questione iraniana non ha spazio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU. I colloqui a sei sull'Iran e quelli tra l'AIEA e l'Iran devono assumere un ruolo centrale nell'agenda internazionale perché danno qualche speranza. I rappresentanti dell'AIEA sono attualmente in visita in Iran per esaminare la possibilità di organizzare un incontro a sei con l'Iran. Anche se non vi è speranza, lo scontro crescente tra l'Occidente e l'Iran sta causando una preoccupazione sempre maggiore. Il problema Iran sta per diventare il più caldo del 2012 ".
Tutti i paesi dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva condividono la preoccupazione della Russia. La Cina è anche un altro grande attore internazionale che si oppone ad una campagna militare contro l'Iran. Sfortunatamente, né le proteste della Cina, né gli avvertimenti della Russia hanno avuto alcun effetto sugli alleati mentre accelerano i preparativi per un nuovo conflitto in Medio Oriente.
Visto su: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2012/02/stati-uniti-gran-bretagna-francia-si.html#more
Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=20120202&articleId=29032
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com
Mi ricordo che nella guerra del golfo degli anni '90 hanno usato lo stesso pretesto, IL PETROLIO!!! Che siano maledetti questi guerrafondai!
Tutti i paesi dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva condividono la preoccupazione della Russia. La Cina è anche un altro grande attore internazionale che si oppone ad una campagna militare contro l'Iran. Sfortunatamente, né le proteste della Cina, né gli avvertimenti della Russia hanno avuto alcun effetto sugli alleati mentre accelerano i preparativi per un nuovo conflitto in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia hanno cominciato a dispiegare le truppe nel Golfo in una mossa che, secondo gli esperti, lascia intravedere i preparativi per una guerra con l'Iran. I primi attacchi potrebbero essere effettuati all'inizio dell'estate, dicono i media.
Secondo alcuni rapporti, le truppe stanno arrivando sull'isola Masirah in Oman, che si trova a sud dello stretto di Hormuz, dove è installata una base aerea americana. Due gruppi d'attacco americani sono attualmente di stanza nel Golfo.
Alcuni rapporti dicono che il gruppo sarà rafforzato con un'altra portaerei, il distruttore Momsen, e il sottomarino nucleare Annapolis. Gli Stati Uniti inoltre stanno rafforzando la loro presenza in Israele e Kuwait. Le truppe britanniche e le truppe degli Emirati Arabi Uniti sono arrivate ??in Arabia Saudita. L'obiettivo principale è l'Iran, il cui programma nucleare è stato per lungo tempo un tema di particolare interesse in Occidente. Sono pervenuti alla stampa rapporti secondo cui centinaia di bombe a penetrazione, in grado di distruggere bunker sotterranei pesantemente fortificati, sono state consegnate presso una base americana sull'isola britannica di Diego Garcia nell'Oceano Indiano.
Lo Stretto di Hormuz, un'importante via d'acqua per il trasporto del petrolio del Golfo alle regioni di tutto il mondo, serve come un altro pretesto per iniziare uno scontro aperto. Teheran ha minacciato di bloccarlo, e gli alleati si stanno preparando a colpire, se manterrà la sua parola.
Tuttavia, nessuno dei paesi coinvolti è pronto per la guerra, dice Vladimir Sazhin dell'Istituto di Studi Orientali.
"Tutti i paesi coinvolti in questo conflitto si trovano ad affrontare problemi interni. Una gara elettorale ha preso il via negli Stati Uniti. Le elezioni parlamentari in Iran sono state fissate per il 2 marzo e le elezioni presidenziali sono previste per l'estate del 2013. Le elezioni presidenziali in Francia sono proprio dietro l'angolo, e l'Europa nel suo complesso è troppo preoccupata per i suoi problemi economici per gestire un'altra guerra ".
Tuttavia, una concentrazione di forze militari nel Golfo crea una situazione esplosiva nella regione. Un colpo accidentale sarebbe sufficiente per innescare il fuoco su entrambi i lati. Se ciò accade, dice Vladimir Sazhin, gli alleati avranno un chiaro vantaggio.
"Qualora le operazioni militari dovessero iniziare, gli Stati Uniti invieranno potenti gruppi navali sostenuti da un gran numero di aerei, e bombardieri strategici voleranno dalla base di Diego Garcia nell'Oceano Indiano. Gli Stati Uniti saranno affiancati da Gran Bretagna, Francia e dalle monarchie arabe del Golfo produttrici di petrolio. L'Iran non ha alleati nella regione. La Siria non è nella forma migliore per sostenerlo. Tehran può contare solo su Hezbollah in Libano e, possibilmente, su Hamas a Gaza."
La cosa più spiacevole di tutto questo è che il dispiegamento di truppe nel Golfo e le tensioni alimentate possono interrompere i colloqui tra l'Iran e le organizzazioni internazionali. Molti paesi, prima di tutto la Russia, credono che né l'uso della forza né l'imposizione di sanzioni aiuteranno a risolvere il conflitto. L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, deve dirlo.
"Le sanzioni sono da tempo diventate inefficaci, per cui la questione iraniana non ha spazio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU. I colloqui a sei sull'Iran e quelli tra l'AIEA e l'Iran devono assumere un ruolo centrale nell'agenda internazionale perché danno qualche speranza. I rappresentanti dell'AIEA sono attualmente in visita in Iran per esaminare la possibilità di organizzare un incontro a sei con l'Iran. Anche se non vi è speranza, lo scontro crescente tra l'Occidente e l'Iran sta causando una preoccupazione sempre maggiore. Il problema Iran sta per diventare il più caldo del 2012 ".
Tutti i paesi dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva condividono la preoccupazione della Russia. La Cina è anche un altro grande attore internazionale che si oppone ad una campagna militare contro l'Iran. Sfortunatamente, né le proteste della Cina, né gli avvertimenti della Russia hanno avuto alcun effetto sugli alleati mentre accelerano i preparativi per un nuovo conflitto in Medio Oriente.
Visto su: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2012/02/stati-uniti-gran-bretagna-francia-si.html#more
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Medioriernte. Soffiano i venti di guerra tra Israele e l’Iran

Jets da combattimento israeliani
TEL AVIV, ISRAELE – Sale il fragore dei tamburi di guerra fra Iran e Israele, sullo sfondo di allarmi, minacce, scenari di bombardamenti primaverili e tecniche da battaglia psicologica. Agli ammonimenti israeliani ha risposto da Teheran la Guida Suprema, ayatollah Ali Khamenei, che nel consueto sermone del venerdi’ islamico ha rispolverato immagini truculente e apocalittiche: riaffermando l’intenzione di andare avanti sulla strada dei programmi nucleari e definendo lo Stato ebraico ”un tumore da estirpare”.
Toni che paiono giustificare un clima da resa dei conti imminente. E offrono il destro ai media americani per dar credito alla sensazione – affibbiata al capo del Pentagono in persona, Leon Panetta – che Israele possa essere ormai orientato a un attacco militare dal cielo contro le installazioni nucleari dell’Iran prima dell’asserito punto di non ritorno: l’avvio del concreto assemblaggio di ordigni atomici che, secondo l’intelligence, la Repubblica Islamica potrebbe realizzare entro l’anno disponendo ormai di ”uranio arricchito al 20% sufficiente alla produzione di quattro bombe”.
L’ipotetica data X d’un attacco potrebbe essere anticipata in primavera, fra aprile e giugno, secondo le intenzioni che Panetta sembra attribuire adesso al premier israeliano, Benyamin Netanyahu: almeno stando a quanto riferito da David Ignatius, editorialista del Washington Post, e ripreso poi da fonti anonime dell’amminitrazione Obama citate dalla Cnn. Sensazioni che il segretario alla Difesa Usa si e’ rifiutato di confermare in pubblico, notando di non aver delegato nessuno a esprimere i suoi pensieri, ma che non ha neppure smentito.
Gli osservatori israeliani, dal canto loro, si mantengono prudenti. Divisi fra chi ritiene che il governo Netanyahu stia per ora giocando la carta di una minaccia apparentemente piu’ incombente per rendere credibile la pressione sull’Iran; e chi pensa possa essere invece disposto a varcare davvero il Rubicone laddove l’inasprimento delle sanzioni (petrolio compreso) annunciato da Usa e Ue non si rivelasse in grado d’imporre lo stop a Teheran. Sulle sanzioni, Israele resta d’altronde scettico. E proprio ieri il ministro della Difesa, Ehud Barak ha avvertito che se esse ”dovessero fallire, sara’ necessario considerare la possibilita’ di agire”.
Un Gli osservatori israeliani, dal canto loro, si mantengono prudenti. Divisi fra chi ritiene che il governo Netanyahu stia per ora giocando la carta di una minaccia apparentemente piu’ incombente per rendere credibile la pressione sull’Iran; e chi pensa possa essere invece disposto a varcare davvero il Rubicone laddove l’inasprimento delle sanzioni (petrolio compreso) annunciato da Usa e Ue non si rivelasse in grado d’imporre lo stop a Teheran. Sulle sanzioni, Israele resta d’altronde scettico.
Un monito che negli auspici della diplomazia dovrebbe spingere l’Iran a qualche passo indietro, di fronte agli ispettori dell’Aiea (l’agenzia atomica dell’Onu) e agli spiragli di ripresa dei colloqui ’5+1′. E che tuttavia non sembra produrre al momento effetti visibili, quanto meno sulla retorica ufficiale del regime. A confermarlo, ove mai ve ne fosse stato bisogno, sono grandinati oggi gli anatemi dell’ayatollah Khamenei: il quale – aprendo le celebrazioni del 33/o anniversario della Rivoluzione islamica – ha tenuto un discorso di fuoco dinanzi a una folla osannante, al presidente del Paese, Mahmoud Ahmadinejad, e alla nomenklatura politica schierata al gran completo.
Discorso in cui ha detto no a qualsiasi arretramento: tanto sul fronte ideologico (evocato a colpi di denunce contro ”il materialismo” e ”il consumismo”) quanto su quello dei rapporti internazionali e del dossier nucleare. A quest’ultimo riguardo, Khamenei ha liquidato come controproducenti gli avvertimenti rimbalzati dagli Stati Uniti, replicando che l’Iran dispone delle proprie armi e sapra’ farne uso, se necessario, al momento opportuno. Le parole piu’ aggressive sono state pero’ indirizzate, secondo costume, all’odiato ”regime sionista”, al quale la Guida si e’ rivolta per ripetere che l’Iran intende ”liberare Al Qods (Gerusalemme) e le terre palestinesi”.
Ed e’ pronto a ”sostenere chiunque”, dagli Hezbollah libanesi alle fazioni palestinesi di Hamas e Jihad Islamica, voglia impegnarsi nella lotta contro il nemico comune israeliano: ”Un tumore da estirpare” nelle parole – non nuove, ma in questi giorni piu’ incendiarie che mai – del successore di Khomeini.
http://ramparts360.com/2012/01/winds-of-war-part-ii-iran-plots-israel-prepares/
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Siria, pesante bombardamento a Homs Lo riferisce un fotoreporter sul luogo all'ANSA 06 febbraio, 07:59
BEIRUT - Le forze siriane fedeli al presidente Bashar al Assad stanno bombardando con mortai la città di Homs, in particolare il quartiere di Bab Amro, nella parte sud-occidentale della città. Lo riferisce telefonicamente all'ANSA un fotoreporter europeo, che si trova sul posto.
"Stanno bombardando Bab Amro. Sono caduti in poco tempo più di 150 colpi di mortaio. Sparano in modo indiscriminato", ha raccontato a caldo il fotoreporter che preferisce rimanere anonimo per non allarmare la famiglia. "Ci sono almeno 15 feriti, gravi, che non possono essere soccorsi perché non si può fuggire. Sparano a caso, siamo rintanati al centro di un edificio", ha detto, mentre la voce è stata più volte coperta da boati di esplosioni.
DISERTORI DISTRUGGONO IMPIANTO ESERCITO, 3 MORTI - Un gruppo di disertori siriani ha interamente distrutto un posto di controllo dell'esercito regolare nel villaggio di al-Bara, nella regione nordoccidentale di Edleb, uccidendo tre ufficiali e catturando 19 soldati. Lo rende noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh). Gli assaltatori non avrebbero invece subito alcuna perdita.
"Stanno bombardando Bab Amro. Sono caduti in poco tempo più di 150 colpi di mortaio. Sparano in modo indiscriminato", ha raccontato a caldo il fotoreporter che preferisce rimanere anonimo per non allarmare la famiglia. "Ci sono almeno 15 feriti, gravi, che non possono essere soccorsi perché non si può fuggire. Sparano a caso, siamo rintanati al centro di un edificio", ha detto, mentre la voce è stata più volte coperta da boati di esplosioni.
DISERTORI DISTRUGGONO IMPIANTO ESERCITO, 3 MORTI - Un gruppo di disertori siriani ha interamente distrutto un posto di controllo dell'esercito regolare nel villaggio di al-Bara, nella regione nordoccidentale di Edleb, uccidendo tre ufficiali e catturando 19 soldati. Lo rende noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh). Gli assaltatori non avrebbero invece subito alcuna perdita.

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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
Chi sono questi disertori? Gli stessi che c'erano in Libia? Un piccolo battaglione di uomini ben addestrati, pagati da stati esteri per creare situazioni di crisi all'nterno di uno stato scomodo? La verità, voglio la verità! In Libia c'è stata una vera e propria invasione da parte di altri stati, un attacco in piena regola.

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Ormai rivelata l'agenda araba in Siria
E' IMPORTANTE DIFFONDERE LE NOTIZIE SU QUELLO CHE SUCCEDE REALMENTE IN SIRIA, SCREMATE LE INFORMAZIONI E CREIAMO UN QUADRO ONESTO DELLE COSE COME STANNO!
tratto da un articolo di MEGACHIP
di Pepe Escobar - Asia Times.
Tradotto da ComeDonChisciotte.org.
Ecco un corso intensivo sulle "democratiche" macchinazioni della Lega Araba - o piuttosto della Lega del CCG, perché il potere reale in questa organizzazione pan-araba viene esercitato da due delle sei monarchie del Golfo Persico che compongono il Consiglio di Cooperazione del Golfo, noto anche come Circolo della Controrivoluzione del Golfo: il Qatar e la Casa dei Saud. In pratica, il CCG ha creato un gruppo nella Lega Araba per monitorare quello che sta succedendo in Siria. Il Consiglio Nazionale Siriano - che ha la sua sede in due paesi membri della North Atlantic Treaty Organization (NATO), Turchia e Francia – lo sostiene in modo entusiasta. È evidente che il vicino della Siria, il Libano, non è dello stesso avviso.
Quando i 160 osservatori, dopo un mese di indagini, hanno pubblicato la loro relazione… sorpresa! Il resoconto non si adattava alla linea ufficiale del CCG - secondo cui il "perfido" governo di Bashar al-Assad sta indiscriminatamente, e unilateralmente, uccidendo il suo popolo, ed è pertanto necessario cambiare il regime.
Pertanto, la relazione è stata ignorata (dai media occidentali corporativi) o distrutta senza pietà dai media arabi, praticamente tutti finanziati sia dalla Casa di Saud che dal Qatar. Non è stata neanche presa in discussione, perché il CCG ha impedito che venisse tradotta dall'arabo in inglese e pubblicata nel sito web della Lega Araba.
Fino a che è filtrata. Eccola, al completo.
La relazione è adamantina. Non c’è stata una repressione letale e organizzata da parte del governo siriano contro i manifestanti pacifici. Al contrario, il resoconto considera alcune bande sospette le responsabili della morte di centinaia di civili siriani, e di più di un migliaio di vittime nell’esercito siriano, mediante l'utilizzo di tattiche letali come la collocazione di bombe negli autobus di linea, nei treni che trasportano diesel, nei mezzi della polizia, sui ponti e nelle condutture.
continua!!
tratto da un articolo di MEGACHIP
di Pepe Escobar - Asia Times.
Tradotto da ComeDonChisciotte.org.
Ecco un corso intensivo sulle "democratiche" macchinazioni della Lega Araba - o piuttosto della Lega del CCG, perché il potere reale in questa organizzazione pan-araba viene esercitato da due delle sei monarchie del Golfo Persico che compongono il Consiglio di Cooperazione del Golfo, noto anche come Circolo della Controrivoluzione del Golfo: il Qatar e la Casa dei Saud. In pratica, il CCG ha creato un gruppo nella Lega Araba per monitorare quello che sta succedendo in Siria. Il Consiglio Nazionale Siriano - che ha la sua sede in due paesi membri della North Atlantic Treaty Organization (NATO), Turchia e Francia – lo sostiene in modo entusiasta. È evidente che il vicino della Siria, il Libano, non è dello stesso avviso.
Quando i 160 osservatori, dopo un mese di indagini, hanno pubblicato la loro relazione… sorpresa! Il resoconto non si adattava alla linea ufficiale del CCG - secondo cui il "perfido" governo di Bashar al-Assad sta indiscriminatamente, e unilateralmente, uccidendo il suo popolo, ed è pertanto necessario cambiare il regime.
Pertanto, la relazione è stata ignorata (dai media occidentali corporativi) o distrutta senza pietà dai media arabi, praticamente tutti finanziati sia dalla Casa di Saud che dal Qatar. Non è stata neanche presa in discussione, perché il CCG ha impedito che venisse tradotta dall'arabo in inglese e pubblicata nel sito web della Lega Araba.
Fino a che è filtrata. Eccola, al completo.
La relazione è adamantina. Non c’è stata una repressione letale e organizzata da parte del governo siriano contro i manifestanti pacifici. Al contrario, il resoconto considera alcune bande sospette le responsabili della morte di centinaia di civili siriani, e di più di un migliaio di vittime nell’esercito siriano, mediante l'utilizzo di tattiche letali come la collocazione di bombe negli autobus di linea, nei treni che trasportano diesel, nei mezzi della polizia, sui ponti e nelle condutture.
continua!!

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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
si può anche e volentieri continuare a leggere ma già così è chiaro come vanno le cose, stanno arrivando al punto che saremo noi, l'ovile, ad implorare quei signori di intervenire e porre fine al massacro...
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stanno arrivando al punto che saremo noi, l'ovile, ad implorare quei signori di intervenire e porre fine al massacro...

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La guerra di aprile: le cinque dita della mano di Israele sul grilletto

Benjamin Netanyahu (Lapresse)
TEHERAN, IRAN – “Israele ha bombardato l’Iran, colpite le centrali nucleari di Teheran, Natanz, Ramsar, Bonab e le miniere di uranio di Yazd e Saghand”: in un giorno di aprile potremmo leggere, sentire e vedere una notizia così. E il giorno dopo: “L’Iran ha attaccato le basi americane nel Golfo persico; razzi su Israele dal Libano e dalla Striscia di Gaza; bloccate le petroliere nello Stretto di Hormuz; sabotaggi nel Canale di Suez”. Di lì a poco, gli Usa potrebbero dichiarare guerra all’Iran e mezzo Medio Oriente potrebbe reagire dichiarando guerra a Usa e Israele. Uno scenario di guerra che potrebbe avverarsi per cinque ragioni, buone o cattive che siano, come spiega Franco Venturini sul Corriere della Sera.
1) L’Iran è arrivato a buon punto con il suo programma nucleare, secondo i servizi segreti occidentali, mentre non è affatto a buon punto la collaborazione con l’Agenzia Atomica. Insomma, in poco più di un anno Teheran potrebbe produrre la bomba atomica, e Israele teme che riesca a spostare il materiale per produrla in bunker antiaerei prima dell’autunno.
2) Le sanzioni di Europa e Usa non saranno efficaci. Perché quelle europee sono parziali e scattano a luglio, mentre il vuoto lasciato dagli americani lo colmerà la Cina, alla quale fa gola il petrolio iraniano. Perché, inoltre, il potere iraniano è diviso in due fazioni (Ahmadinejad vs Khamenei) e chi tratta è perduto, ovvero entrambe ci tengono a mostrarsi dure e pure con gli occidentali. E in ogni caso ai negoziati il primo a non crederci è Israele.
3) Il blocco dello Stretto di Hormuz, minacciato spesso dall’Iran, è di per sé un casus belli, una scintilla che può dare inizio alla guerra.
4) Gli Usa sono contrari a un’azione unilaterale da parte di Israele, ma Obama sarà in campagna elettorale fino a novembre e in caso di attacco israeliano il riflesso automatico di un presidente americano che non vuole dimostrarsi “molle” davanti agli elettori sarebbe quello di scendere in guerra al fianco dell’alleato Netanyahu.
5) I fautori della trattativa sperano che l’Iran adotti il “modello giapponese”: la capacità nucleare ce l’ho, ma le bombe non le produco e tu Agenzia atomica avrai libertà di verificare che non lo faccio. Però uno dei pilastri della sicurezza di Israele è, secondo Tel Aviv, il monopolio nucleare nel Medio Oriente. Messa così la questione, le promesse “giapponesi” non sarebbero sufficienti.
D’altro canto le ragioni di chi vuole evitare a tutti i costi questo conflitto sono molte: l’Iran diventerebbe più compatto e incattivito contro gli occidentali, il programma nucleare verrebbe solo rinviato, l’intera regione dalla Libia al Pakistan diventerebbe instabile, attentati terroristici porterebbero le scorie tossiche della guerra nelle capitali europee e americane. Per non parlare delle conseguenze di una nuova crisi petrolifera sull’Occidente già sfibrato dalle crisi finanziarie ed economiche.
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=77771332
http://www.nytimes.com/2012/02/06/world/middleeast/in-israel-talk-of-attacking-iran-transcends-idle-chatter.html?_r=1&ref=iran
link
_________________

http://www.youtube.com/watch?v=2lv5cMtx82M&feature=player_embedded

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LO STRANO VIAGGIO DELL'ENTERPRISE
tratto da un articolo pubblicato su NEXUS
Testo originale di Mike Rivero
Traduzione di Riccardo Pizzirani per luogocomune.net
fonte: www.luogocomune.net
“Il motivo per cui manteniamo una presenza in Medio Oriente – ha detto il Ministro della Difesa USA Leon Panetta davanti a 1.700 marinai della USS Enterprise, come riferisce la AP – è per fargli sapere che siamo assolutamente pronti ad affrontare qualunque situazione, e che gli conviene trattare con noi attraverso la diplomazia.”
Panetta ha aggiunto che la portaerei Enterprise è in partenza per il Golfo Persico, e attraverserà lo stretto di Ormuz per dare un messaggio diretto all’Iran.
Questa la notizia, data da Russia Today . In questo video il commento di Mike Rivero:
Con il fallimento dell'embargo petrolifero per obbligare l'Iran ad uno scontro sullo stretto di Ormuz, gli Stati uniti e Israele stanno cercando un altro modo per dare inizio ad una guerra con l'Iran …
… che vanno cercando da tempo.
Ma soprattutto devono far sembrare che sia stato l'Iran a dare inizio alle ostilità, per rendere politicamente più difficile per Russia e Cina appoggiare l'Iran.
Ora, ricordiamo che Israele ha dei precedenti nell'attaccare navi da guerra americane, dando la colpa ad altri, per indurre gli Stati Uniti ad attaccare i nemici di Israele. L'attacco israeliano alla USS Liberty, inizialmente attribuito all'Egitto, è l'esempio più conosciuto.
Oggi abbiamo la USS Enterprise, la nave più anziana della flotta, che ormai è alla fine, ed è programmata per essere smantellata il prossimo anno. Il suo nome è molto conosciuto anche per la serie televisiva di "Star Trek".
Smantellare una portaerei nucleare è una operazione estremamente costosa. La Enterprise è alimentata da 8 reattori nucleari, che vanno eliminati come tutti gli altri materiali di scarto nucleari, insieme a tutti i macchinari correlati.
La Marina americana risparmierebbe una gran quantità di denaro, più di quanto vale l'acciaio da riciclare, se la Enterprise affondasse nel Golfo Persico, dove il disastro radioattivo diventerebbe un problema che riguarda qualcun altro.
Perchè mandare una vecchia nave da guerra giunta alla fine della sua vita in una zona di pericolo? Per lo stesso motivo per cui Franklin Roosevelt spostò un gruppo di navi da guerra obsolete da San Diego a Pearl Harbor, mentre le portaerei e le navi più nuove erano ben lontane dalle Hawaii il 7 dicembre 1941.
Israele ha 3 sottomarini Dolphin che gli ha fornito la Germania. Sono stati visti transitare nel Canale di Suez in passato, e potrebbero tranquillamente stare operando nel Golfo di Amman, o persino nel Golfo Persico a questo punto, in attesa di una vecchia e obsoleta nave da guerra, più utile come agnello sacrificale che come arma vera e propria.
Una nave con marinai americani, che venga attaccata come Israele attaccò la USS Liberty, per poi incolpare l'obiettivo prescelto, l'Iran, grazie alla complicità dei media.
Se siete d'accordo con questa analisi, perfavore postate questo video ovunque compaia la notizia di questa portaerei. Se riusciamo a fargli dubitare che questa falsa operazione sarà creduta, forse rinunceranno a farla.
Testo originale di Mike Rivero
Traduzione di Riccardo Pizzirani per luogocomune.net
fonte: www.luogocomune.net
“Il motivo per cui manteniamo una presenza in Medio Oriente – ha detto il Ministro della Difesa USA Leon Panetta davanti a 1.700 marinai della USS Enterprise, come riferisce la AP – è per fargli sapere che siamo assolutamente pronti ad affrontare qualunque situazione, e che gli conviene trattare con noi attraverso la diplomazia.”
Panetta ha aggiunto che la portaerei Enterprise è in partenza per il Golfo Persico, e attraverserà lo stretto di Ormuz per dare un messaggio diretto all’Iran.
Questa la notizia, data da Russia Today . In questo video il commento di Mike Rivero:
Con il fallimento dell'embargo petrolifero per obbligare l'Iran ad uno scontro sullo stretto di Ormuz, gli Stati uniti e Israele stanno cercando un altro modo per dare inizio ad una guerra con l'Iran …
… che vanno cercando da tempo.
Ma soprattutto devono far sembrare che sia stato l'Iran a dare inizio alle ostilità, per rendere politicamente più difficile per Russia e Cina appoggiare l'Iran.
Ora, ricordiamo che Israele ha dei precedenti nell'attaccare navi da guerra americane, dando la colpa ad altri, per indurre gli Stati Uniti ad attaccare i nemici di Israele. L'attacco israeliano alla USS Liberty, inizialmente attribuito all'Egitto, è l'esempio più conosciuto.
Oggi abbiamo la USS Enterprise, la nave più anziana della flotta, che ormai è alla fine, ed è programmata per essere smantellata il prossimo anno. Il suo nome è molto conosciuto anche per la serie televisiva di "Star Trek".
Smantellare una portaerei nucleare è una operazione estremamente costosa. La Enterprise è alimentata da 8 reattori nucleari, che vanno eliminati come tutti gli altri materiali di scarto nucleari, insieme a tutti i macchinari correlati.
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Perchè mandare una vecchia nave da guerra giunta alla fine della sua vita in una zona di pericolo? Per lo stesso motivo per cui Franklin Roosevelt spostò un gruppo di navi da guerra obsolete da San Diego a Pearl Harbor, mentre le portaerei e le navi più nuove erano ben lontane dalle Hawaii il 7 dicembre 1941.
Israele ha 3 sottomarini Dolphin che gli ha fornito la Germania. Sono stati visti transitare nel Canale di Suez in passato, e potrebbero tranquillamente stare operando nel Golfo di Amman, o persino nel Golfo Persico a questo punto, in attesa di una vecchia e obsoleta nave da guerra, più utile come agnello sacrificale che come arma vera e propria.
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Re: Una raffica di colpi di stato prendono forma in pochissimo tempo nel Mediterraneo
a proposito di Pearl Harbour, fu il sig. Roosevelt a portare i giapponesi a un tale stato di insofferenza da costringerli ad attaccare detta base dove aspettavano le navi-agnello sacrificale ed ottenere così il benestare della Nazione per l'entrata in guerra. come si può vedere, la storia si ripete con meccanismi ben collaudati (finchè ci sono i media ad appoggiarli...)
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