illuminati chi sono e cosa vogliono
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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
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Ungheria nel mirino
di Umberto Mazzei* - Fonte Página 12 - Visto su http://www.comedonchisciotte.org
Le banche centrali si definiscono indipendenti se obbediscono ai dettami della banca internazionale. Il caso dell’Ungheria è rivelatore. Nel nuovo parlamento, hanno approvato modifiche alla costituzione ungherese con una maggioranza qualificata. Il cambiamento rilevante è la composizione della Banca Centrale dell’Ungheria, che migliora la supervisione del governo sulla propria moneta, il fiorino.
È scoppiato il pandemonio nell’Unione Europea. Il Primo Ministro, Victor Orban, è stato chiamato despota nazionalista e antidemocratico, tra altri epiteti peggiori. Washington ha parlato di “inquietudine” per la riforma. Parigi, del “problema con l’Ungheria” per la “deriva nazionalista e autoritaria” del governo. I media, del “grande debito pubblico dell’Ungheria” (Le Figaro), che è dell’80 per cento del PIL, come in Germania. Il FMI, la Banca Mondiale e l’UE hanno congelato i prestiti all’Ungheria. Il fiorino è crollato.
Tutta la sera del 18 gennaio l’Ungheria è stata sul banco degli imputati davanti al Parlamento Europeo. È criticata perché menziona Dio nella sua costituzione, come se altri paesi europei, come la Gran Bretagna (Dieu et mon droit, Dio e il mio diritto, ndt) o extraeuropei come gli Stati Uniti (In God we Trust, Crediamo in Dio, ndt) o musulmani (in nome di Allah) non lo menzionassero. È per pura ipocrisia. Quello che dà fastidio è che sia l’Ungheria a controllare la sua Banca Centrale.
In sintesi, si esige che il popolo ungherese, pur non utilizzando l’euro, rinunci a esercitare controlli, attraverso le autorità che ha eletto, sulla sua banca centrale. È stata commovente l’unanimità dei parlamentari della sinistra europea per difendere l’indipendenza delle banche centrali, per dare libertà ai “tecnocrati” imposti dal settore finanziario privato. Nel suo discorso, Daniel Cohn Bendit, è arrivato ad avvertire di possibili derive autoritarie stile Chàvez.
Si è anche sentito l’antico maoista, riciclatosi in liberista atlantista e attuale presidente dell’Unione Europea, Manuel Barroso, spiegando cosa significa rispettare la democrazia, punire con sanzioni finanziarie e altre ancora uno Stato membro dell’UE per una Costituzione votata nel suo Parlamento.
La Commissione Europea ha dato all’Ungheria un mese di tempo per emendare la sua Costituzione. I burocrati di Bruxelles – che nessuno ha eletto – vogliono annullare le riforme approvate da una maggioranza travolgente in un Parlamento eletto con un voto popolare. Il partito Jobbik già prepara un referendum popolare per uscire dall’UE.
In America latina ci sono stati episodi recenti che hanno a che fare con l’indipendenza delle banche centrali. Due anni fa l’Argentina voleva usare le sue riserve per pagare il debito, ma il presidente della Banca Centrale, Martin Redrado, preferì pagare gli interessi alle banche creditrici. Alla fine, nonostante l’appoggio internazionale, dovette rinunciare.
Questi fatti obbligano a ricordare la storia delle banche centrali e della loro funzione. L’emissione del denaro è una prerogativa dello Stato, che si fa secondo le necessità del paese. Parallelamente c’è stata l’attività dei cambiavalute, dai mercanti di shekel per il culto a Gerusalemme (moneta utilizzata dagli ebrei per pagare i sacrifici pubblici, ndt) fino ai banchieri italiani del Medioevo. Questi ultimi diedero alla banca privata la sua prima forma: custodire il denaro altrui ed emettere certificati di un valore riconosciuto, che circolavano a livello internazionale dietro la riscossione di una commissione.
Nel 1694 i due ruoli si fusero con la creazione della Banca d’Inghilterra. Fu una società privata, con azionisti segreti, che utilizzò in grande scala la riserva frazionaria, ossia emettere certificati di credito su un denaro che non si ha e incassare interessi su questi prestiti. È il modello della Federal Reserve degli Stati Uniti, un gruppo di banche private finanzia il governo statunitense con denaro inventato in cambio di Buoni del Tesoro che pagano interessi.
Guadagnare denaro con l’emissione non ha senso: si crea molto denaro per fare bolle e si vende; si ritira denaro perché si abbassino i prezzi e si compra. È il meccanismo attuale della finanza internazionale. I banchieri lucrano con il debito pubblico e la speculazione, a spese della gente.
Il debito pubblico dell’Eurozona, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (al 2011) vale già 32 trilioni, la metà del Prodotto Mondiale (65 trilioni) e la causa è un aumento repentino provocato dal salvataggio delle banche private, rovinate nelle loro speculazioni, con denaro pubblico.
La causa non è la spesa sociale o il welfare europeo, come sostengono alcuni interessati a demolirlo per precarizzare ancora di più il lavoro e aumentare i profitti con salari bassi. La frode finanziaria continua con l’inflazione di attivi in bolle speculative per migliorare i bilanci. Il traffico con i famosi derivati non diminuisce anzi aumenta: da 601 miliardi nel 2010 a 707 miliardi nel 2011, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea. È facile pronosticare che il 2012 vedrà crescere l’indignazione insieme agli indegni.
* Umberto Mazzei è Professore di Scienze Politiche dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di Relazioni Economiche Internazionali a Ginevra.
www.disinformazione.it
Le banche centrali si definiscono indipendenti se obbediscono ai dettami della banca internazionale. Il caso dell’Ungheria è rivelatore. Nel nuovo parlamento, hanno approvato modifiche alla costituzione ungherese con una maggioranza qualificata. Il cambiamento rilevante è la composizione della Banca Centrale dell’Ungheria, che migliora la supervisione del governo sulla propria moneta, il fiorino.
È scoppiato il pandemonio nell’Unione Europea. Il Primo Ministro, Victor Orban, è stato chiamato despota nazionalista e antidemocratico, tra altri epiteti peggiori. Washington ha parlato di “inquietudine” per la riforma. Parigi, del “problema con l’Ungheria” per la “deriva nazionalista e autoritaria” del governo. I media, del “grande debito pubblico dell’Ungheria” (Le Figaro), che è dell’80 per cento del PIL, come in Germania. Il FMI, la Banca Mondiale e l’UE hanno congelato i prestiti all’Ungheria. Il fiorino è crollato.
Tutta la sera del 18 gennaio l’Ungheria è stata sul banco degli imputati davanti al Parlamento Europeo. È criticata perché menziona Dio nella sua costituzione, come se altri paesi europei, come la Gran Bretagna (Dieu et mon droit, Dio e il mio diritto, ndt) o extraeuropei come gli Stati Uniti (In God we Trust, Crediamo in Dio, ndt) o musulmani (in nome di Allah) non lo menzionassero. È per pura ipocrisia. Quello che dà fastidio è che sia l’Ungheria a controllare la sua Banca Centrale.
In sintesi, si esige che il popolo ungherese, pur non utilizzando l’euro, rinunci a esercitare controlli, attraverso le autorità che ha eletto, sulla sua banca centrale. È stata commovente l’unanimità dei parlamentari della sinistra europea per difendere l’indipendenza delle banche centrali, per dare libertà ai “tecnocrati” imposti dal settore finanziario privato. Nel suo discorso, Daniel Cohn Bendit, è arrivato ad avvertire di possibili derive autoritarie stile Chàvez.
Si è anche sentito l’antico maoista, riciclatosi in liberista atlantista e attuale presidente dell’Unione Europea, Manuel Barroso, spiegando cosa significa rispettare la democrazia, punire con sanzioni finanziarie e altre ancora uno Stato membro dell’UE per una Costituzione votata nel suo Parlamento.
La Commissione Europea ha dato all’Ungheria un mese di tempo per emendare la sua Costituzione. I burocrati di Bruxelles – che nessuno ha eletto – vogliono annullare le riforme approvate da una maggioranza travolgente in un Parlamento eletto con un voto popolare. Il partito Jobbik già prepara un referendum popolare per uscire dall’UE.
In America latina ci sono stati episodi recenti che hanno a che fare con l’indipendenza delle banche centrali. Due anni fa l’Argentina voleva usare le sue riserve per pagare il debito, ma il presidente della Banca Centrale, Martin Redrado, preferì pagare gli interessi alle banche creditrici. Alla fine, nonostante l’appoggio internazionale, dovette rinunciare.
Questi fatti obbligano a ricordare la storia delle banche centrali e della loro funzione. L’emissione del denaro è una prerogativa dello Stato, che si fa secondo le necessità del paese. Parallelamente c’è stata l’attività dei cambiavalute, dai mercanti di shekel per il culto a Gerusalemme (moneta utilizzata dagli ebrei per pagare i sacrifici pubblici, ndt) fino ai banchieri italiani del Medioevo. Questi ultimi diedero alla banca privata la sua prima forma: custodire il denaro altrui ed emettere certificati di un valore riconosciuto, che circolavano a livello internazionale dietro la riscossione di una commissione.
Nel 1694 i due ruoli si fusero con la creazione della Banca d’Inghilterra. Fu una società privata, con azionisti segreti, che utilizzò in grande scala la riserva frazionaria, ossia emettere certificati di credito su un denaro che non si ha e incassare interessi su questi prestiti. È il modello della Federal Reserve degli Stati Uniti, un gruppo di banche private finanzia il governo statunitense con denaro inventato in cambio di Buoni del Tesoro che pagano interessi.
Guadagnare denaro con l’emissione non ha senso: si crea molto denaro per fare bolle e si vende; si ritira denaro perché si abbassino i prezzi e si compra. È il meccanismo attuale della finanza internazionale. I banchieri lucrano con il debito pubblico e la speculazione, a spese della gente.
Il debito pubblico dell’Eurozona, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (al 2011) vale già 32 trilioni, la metà del Prodotto Mondiale (65 trilioni) e la causa è un aumento repentino provocato dal salvataggio delle banche private, rovinate nelle loro speculazioni, con denaro pubblico.
La causa non è la spesa sociale o il welfare europeo, come sostengono alcuni interessati a demolirlo per precarizzare ancora di più il lavoro e aumentare i profitti con salari bassi. La frode finanziaria continua con l’inflazione di attivi in bolle speculative per migliorare i bilanci. Il traffico con i famosi derivati non diminuisce anzi aumenta: da 601 miliardi nel 2010 a 707 miliardi nel 2011, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea. È facile pronosticare che il 2012 vedrà crescere l’indignazione insieme agli indegni.
* Umberto Mazzei è Professore di Scienze Politiche dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di Relazioni Economiche Internazionali a Ginevra.
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Il Dollaro e gli Stati Uniti d’America sull’orlo del baratro

Nell’ultima settimana o giù di lì, ho notato una insolita quantità di articoli molto ben scritti e densi di dettagli che mettono in guardia su una triste sorte e su un orrore finanziario incombente. Questi articoli non sono scritti da un branco di arrabbiati blogger ignoranti, ma da gestori di fondi, investitori ed editorialisti finanziari. Sono tutte persone che avevano visto giusto che stava maturando il crollo del 2008, e la mia scommessa è che lo sono di nuovo. Dopo il crollo del 2008, i media del sistema delle comunicazioni di massa (MSM) ci avevano raccontato: “Nessuno aveva previsto ciò che stava per arrivare”, che è una menzogna sfacciata che non funzionerà più.
Di Greg Hunter
UsaWatchDog.com
Jim Quinn di “TheBurningPlatform.com” scriveva un profluvio di documenti su realtà preoccupanti, che non sentirete mai sul MSM.
Quinn espone la tesi di una rovina in arrivo con statistiche, grafici e logica tagliente come un rasoio in un post dal titolo “Illusion of Recovery–Feelings vs. Facts - Illusione di una ripresa – Emozioni vs fatti.”
Questa la sua sintesi:
“Non c’è modo di evitare il collasso finale di un boom creato esclusivamente dall’espansione del credito. Coloro che sono al potere non potranno mai rinunciare volontariamente al loro grande gioco del saccheggio della ricchezza della nazione, e così il risultato finale sarà il collasso economico. Costoro continueranno ad utilizzare la propaganda, le rotative e le mezze verità per portare avanti i loro programmi. Ma chi esamina i fatti arriverà alla conclusione logica che ci stanno vendendo un grande menzogna.”
continua
questo articolo non l'ho aperto perchè l'ultima volta ha dato dei problemi di segnalazione virus
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Nel 2012 non ci sarà la fine del mondo, bensì la fine di Internet libero

Sembra che con il 2012 sia partito anche l’assalto alla libertà del web. Il prossimo 27 febbraio inizierà a Ginevra un incontro diplomatico il quale potrebbe assegnare alle Nazioni Unite un potere senza precedenti in termini di controllo della rete. Ne parla il Wall Street Journal.
CONTROLLARE IL WEB – Le grandi potenze sembrano coalizzate, altro che Iran o Siria. Russia, Cina e dozzine di altri paesi vogliono arrivare, entro la fine dell’anno, a un controllo globale della rete sotto l’egida dell’Onu, come confermato nel giugno 2011 dal primo ministro russo Vladimir Putin, secondo il quale “è obiettivo mio e dei nostri alleati di instaurare un controllo internazionale su Internet”. Il controllo avverrebbe attraverso l’International Telecommunication Union, controllata direttamente dall’ONU.
NEL 1988 IN AUSTRALIA – Si tratta, potenzialmente, della più grande rivoluzione nel mondo del web dal 1988. In quell’occasione, 114 delegati provenienti da tutto il Pianeta si trovarono in Australia per siglare un trattato che liberalizzava le comunicazioni internazionali. Così facendo Internet divenne una specie di “porto franco” libero da ogni vincolo. Si trattò del più importante caso di “deregulation” della storia. Da quel momento in poi la rete conobbe una crescita verticale, grazie soprattutto agli accademici e alle organizzazioni non governative, che compresero subito le potenzialità di questo nuovo canale.
SEDICI ANNI DI CRESCITA - Nel 1995 erano sedici milioni le persone che avevano accesso al World Wide Web. Sedici anni dopo, il numero è cresciuto a oltre due miliardi, e ogni giorno che passa mezzo milione di persone accede alla rete. A cosa è dovuta la crescita verticale nell’uso di Internet? Probabilmente al fatto che i vari governi non ci avevano mai messo gli artigli sopra. L’avvento di smartphone, tablet, notebook ha aumentato ancora di più la penetrazione del web nelle nostre vite, trasformando la rete, molto probabilmente, nella scoperta tecnologica più importante della storia umana.
LA RETE TENTACOLARE - Tutti sono collegati. Un contadino disperso con le sua fattoria nel cuore dell’Australia potrà acquistare un prodotto a New York, con buona pace del negoziante di paese. Una mamma può cercare sul web la medicina adatta a suo figlio. Basta un telefonino e si può lasciare a casa il computer ed è possibile comunicare liberamente e senza censure. Non dimentichiamo neanche il ruolo avuto dalla rete nell’evoluzione del mercato del lavoro mondiale. Per ogni impiego perso per colpa di Internet, sono state assunte per merito della rete 2.6 persone, le quali operano senza il controllo del governo.
LE PROPOSTE – Eppure sembra che Russia, Cina, i loro alleati e i 193 membri dell’ITU vogliano modificare gli accordi del 1988, allungando le loro fredde mani su quanto era stato “liberato”. Il prossimo dicembre, a Dubai, le seguenti proposte potrebbero diventare realtà, e al solo pensiero c’è da tremare:
1) Porre sotto controllo internazionale la sicurezza della rete e la tutela della privacy;
2) Permettere alle compagnie telefoniche straniere di addebitare il traffico web internazionale, probabilmente attraverso una tariffazione “a click”, per foraggiare le casse dello Stato e della compagnia in questione;
3) Imporre regolamenti economici senza precedenti su tariffe, termini e condizioni attualmente non regolamentati come il “peering”;
4) Creare domini “ITU” che verranno distribuiti dall’ICANN, l’entità no-profit che gestisce gli indirizzi web di tutto il mondo;
5) Mettere sotto controllo intergovernativo tutti i gruppi ed enti che consentono a Internet di operare; 6) Modificare le tariffe del roaming internazionale.
INDIA E BRASILE APPROVANO – Lo so. Lo state pensando. Con la scusa della sicurezza cercano di legare le mani degli utenti chiedendo anche più soldi per continuare a vivere come adesso. Alcuni paesi in via di sviluppo, India e Brasile su tutti, sembrano molto interessati alle proposte che verranno discusse a Ginevra. Il fatto che molti Paesi conosciuti per il loro pugno duro nei confronti della libertà di espressione sul web stiano sponsorizzando la probabile entrata in vigore di queste norme lascia perplessi.
MEGLIO IL DIALOGO – Non si tratta di rifiutare in tutto e per tutto di modificare il mondo del web. Ma anziché calare la decisione dall’alto modello scure, forse sarebbe più sensato trovare un dialogo tra le parti, garantendo prima di tutto la tutela della libertà di un posto ormai ritenuto “sacro” da centinaia di migliaia di persone. Non si possono neanche dimenticare i benefici che un Internet libero ha garantito all’umanità, in termini di sviluppo di conoscenze, di possibilità lavorative, d’interazione sociale.
LA BUROCRAZIA CHE UCCIDE – Così facendo sembra si voglia dare ragione a quei Paesi che auspicano il controllo del Web. Un internet “balcanizzato” sarebbe insostenibile per il mercato attuale. Acuirebbe e di molto la sovranità nazionale e limiterebbe la sua libertà. Internet crescerebbe nelle zone sviluppate a scapito di quelle arretrate, e bisognerà perdersi nella burocrazia per innovare ed investire. Il Cloud computing verrà demolito e saremmo tutti più poveri, oltre che più controllati.

QUEI 90 VOTI - La rete è un qualcosa privo di confini per sua stessa natura. Vincolarla, normarla, chiuderla, bloccarla, fermerebbe tutto il processo nato nel 1988, esploso a fine anni ’90 e tale per cui oggi ci sentiremmo persi senza una connessione web. La cosa migliore sarebbe tornare indietro. La modernizzazione è necessaria e costruttiva, ma non può essere accettata se è sinonimo di legaccio burocratico. La situazione è però molto grave.
Lo statuto dell’ITU prevede che le decisioni vengano prese a semplice maggioranza, e non è previsto diritto di veto. Per approvare queste norme basterebbero 90 voti. Siamo a livello di “si dice”, e sinceramente si spera che resti così.
Dopo tanto parlare di libertà negli ultimi anni, bloccare il web sarebbe una mossa suicida, prima ancora che incomprensibile.
Fonte: giornalettismo.com
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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
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sarà così... PERCHE' QUESTO E' IL MIO VOLERE!
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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
Sidney Lumet...Quinto Potere...
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congetture sulla vita oltre la morte

Questo articolo è il frutto di uno scambio epistolare tra me, Zret ed un'altra amica, ed ognuno ha portato il suo contributo.
Si tratta per molti versi di congetture, molte delle quali si fondano su un'ipotesi non remota, ovvero quella dell'esistenza di un'anima (o qualcosa di simile) che trascenda il puro corpo fisico. Congetture che diffcilmente molti di noi avrebbero affrontato se i cieli una volta azzurri non fossero stati trasformati in bianchi sudari sotto i quali giace avvelenata la nostra amata Terra. Forse alcuni scenari qui prospettati sono troppo pessimisti, ma i tempi in cui viviamo sembrano giustificare simili pensieri. Speriamo sempre che la realtà possa essere migliore, ma è difficile, molto difficile, conoscere la realtà in un campo così intricato.
Come esposto nel precedente articolo (Vita dopo la morte, comunicazioni di dubbia matrice, entità arcontiche) il libro Ricordi dell'aldilà di M. Newton fa apparire la vita delle anime dopo la morte (e in qualche modo tutto il percorso dell'esistenza umana), come qualcosa di bello, e offre una visione probabilmente un po' troppo edulcorata della realtà. Parafrasando il suo libro potremmo affermare che possiamo rivivere ancora e fare esperienza, che è tutto un grande dono di Dio, che ci ama tanto ... e alla fine tutto sembra debba finire nel migliore dei modi.
Ma fra le righe del suo libro (come verrà descritto meglio in un articolo successivo) sembra di potere osservare un situazione molto meno gioiosa, in cui le anime sono tenute in gruppi ristretti con la possibilità di comunicare solo con pochi spiriti. Le anime si ritroverebbero infatti dopo la morte con le anime di parenti, amici e conoscenti, cosa alquanto incoerente, illogica, a ben pensarci, perché anche quel nostro conoscente che incontriamo nell'aldilà dovrebbe stare con i suoi genitori e conoscenti che però nel nostro gruppo mancano.
Certo le anime potrebbero anche avere il dono dell'ubiquità, una volta non vincolate al piano fisico, ma viene anche il sospetto che l'anima che si distacca dal corpo trovi ad accoglierla delle false ombre, come se venisse introdotta in una particolare forma di realtà virtuale, una sorta di Truman show ultraterreno.
Da una lettura disincantata del libro Ricordi dell'aldilà traspare una situazione ben poco idilliaca, con le anime che appaiono spavantate all'idea di reincarnarsi, con delle guide che insistono affinché le anime entrino in un nuovo corpo, guide che sembrano addirittura manipolare le coscienze animiche affinché si convincano a fare nuovamente quel "grande salto".
Tutto ciò si collega a quanto affermano alcuni ufologi secondo i quali le stesse esperienze di pre-morte sarebbero dei sofisticati inganni per opera degli Arconti (o chi per loro). Servirebbero a circuire il defunto che, vittima di plagio, deciderebbe di incarnarsi in un altro corpo per continuare ad essere usato come "dispensa di cibo". Anche alcuni filosofi gnostici la pensavano così. Dunque le domande sono almeno due e sono domande abissali: dopo la morte fisica, ci si libera dalla sofferenza o si è risucchiati nel samsara? Esiste il libero arbitrio ab origine o no?

In fin dei conti la morte potrebbe essere un ponte verso altre esperienze non necessariamente gioiose, ed altre prove ci potrebbero attendere una volta sfuggiti a quella che qualcuno chiama "la prigione dell'anima". Che sia una coincidenza oppure no, Il libro dei morti dell'Antico Egitto allude ad un difficile percorso che l'anima del faraone deve affrontare una volta giunto nell'aldilà.

Ed un problema fondamentale che risulta implicito in quanto scritto prima, è la piena consapevolezza dell'anima nel mondo ultraterreno, che potrebbe essere soggetta a diversi tipi di manipolazione in maniera non troppo dissimile da quanto avviene alla mente umana sul nostro pianeta. In effetti nel libro Lo yoga tibetano del sonno di Tenzin Wangyal Rinpoche viene riferito che essere coscienti nel sonno è la sola via per imparare ad essere pienamente cosciente in quella fase della vita dell'anima che succede alla morte del nostro corpo.
Se davvero questo fosse il (triste) quadro della realtà più profonda che soggiace all'esistenza in questo mondo fisico, non è peregrina l'idea è che l’attuale battaglia che si svolge sulla terra e intorno alla terra (in cui potrebbero essere coinvolte esseri viventi ed entità animiche anche non umane e/o non terrestri) possa avere radici occulte nel tentativo delle forze arcontiche di tenersi stretto questo recinto di “bestiame”, questa riserva di esseri cui spremere l’energia di cui si nutrono.
Forse c’è qualche forza o qualche evento che potrebbe a breve sottrarre loro questa impero sui nostri corpi e le nostre anime? Sarebbe bello potere confidare in questa evenienza.
In ogni caso sembra ormai fuori dubbio, di fronte a quanto sta avvenendo a ritmo incalzante (scie chimiche, vaccini, modificazioni genetiche, antenne nascoste, guerre, crisi economica) che qui sulla terra gli esseri umani si muovono all'interno di una sorta di realtà virtuale senza nemmeno rendersene conto arrivando persino a credere che in cielo ci siano nuvole (o "innocue velature") quando stormi di aerei passano e ripassano rilasciando bianche scie che si espandono e oscurano il sole. Miliardi di persone credono ormai che la verità sia solo quella che viene comunicata sui mass media e non trova il tempo e la voglia nemmeno di verificare di persona, il che dimostra che gli esseri umani si trovano ormai all'interno di una prigione con diversi strati di sbarre e recinzioni.
1 - Il primo strato è di natura prettamente psicologica, creato con le varie tecniche di condizionamento mentale e di indottrinamento (ripetizione di messaggi, psicologia delle masse, utilizzo della pnl, lavaggio del cervello dei mass media e della scuola). Questa sorta di prigione più interna forse serve a "imprigionare" il nostro cervello.
2 - Il secondo è di natura elettromagnetica, e completa il lavoro svolto con le tecniche descritte al punto precedente, ma si potrebbe ipotizzare che questo ulteriore strato della prigione contribuisca a tenere imprigionata anche la mente estesa (corpo eterico), indebolendo ogni possibile collegamento fra il nostro corpo fisico e tutto quanto si trovi in altre dimensioni al di là di esso.

3) Il terzo è di natura genetica, ma il nesso col punto precedente è nella funzione “nascosta” del DNA come antenna ricetrasmittente a particolari frequenze. Il livello a cui si spinge la manipolazione genetica (vedi Morbo di Morgellons) fa sospettare che ci sia addirittura un progetto di trasformare l'essere umano in una sorta di ibrido uomo macchina (come per altro si prefigge di fare l'ideologia del transumanesimo) ... una macchina telecomandata ed obbediente?
4) Sempre che non ce ne siano altri che a noi sfuggano, possiamo ipotizzare un quarto sistema di "recinzione", questa volta di natura ignota, a livello animico. Tempo fa una ragazza incontrata sul web (vera o finta che fosse la sua identità) parlava di una sorta di sigillo per le anime, qualcosa che si applica all'anima e che potrebbe essere una sorta di analogo del microchip, e diceva che stava disperatamente cercando una via per non soggiacere a questa ulteriore forma di schiavitù dell'anima.
In tutto questo le scie chimiche servono sicuramente per rafforzare e spingere alla massima potenza le tecnologie di cui al punto 2 e 3, ma non è da escludere che servano anche a fini apparentemente “incredibili” come aprire/chiudere portali interdimensionali (banalizzando potrebbemmo dire che forse servono o serviranno anche a frenare l'intervento delle entità a noi amiche ed a fare il contrario con le entità malevole che ci dominano). Forse in queste congetture ci stiamo spingendo troppo al di là dei canonici confini imposti alle nostre menti, ma forse è l'intensificarsi del fenomeno che induce a cercare risposte che non sarebbero soddisfacenti se ci limitassimo ad indagare nel mondo fisico.
Un sospetto forte è che le scie chimiche servano anche a disconnettere le persone da tutto ciò che è al di là del piano puramente fisico per farci dimenticare quale sia la nostra vera natura. Se l'attacco al nostro pianeta ed alla nostra razza ha radici anche in un altro piano dell'esistenza e se siamo soggiogati da entità arcontiche le motivazioni per fare ciò non mancherebbero in fondo sarebbe come crescere degli animali da macello nella totale ignoranza dell'esistenza del macello stesso.
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Facciamo le stesse cose noi con il bestiame: lo facciamo nascere, li diamo tutto il cibo che vuole, ma non la libertà di movimento e di spazzi che vorrebbe, per poi alla fine cibarcene. Quindi non mi è molto difficile pensare che pure noi "umani" possiamo essere "carne da macello".
Ricordiamoci che molte persone non sono pronte a recepire questi messaggi, si sentirebbero confuse, sopraffatte da un senso di nausea ed attiverebbero un sistema di difesa psichico così forte da ignorare tutto.
Amo la terra, l'entita che ci ospita, e mi reincarnerei più' volte per salvarla, loro lo sanno e continuano a devastare la terra, perchè non posso fregarmene e lasciarla al suo triste destino.
Anche se tutte queste cose malvage fossero vere non rattristiamoci, tendono sempre a volerci dividere, ma presto saremo di nuovo un gruppo ed allora daremo l'esempio e la rivoluzione inizierà.
Ricordiamoci che molte persone non sono pronte a recepire questi messaggi, si sentirebbero confuse, sopraffatte da un senso di nausea ed attiverebbero un sistema di difesa psichico così forte da ignorare tutto.
Amo la terra, l'entita che ci ospita, e mi reincarnerei più' volte per salvarla, loro lo sanno e continuano a devastare la terra, perchè non posso fregarmene e lasciarla al suo triste destino.
Anche se tutte queste cose malvage fossero vere non rattristiamoci, tendono sempre a volerci dividere, ma presto saremo di nuovo un gruppo ed allora daremo l'esempio e la rivoluzione inizierà.

Arconte Segugio- Partecipante Mistico

sarà così... PERCHE' QUESTO E' IL MIO VOLERE!
Mio stato d'animo:
Animale Preferito :
Il mio Sesso:
La mia forza:
Messaggi: 539
Netiquette:
Nazione:
Data d'iscrizione: 18.11.11
Punti: 830
Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM).
Immunità e privilegi, “scudi” patrimoniali, condoni fiscali e potenti protetti da eventuali
interventi giudiziari, soci e finanziatori di un organismo intergovernativo che
interferiscono nella scelta delle politiche economiche nazionali ed operazioni finanziarie
coperte da segreto. Questa non è fantapolitica, questi obiettivi non li ha messi in campo
l'uomo più criticato al mondo per la sua incapacità di saper rispettare le regole, questo è il
futuro dell'Europa progettato dai leader dei paesi europei che stanno tentando, in fretta e
furia, di portare a regime il trattato che istituisce il Meccanismo Europeo di Stabilità
(ESM).
Le istituzioni europee intendono delegare ad un'organizzazione finanziaria internazionale
(ESM), con chiare impronte privatistiche, il compito di risolvere i problemi di instabilità
finanziaria dell'area euro. La crisi, piombata addosso alle popolazioni per l'incapacità
politica di sapere tutelare l'economia reale dal ladrocinio speculativo, si sta evolvendo
verso una clamorosa autoassoluzione da parte di coloro che ancora oggi detengono
saldamente il timone di comando dell'Europa, almeno apparentemente.
Le tanto criticate anomalie del sistema Italia stanno trovando piena legittimazione nel
contesto comunitario, dalla tendenza alla privatizzazione delle funzioni pubbliche alla
pretesa impunità per i membri dell'ESM fino ad arrivare ai capitali “scudati”.
I recenti accadimenti politici e finanziari, che saranno di seguito esposti, convergono verso
un'Europa che sembra essere nelle mani di leader impauriti e smarriti o, peggio ancora,
complici di potenti finanzieri con pericolose mire espansionistiche.
Il trattato ESM: introduzione.
Il meccanismo europeo di stabilità è lo strumento scelto dalla politica di Bruxelles per
fornire assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà, sulla base, si badi bene, del rispetto da
parte dello Stato (potenziale) debitore di determinate condizioni di politica economica
negoziate con l'ESM attraverso l'intervento mediato delle istituzioni europee.
Piuttosto impegnativo come compito per una istituzione finanziaria, visto che si tratta di
tutelare le economie nazionali contro la finanza speculativa, indiscussa protagonista della
crisi.
L'obiezione più irritante che i tecnici professionisti della crisi potrebbero sollevare nel caso
in cui qualche giornalista inciampasse sulla questione, riguarda la circostanza,
apparentemente rassicurante e certamente degna di relativismo pirandelliano, che i
membri dell'ESM sono gli stati aderenti all'euro. Membro, socio, parte contraente o
creditore, sono questi i nuovi ruoli con cui si intende (de)legittimare e misurare il potere di
uno Stato sul proprio territorio? Basti pensare che nel caso in cui il paese membro non
riesca a far fronte agli impegni finanziari assunti con l'ESM non potrà esercitare il diritto di
voto per tutta la durata dell'inadempienza (articolo 4, punto 8).
Un inaccettabile punto di non ritorno verso una pericolosa dittatura economica?
Chiedere la ratifica di questo Trattato (da non confondere con il “Trattato sulla stabilità, il
coordinamento e la governance nell'unione economica e monetaria” riguardante il
rafforzamento della disciplina fiscale dei paesi membri) nella totale assenza di un'adeguata
divulgazione di massa significa far leva sulla disinformazione per fare approvare qualcosa
che odora di “marcio”.
Come già accennato, l'ESM non è un sistema di norme finalizzato a disciplinare il fondo ma
è l'atto istitutivo di un'organizzazione finanziaria intergovernativa nel quadro del diritto
pubblico internazionale con sede in Lussemburgo.
Gli stati aderenti partecipano in qualità di soci e devono versare una quota determinata
sulla base della partecipazione alla BCE. Gli stati/soci possono anche trasformarsi in
debitori qualora decidano di chiedere un prestito all'organizzazione. Lo Stato che chiede un
finanziamento, magari minacciato da un probabile fallimento o dalla regola del rapporto
debito/PIL entro il 60%, deve sottostare ad una “rigorosa condizionalità”, nell'ambito di
un programma di aggiustamento macroeconomico e di un'analisi scrupolosa della
sostenibilità del debito pubblico.
Riprendendo la domanda che ci si è posti all'inizio, ossia a quali rigorose condizioni debba
attenersi lo Stato debitore, si tratta di materie riguardanti almeno la politica economica.
Nel primo trattato ESM il riferimento era abbastanza chiaro e diretto: “If indispensable to
safeguard the financial stability of the euro area as a whole, access to ESM financial
assistance will be provided on the basis of strict economic policy conditionality” (punto 4,
premesse). Nel documento firmato il 2 febbraio 2012, invece, il richiamo alle condizioni di
politica economica viene disposto in modo diverso. Scompare dalle premesse2, dall'articolo
3 dedicato alla definizione dell'obiettivo3, nell'articolo 124 e in quasi tutto l'art 135.
Sei uno Stato in difficoltà? Stabilità finanziaria garantita! Intanto fammi lucrare sul tuo debito.
L'ESM opera concretamente come un qualsiasi istituto finanziario, eroga prestiti, si rivolge
al mercato per potere soddisfare le richieste di concessione di denaro ed ha come scopo
quello di ottenerne un profitto. Basti pensare che lo Stato debitore dovrebbe corrispondere
all'ESM un determinato prezzo che nella prima versione del trattato era più o meno
identificabile in un terzo allegato, poi eliminato, dove si stabilisce che l'esborso è pari al
costo del finanziamento sostenuto dall'ESM più un onere di 200 BPS (punti base) sulla
totalità dei prestiti ed una maggiorazione di 100 BPS per gli importi prestati non
rimborsati dopo tre anni.
Nel testo firmato il 2 febbraio, invece, vengono sostituiti tali parametri con un “margine
adeguato”. Si consideri comunque che in entrambi i documenti si attribuisce al consiglio
dei governatori la facoltà di potere modificare i tassi di interesse.
E' questo il concetto di stabilità a cui mira l'Europa?
Perché, poi, la BCE deve prestare denaro all'1% alle banche mentre i paesi in crisi devono
pagare all'ESM una cifra notevolmente più alta?
Chi pagherà i circa 125 miliardi di euro che l'Italia dovrebbe impegnare per partecipare al fondo “salva stati”/ESM?
Ma soprattutto, l'Italia possiede le risorse finanziarie per far fronte a questo impegno? E se
il bel paese non riuscisse a versare le rate, lo Stato di diritto sarebbe costretto a subire le
“condizioni” imposte dall'ESM, il cui limite è praticamente inidentificabile? Si consideri
che l'Italia, fra febbraio e marzo, deve inoltre far fronte a scadenze per oltre 91 miliardi di
euro (56,2 miliardi di Btp, 12, 3 miliardi di CcT e 23 miliardi di CTz). Gli stranieri ne
detengono almeno 30 miliardi.
I soldi tolti alla collettività mediante l'imposizione delle politiche di austerity servono per
riempire le tasche dell'istituzione finanziaria? Cittadini informati, cittadini, forse, salvati.
Chi detiene la “cabina di regia” del fondo fra immunità e documenti“inviolabili”?
L'organizzazione è dotata di un consiglio dei governatori e di un consiglio di amministrazione (articolo 4).
Mentre sul consiglio dei governatori c'è almeno formalmente un minimo di controllo
democratico, visto che è formato dai ministri delle finanze dei paesi aderenti, il consiglio di
amministrazione assume toni opachi in quanto i suoi membri sono nominati dai
governatori e possono essere revocati in qualsiasi momento (articolo 6). Visto l'ampio
potere concesso dal trattato al consiglio di amministrazione e l'importanza che l'ESM
intende assumere nella gestione della politica internazionale queste disposizioni si
adattano più a storie di fantapolitica che alla realtà, specialmente se si considera che
l'istituzione intergovernativa8 ed i membri dell'organizzazione, compresi quelli dello staff,
sono immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni9. L'ESM gode inoltre di una incomprensibile “inviolabilità” dei
documenti10.
Il trattato contiene altre disposizioni che fuoriescono da qualsiasi comprensione
democraticamente logica, quasi come se tali regole fossero state dettate da soggetti che non
hanno e non intendono avere alcuna forma di sottomissione a quegli Stati di diritto che si
riconoscono nei principi di Uguaglianza, Democrazia e Giustizia. Qui, probabilmente, la
posta in gioco non è soltanto la sovranità economica.
L'ESM appare come una potenza politica che, a tratti, sembra non essere in grado di
tutelare nemmeno se stessa, se si tiene conto del fatto che questa tendenza al “libero
arbitrio” si spinge fino al punto di autorizzare il direttore generale del consiglio dei
governatori a revocare l'immunità di qualsiasi membro del personale dell'ESM eccetto se
stesso (articolo 35, punto 3).
“Burattinai occulti”?
I privati, sostanzialmente grandi finanziatori come ad esempio la Cina che ha già mostrato
interesse verso il fondo, sono ammessi, in qualità di osservatori11, a partecipare alle
riunioni (del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione) che hanno ad
oggetto la valutazione della concessione del credito al paese richiedente nonché la
definizione delle rigorose prescrizioni da imporre alla nazione “minacciata”.
Questa ingerenza si traduce nel serio rischio che a dettare le disposizioni di politica
economica da applicare nel territorio dello Stato debitore siano coloro che concedono i
soldi al fondo.
La sovranità dei singoli stati membri rischia di essere sostituita da una dittatura economica
e non da un'altra istituzione democratica di più ampie dimensioni.
Senza l'attuazione di riforme strutturali in ambito comunitario finalizzate a proteggere
l'economia reale dalla finanza speculativa non c'è altra strada che la sottomissione alle
potenze economiche dei paesi emergenti, che di certo non hanno ancora maturato
l'importanza dell'applicazione dei principi di democrazia ed uguaglianza al di sopra di
qualsiasi logica di profitto.
Attenzione: il trattato ESM entra in vigore solo previa approvazione da parte dei parlamenti nazionali, quello italiano non lo ha ancora ratificato.
I rappresentanti europei hanno già fatto la loro scelta, ma per fortuna in Italia il Trattato
non è stato ancora ratificato, e adesso tocca ai parlamentari nazionali decidere se far
sottomettere la Costituzione ad una possibile dittatura economica e chissà cos'altro.
Chi scrive non è a conoscenza dello stato di attuazione delle ratifiche negli altri 16 stati e
sarebbe estremamente utile condividere questo tipo di informazione.
A tal proposito, si faccia attenzione ad un passaggio delicato: oggetto di ratifica non è il
trattato ESM ma la modifica all'articolo 136 del Trattato sul Funzionamento dell'UE
(TFUE) con cui l'Europa intende imporre agli stati membri il documento istitutivo
dell'ESM firmato dai ministri delle finanze13.
Siamo sicuri che un percorso politico-legislativo di questo tipo sia pienamente legittimo?
Come si può pensare di imporre ai cittadini europei ciò che appare come una “delega in
bianco” ad una istituzione finanziaria semplicemente chiedendo la ratifica della modifica
dell'art. 136 del TFUE che prevede soltanto l'introduzione di un “meccanismo di stabilità
da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità dell'intera zona euro”?
In Italia, il disegno di legge per cambiare il suddetto articolo è stato presentato dall'ex
ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, di concerto con l'ex ministro dell'Economia e
delle Finanze, Giulio Tremonti, l'ex ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, l'ex
ministro per le Politiche europee, Anna Marina Bernini Bovicelli. Già la 1° commissione
permanente Affari Costituzionali ha dato esito “non ostativo” (14 dicembre 2011) e la 14°
commissione permanente Politiche dell'unione europea si è espressa in modo favorevole
con osservazioni (25 gennaio 2012).
Non è escluso comunque che nelle singole nazioni, come già accaduto in Germania per gli
eurobond (e come si pensa possa accadere anche per il meccanismo europeo di stabilità)
intervenga la Giustizia per bloccare l'operatività del trattato ESM.
Intanto, la Merkel sta discutendo con il premier Wen Jiabao della possibile partecipazione
della Cina alla gestione del debito europeo mediante l'ESM, nonostante Bruxelles non
abbia ancora incassato la ratifica di tutti gli stati aderenti.
05/02/2012
Dopo matura riflessione, invito i lettori ad aderire all’appello riportato QUI
L’Italia non deve aderire all'ESM.
Scrivete in massa ai politici, parlamentari, ministri, eurodeputati, giornali, opinion makers in genere: è l’ultima possibilità di impedire la perdita definitiva e permanente della sovranità, o di quel che ne resta. Cancellata quella, finisce anche la libertà, una conquista che è costata secoli di lotte e sangue, e che i nostri figli e nipoti dovranno riconquistare con altre lacrime e sangue.
La mozione da inviare ai politici è già nel sito palermitano (grazie per una volta, siciliani!), e basta scaricarlo. I dettagli del pericolo estremo li spiega molto bene la giovane economista Lidia Undiemi
interventi giudiziari, soci e finanziatori di un organismo intergovernativo che
interferiscono nella scelta delle politiche economiche nazionali ed operazioni finanziarie
coperte da segreto. Questa non è fantapolitica, questi obiettivi non li ha messi in campo
l'uomo più criticato al mondo per la sua incapacità di saper rispettare le regole, questo è il
futuro dell'Europa progettato dai leader dei paesi europei che stanno tentando, in fretta e
furia, di portare a regime il trattato che istituisce il Meccanismo Europeo di Stabilità
(ESM).
Le istituzioni europee intendono delegare ad un'organizzazione finanziaria internazionale
(ESM), con chiare impronte privatistiche, il compito di risolvere i problemi di instabilità
finanziaria dell'area euro. La crisi, piombata addosso alle popolazioni per l'incapacità
politica di sapere tutelare l'economia reale dal ladrocinio speculativo, si sta evolvendo
verso una clamorosa autoassoluzione da parte di coloro che ancora oggi detengono
saldamente il timone di comando dell'Europa, almeno apparentemente.
Le tanto criticate anomalie del sistema Italia stanno trovando piena legittimazione nel
contesto comunitario, dalla tendenza alla privatizzazione delle funzioni pubbliche alla
pretesa impunità per i membri dell'ESM fino ad arrivare ai capitali “scudati”.
I recenti accadimenti politici e finanziari, che saranno di seguito esposti, convergono verso
un'Europa che sembra essere nelle mani di leader impauriti e smarriti o, peggio ancora,
complici di potenti finanzieri con pericolose mire espansionistiche.
Il trattato ESM: introduzione.
Il meccanismo europeo di stabilità è lo strumento scelto dalla politica di Bruxelles per
fornire assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà, sulla base, si badi bene, del rispetto da
parte dello Stato (potenziale) debitore di determinate condizioni di politica economica
negoziate con l'ESM attraverso l'intervento mediato delle istituzioni europee.
Piuttosto impegnativo come compito per una istituzione finanziaria, visto che si tratta di
tutelare le economie nazionali contro la finanza speculativa, indiscussa protagonista della
crisi.
L'obiezione più irritante che i tecnici professionisti della crisi potrebbero sollevare nel caso
in cui qualche giornalista inciampasse sulla questione, riguarda la circostanza,
apparentemente rassicurante e certamente degna di relativismo pirandelliano, che i
membri dell'ESM sono gli stati aderenti all'euro. Membro, socio, parte contraente o
creditore, sono questi i nuovi ruoli con cui si intende (de)legittimare e misurare il potere di
uno Stato sul proprio territorio? Basti pensare che nel caso in cui il paese membro non
riesca a far fronte agli impegni finanziari assunti con l'ESM non potrà esercitare il diritto di
voto per tutta la durata dell'inadempienza (articolo 4, punto 8).
Un inaccettabile punto di non ritorno verso una pericolosa dittatura economica?
Chiedere la ratifica di questo Trattato (da non confondere con il “Trattato sulla stabilità, il
coordinamento e la governance nell'unione economica e monetaria” riguardante il
rafforzamento della disciplina fiscale dei paesi membri) nella totale assenza di un'adeguata
divulgazione di massa significa far leva sulla disinformazione per fare approvare qualcosa
che odora di “marcio”.
Come già accennato, l'ESM non è un sistema di norme finalizzato a disciplinare il fondo ma
è l'atto istitutivo di un'organizzazione finanziaria intergovernativa nel quadro del diritto
pubblico internazionale con sede in Lussemburgo.
Gli stati aderenti partecipano in qualità di soci e devono versare una quota determinata
sulla base della partecipazione alla BCE. Gli stati/soci possono anche trasformarsi in
debitori qualora decidano di chiedere un prestito all'organizzazione. Lo Stato che chiede un
finanziamento, magari minacciato da un probabile fallimento o dalla regola del rapporto
debito/PIL entro il 60%, deve sottostare ad una “rigorosa condizionalità”, nell'ambito di
un programma di aggiustamento macroeconomico e di un'analisi scrupolosa della
sostenibilità del debito pubblico.
Riprendendo la domanda che ci si è posti all'inizio, ossia a quali rigorose condizioni debba
attenersi lo Stato debitore, si tratta di materie riguardanti almeno la politica economica.
Nel primo trattato ESM il riferimento era abbastanza chiaro e diretto: “If indispensable to
safeguard the financial stability of the euro area as a whole, access to ESM financial
assistance will be provided on the basis of strict economic policy conditionality” (punto 4,
premesse). Nel documento firmato il 2 febbraio 2012, invece, il richiamo alle condizioni di
politica economica viene disposto in modo diverso. Scompare dalle premesse2, dall'articolo
3 dedicato alla definizione dell'obiettivo3, nell'articolo 124 e in quasi tutto l'art 135.
Sei uno Stato in difficoltà? Stabilità finanziaria garantita! Intanto fammi lucrare sul tuo debito.
L'ESM opera concretamente come un qualsiasi istituto finanziario, eroga prestiti, si rivolge
al mercato per potere soddisfare le richieste di concessione di denaro ed ha come scopo
quello di ottenerne un profitto. Basti pensare che lo Stato debitore dovrebbe corrispondere
all'ESM un determinato prezzo che nella prima versione del trattato era più o meno
identificabile in un terzo allegato, poi eliminato, dove si stabilisce che l'esborso è pari al
costo del finanziamento sostenuto dall'ESM più un onere di 200 BPS (punti base) sulla
totalità dei prestiti ed una maggiorazione di 100 BPS per gli importi prestati non
rimborsati dopo tre anni.
Nel testo firmato il 2 febbraio, invece, vengono sostituiti tali parametri con un “margine
adeguato”. Si consideri comunque che in entrambi i documenti si attribuisce al consiglio
dei governatori la facoltà di potere modificare i tassi di interesse.
E' questo il concetto di stabilità a cui mira l'Europa?
Perché, poi, la BCE deve prestare denaro all'1% alle banche mentre i paesi in crisi devono
pagare all'ESM una cifra notevolmente più alta?
Chi pagherà i circa 125 miliardi di euro che l'Italia dovrebbe impegnare per partecipare al fondo “salva stati”/ESM?
Ma soprattutto, l'Italia possiede le risorse finanziarie per far fronte a questo impegno? E se
il bel paese non riuscisse a versare le rate, lo Stato di diritto sarebbe costretto a subire le
“condizioni” imposte dall'ESM, il cui limite è praticamente inidentificabile? Si consideri
che l'Italia, fra febbraio e marzo, deve inoltre far fronte a scadenze per oltre 91 miliardi di
euro (56,2 miliardi di Btp, 12, 3 miliardi di CcT e 23 miliardi di CTz). Gli stranieri ne
detengono almeno 30 miliardi.
I soldi tolti alla collettività mediante l'imposizione delle politiche di austerity servono per
riempire le tasche dell'istituzione finanziaria? Cittadini informati, cittadini, forse, salvati.
Chi detiene la “cabina di regia” del fondo fra immunità e documenti“inviolabili”?
L'organizzazione è dotata di un consiglio dei governatori e di un consiglio di amministrazione (articolo 4).
Mentre sul consiglio dei governatori c'è almeno formalmente un minimo di controllo
democratico, visto che è formato dai ministri delle finanze dei paesi aderenti, il consiglio di
amministrazione assume toni opachi in quanto i suoi membri sono nominati dai
governatori e possono essere revocati in qualsiasi momento (articolo 6). Visto l'ampio
potere concesso dal trattato al consiglio di amministrazione e l'importanza che l'ESM
intende assumere nella gestione della politica internazionale queste disposizioni si
adattano più a storie di fantapolitica che alla realtà, specialmente se si considera che
l'istituzione intergovernativa8 ed i membri dell'organizzazione, compresi quelli dello staff,
sono immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni9. L'ESM gode inoltre di una incomprensibile “inviolabilità” dei
documenti10.
Il trattato contiene altre disposizioni che fuoriescono da qualsiasi comprensione
democraticamente logica, quasi come se tali regole fossero state dettate da soggetti che non
hanno e non intendono avere alcuna forma di sottomissione a quegli Stati di diritto che si
riconoscono nei principi di Uguaglianza, Democrazia e Giustizia. Qui, probabilmente, la
posta in gioco non è soltanto la sovranità economica.
L'ESM appare come una potenza politica che, a tratti, sembra non essere in grado di
tutelare nemmeno se stessa, se si tiene conto del fatto che questa tendenza al “libero
arbitrio” si spinge fino al punto di autorizzare il direttore generale del consiglio dei
governatori a revocare l'immunità di qualsiasi membro del personale dell'ESM eccetto se
stesso (articolo 35, punto 3).
“Burattinai occulti”?
I privati, sostanzialmente grandi finanziatori come ad esempio la Cina che ha già mostrato
interesse verso il fondo, sono ammessi, in qualità di osservatori11, a partecipare alle
riunioni (del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione) che hanno ad
oggetto la valutazione della concessione del credito al paese richiedente nonché la
definizione delle rigorose prescrizioni da imporre alla nazione “minacciata”.
Questa ingerenza si traduce nel serio rischio che a dettare le disposizioni di politica
economica da applicare nel territorio dello Stato debitore siano coloro che concedono i
soldi al fondo.
La sovranità dei singoli stati membri rischia di essere sostituita da una dittatura economica
e non da un'altra istituzione democratica di più ampie dimensioni.
Senza l'attuazione di riforme strutturali in ambito comunitario finalizzate a proteggere
l'economia reale dalla finanza speculativa non c'è altra strada che la sottomissione alle
potenze economiche dei paesi emergenti, che di certo non hanno ancora maturato
l'importanza dell'applicazione dei principi di democrazia ed uguaglianza al di sopra di
qualsiasi logica di profitto.
Attenzione: il trattato ESM entra in vigore solo previa approvazione da parte dei parlamenti nazionali, quello italiano non lo ha ancora ratificato.
I rappresentanti europei hanno già fatto la loro scelta, ma per fortuna in Italia il Trattato
non è stato ancora ratificato, e adesso tocca ai parlamentari nazionali decidere se far
sottomettere la Costituzione ad una possibile dittatura economica e chissà cos'altro.
Chi scrive non è a conoscenza dello stato di attuazione delle ratifiche negli altri 16 stati e
sarebbe estremamente utile condividere questo tipo di informazione.
A tal proposito, si faccia attenzione ad un passaggio delicato: oggetto di ratifica non è il
trattato ESM ma la modifica all'articolo 136 del Trattato sul Funzionamento dell'UE
(TFUE) con cui l'Europa intende imporre agli stati membri il documento istitutivo
dell'ESM firmato dai ministri delle finanze13.
Siamo sicuri che un percorso politico-legislativo di questo tipo sia pienamente legittimo?
Come si può pensare di imporre ai cittadini europei ciò che appare come una “delega in
bianco” ad una istituzione finanziaria semplicemente chiedendo la ratifica della modifica
dell'art. 136 del TFUE che prevede soltanto l'introduzione di un “meccanismo di stabilità
da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità dell'intera zona euro”?
In Italia, il disegno di legge per cambiare il suddetto articolo è stato presentato dall'ex
ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, di concerto con l'ex ministro dell'Economia e
delle Finanze, Giulio Tremonti, l'ex ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, l'ex
ministro per le Politiche europee, Anna Marina Bernini Bovicelli. Già la 1° commissione
permanente Affari Costituzionali ha dato esito “non ostativo” (14 dicembre 2011) e la 14°
commissione permanente Politiche dell'unione europea si è espressa in modo favorevole
con osservazioni (25 gennaio 2012).
Non è escluso comunque che nelle singole nazioni, come già accaduto in Germania per gli
eurobond (e come si pensa possa accadere anche per il meccanismo europeo di stabilità)
intervenga la Giustizia per bloccare l'operatività del trattato ESM.
Intanto, la Merkel sta discutendo con il premier Wen Jiabao della possibile partecipazione
della Cina alla gestione del debito europeo mediante l'ESM, nonostante Bruxelles non
abbia ancora incassato la ratifica di tutti gli stati aderenti.
05/02/2012
Dopo matura riflessione, invito i lettori ad aderire all’appello riportato QUI
L’Italia non deve aderire all'ESM.
Scrivete in massa ai politici, parlamentari, ministri, eurodeputati, giornali, opinion makers in genere: è l’ultima possibilità di impedire la perdita definitiva e permanente della sovranità, o di quel che ne resta. Cancellata quella, finisce anche la libertà, una conquista che è costata secoli di lotte e sangue, e che i nostri figli e nipoti dovranno riconquistare con altre lacrime e sangue.
La mozione da inviare ai politici è già nel sito palermitano (grazie per una volta, siciliani!), e basta scaricarlo. I dettagli del pericolo estremo li spiega molto bene la giovane economista Lidia Undiemi

Arconte Segugio- Partecipante Mistico

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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
Samsara
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il termine sanscrito saṃsāra (devanāgarī संसार, "scorrere insieme") indica, nelle religioni dell'India quali il Brahmanesimo, il Buddhismo, il Giainismo e l'Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota.
In senso lato e in un significato più tardo, viene ad indicare anche "l'oceano dell'esistenza", la vita terrena, il mondo materiale, che è permeato di dolore e di sofferenza, ed è, soprattutto, insustanziale: infatti, il mondo quale noi lo vediamo, e nel quale viviamo, altro non è che miraggio, illusione māyā. Immerso in questa illusione, l'uomo è afflitto quindi da una sorta di ignoranza metafisica (avidyā), ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena: tale ignoranza conduce l'uomo ad agire trattenendolo così nel saṃsāra.
"Amo la terra, l'entita che ci ospita, e mi reincarnerei più' volte per salvarla": vale la pena struggersi per una terra che altro non è che un miraggio?
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il termine sanscrito saṃsāra (devanāgarī संसार, "scorrere insieme") indica, nelle religioni dell'India quali il Brahmanesimo, il Buddhismo, il Giainismo e l'Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota.
In senso lato e in un significato più tardo, viene ad indicare anche "l'oceano dell'esistenza", la vita terrena, il mondo materiale, che è permeato di dolore e di sofferenza, ed è, soprattutto, insustanziale: infatti, il mondo quale noi lo vediamo, e nel quale viviamo, altro non è che miraggio, illusione māyā. Immerso in questa illusione, l'uomo è afflitto quindi da una sorta di ignoranza metafisica (avidyā), ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena: tale ignoranza conduce l'uomo ad agire trattenendolo così nel saṃsāra.
"Amo la terra, l'entita che ci ospita, e mi reincarnerei più' volte per salvarla": vale la pena struggersi per una terra che altro non è che un miraggio?
_________________

http://www.youtube.com/watch?v=2lv5cMtx82M&feature=player_embedded

Alaudae- Moderatore Globale

La verità si sottrae all'evidenza
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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
Arconte Segugio ha scritto:un segnale dal passato:
[youtube]http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=exT0wjI5d4k[/youtube]
_________________
---------------------------

http://www.youtube.com/watch?v=2kmpxn5jhVg
http://www.youtube.com/watch?v=NStyRt19flA
Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
"Il secondo è di natura elettromagnetica, e completa il lavoro svolto con le tecniche descritte al punto precedente, ma si potrebbe ipotizzare che questo ulteriore strato della prigione contribuisca a tenere imprigionata anche la mente estesa (corpo eterico), indebolendo ogni possibile collegamento fra il nostro corpo fisico e tutto quanto si trovi in altre dimensioni al di là di esso."
La risonanza elettromagnetica effettua un procedimento come questo, dato che, bombarda il corpo di elettromagnetismo ed esso interferisce con l'energia del corpo. Un po' come in Kingdom Hospital (Serie televisiva), in cui la signora vuole impedire che venga eseguita la risonanza sul paziente in coma sotto fase astrale, che comporterebbe un cambio di energia nel corpo non più coerente con l'anima che ne è fuori che impedirebbe di farla tornare all'interno. Ed effettivamente è vero!
La risonanza elettromagnetica effettua un procedimento come questo, dato che, bombarda il corpo di elettromagnetismo ed esso interferisce con l'energia del corpo. Un po' come in Kingdom Hospital (Serie televisiva), in cui la signora vuole impedire che venga eseguita la risonanza sul paziente in coma sotto fase astrale, che comporterebbe un cambio di energia nel corpo non più coerente con l'anima che ne è fuori che impedirebbe di farla tornare all'interno. Ed effettivamente è vero!
Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
"sul paziente in coma sotto fase astrale" e...cioè
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http://www.youtube.com/watch?v=2lv5cMtx82M&feature=player_embedded

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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
cristian ha scritto:Arconte Segugio ha scritto:un segnale dal passato:
[youtube]http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=exT0wjI5d4k[/youtube]
questo video andrebbe mostrato quotidianamente agli utenti senza se e senza ma dell'ordigno televisivo e dovrebbe rimanere come buon promemoria per tutti
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Re: illuminati chi sono e cosa vogliono
Sotto fase astrale... Ovvero quando il corpo astrale si separa dal corpo, ma in quel caso impossibilitato a tornarci per un rifiuto corporale/mentale dovuto a qualche cosa che è successa.
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