I misteri del solstizio d'inverno Sol Invictvs
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I misteri del solstizio d'inverno Sol Invictvs

Arriva il solstizio d'Inverno: il piu' corto dell'anno, quello in cui le ore di luce sono nettamente inferiori alle ore di buio. Per i cultori di esoterismo e' un'alchimia di mistero e tradizione, il momento del passaggio del Sole attraverso la Porta degli Dei, una sorta di Natale laico, simbolo di una ripartenza spirituale e segno della sconfitta del male da parte del 'Sol Invictus'.
In fondo alle tenebre, e' il messaggio delle tavole celesti, c'e' ancora la Luce. La festa e' dedicata a San Giovanni Evangelista, che simboleggia la faccia di Giano che e' rivolta verso l'aurora e testimonia la forza della parola; quella del solstizio d'estate (24 giugno) e' invece dedicata a san Giovanni Battista di Gerusalemme.
In un antico rituale massonico si legge: "Il Sole, simbolo visibile dello spirito, si e' ritratto nelle caverne del settentrione. Le giornate si sono accorciate ed allungate le notti. Il dolore e' nelle nostre anime perche' il Sole e' calore, vita, luce. Noi fratelli ravvisiamo in questa rituale morte del Sole una fase della perenne lotta tra il bene e il male. Ma il nostro dolore e' temperato dalla certezza che il Sole, dopo la sua discesa agli Inferi, risalira' allo zenith della nostra coscienza".
Il solstizio d'inverno simboleggia proprio l'ingresso alla caverna, la transizione dal buio alla luce, dalla morte alla rinascita a differenza di quello estivo (24 giugno) che rappresenta l'uscita dalla caverna cosmica. Appartiene, in forme diverse, alla spiritualita' di tutte le religioni del mondo.
fonte adnkronos
Quell'avvenimento che in India si chiamava il mattino degli dei, inizio' ad essere celebrato ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, gia' in epoca preistorica e protostorica.
Esso, inoltre, ispiro' il "frammento 66" dell'opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell'Eneide). Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall'insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono "Alban Arthuan" ("rinascita del dio Sole"); i Germani, "Yule"' (la "ruota dell'anno"); gli Scandinavi "Jul" ("ruota solare"); i Finnici "July" ("tempesta di neve"); i Lapponi "Juvla"; i Russi "Karatciun" (il "giorno piu' corto")". Dopo il 21 dicembre la luce comincera' ad aumentare, anche se in modo ancora poco percettibile il giorno si allunghera'.
Questa fase veniva definita dagli ermetisti come trasmutazione dal nero al bianco. Da questa notte, il sole comincia ad allargare il suo cammino nel cielo e cio' equivale simbolicamente ad una rinascita.
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